Capitolo 9

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L'uscita del college era piena della gioia che fino a quel momento gli studenti avevano messo da parte. C'era molto più casino rispetto al primo giorno, perché stavolta tutti gli studenti stavano andando via. Era il 21 ottobre, il che significava una bella pausa di ben nove giorni da tutte le fatiche e gli stress legati alla scuola. Certo, significava anche alzarsi ogni mattina (pomeriggio) e guardare i libri abbandonati sulla scrivania, sentirli chiamarti e sapere che la cosa più responsabile sarebbe iniziare subito a studiare, ma poi il pensiero si cancellerebbe a causa dell'odorino invitante proveniente dalla cucina.

John era seduto su un muretto, a cui Sherlock era appoggiato, entrambi ad intrattenersi nell'aspettare i loro genitori.

-Okay, okay, che mi dici di... Quella ragazza là giù?- Sherlock diede una rapida occhiata alla folla prima di inquadrare la persona indicata da John.

-Allora, ultimo anno. Sta aspettando i genitori ed è molto nervosa. Non tanto per la scuola, quella non la preoccupa, ma perché vuole presentare loro il suo ragazzo, che è molto più grande e non ha completato gli studi.- il riccio già se la rideva di nascosto aspettando la reazione di John.

-Wow... Come diamine...-

-Prima le siamo passati vicino e ho sentito la sua telefonata col ragazzo in questione.- John stava per ribattere che quello era barare, ma non gliene lasciò il tempo -Ho deciso di tenere a mente la telefonata perché ho capito subito che più avanti mi avresti chiesto di dedurla: capelli tinti di rosa, piercing, un tatuaggio sul collo. Salta sicuramente all'occhio. Effettivamente non ho dedotto lei. Ho dedotto te.- mai John si era ritrovato così tanto a sperare che una persona stesse flirtando con lui. Ma Sherlock una cosa del genere non sapeva neanche davvero cosa fosse, forse. Al massimo dava alla propria voce un tono... Seduttivo, ma semplicemente per dare un effetto più teatrale a ciò che diceva, come se non fosse già teatrale in tutto ciò che faceva.

In ogni caso, riusciva, volontariamente o no, a far impazzire John.

-Probabilmente è inutile chiederlo, ma che farai durante le vacanze?- sapeva perfettamente cosa avrebbe fatto Sherlock: avrebbe fatto esperimenti più approfonditi di quelli che faceva a scuola, in quanto questa lo limitava, ma soprattutto, avrebbe risolto casi. E John sperava davvero che gli proponesse di andare con lui.

-Cose veramente interessanti a tempo pieno. I crimini aumentano nei giorni festivi.- rispose, con un sorrisetto impaziente incastonato sul volto -Dovresti vedere a Natale. Tralasciando quelli che si travestono da lui, è come se gli assassini volessero farmi da Babbo Natale.- John sorrise, un po' per la frase cinica e fraintendibile, un po' perché probabilmente Sherlock non si rendeva davvero conto di quanto lo fosse.

-Beato te. Io me ne starò a casa la maggior parte del tempo.- con la coda dell'occhio spiò Sherlock, nella speranza di vedere una reazione che potesse precedere un invito a unirsi a lui -Ad anticiparmi lo studio, creare gli schemi per le partite...-

-Sai come divertirti.- fu la risposta di Sherlock, il quale aveva la faccia di chi avrebbe dato un braccio pur di non trovarsi nella situazione di John. Anche se, in effetti, le possibilità che accadesse erano così poche da essere esilaranti.
Una macchina nera e lucida come fosse appena uscita dalla concessionaria si fermò davanti a loro. Sherlock si staccò dal muretto e le andò incontro -Spero di non trovarti troppo alienato quando torneremo a scuola.- John ridacchiò, per poi accennare un saluto, ma Sherlock era già entrato in macchina, la quale aveva i finestrini oscurati. Fino all'ultimo, John si aspettò di vederne uno abbassarsi per mostrare il viso di Sherlock, ma non accadde.

Allora, si limitò ad aspettare che la macchina scomparisse dalla sua vista e a dover rendersi conto che avrebbe dovuto passare nove giorni senza vederlo, per poi mettersi in piedi e cominciare a camminare.

REMEDY || Johnlock (in pausa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora