2 - L'enigma

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Aurora sapeva che non avrebbe potuto capire da sola quale messaggio quei numeri potevano nascondere. Lei però sapeva già a chi chiedere. Un vecchio amico all'interno del palazzo governativo. Un hacker al servizio dello stato per la pubblica sicurezza. Quel giorno si assicurò che Jürgen arrivasse puntuale all'appuntamento. Salirono in un ascensore costruito dal governo che, come sempre, dava l'idea di un avanzato paese post-apocalisse, infatti era stato costruito con speciali cuscinetti che ne rendevano silenzioso l'utilizzo. La salita al piano giusto rese quel momento quasi imbarazzante per i due che per tutto il tempo non emisero un fiato. Abitava in uno di quei palazzi forniti dal governo per i suoi dipendenti, a quanto pare era riuscito a prendere un appartamento tra gli ultimi piani di quell'immenso grattacielo. Appena entrati furono ricevuti da Marco. Jürgen si incuriosì subito per com'era arredato l'appartamento. Aurora però non aveva tempo da perdere. Sentiva la pressione del caso. Mai l'era capitato di non intuire al volo le ragioni degli assassini, di capire subito le dinamiche degli omicidi e di avere un'idea più o meno chiara su cosa fare e come muoversi. Solo di una cosa era certa, quell'omicidio sarebbe stato solo uno dei tanti ed era imperativo muoversi il prima possibile. Diede subito a Marco una foto delle prove trovate sul cadavere. Non prima di fargli firmare un contratto di non divulgazione come consulente. Non poteva permettersi di fare errori semmai fossero riusciti a catturarlo. L'ultima cosa che avrebbe desiderato era farlo uscire per qualche errore nelle indagini.

-Dunque, dunque, dunque... Interessante. Un vecchio url Tor. Sembra di navigare nel passato. Aspettate un momento.

Marco corse nel suo studio, si sedette e accese il computer.

-Sai qualcosa quindi?

Chiese Aurora indispettita per non averla resa partecipe dei suoi ragionamenti.

-Sì, per sapere qualcosa la so, ma non sono sicuro di riuscire ad aiutarvi. Quelli che voi chiamate numeri, non sono solo numeri, ma ci sono anche varie lettere. È un dominio. Ormai non se ne vedono più usare, quindi posso capire perché non ve ne siate resi conto. Tor era un progetto per l'anonimato su internet. Ha funzionato, per un po' di tempo. Ormai non lo usa più nessuno. Troppe falle di sicurezza e troppi controlli per riuscire a utilizzarlo su un moderno sistema operativo, poi i domini web sono cosa passata. Però so di un progetto di alcuni hacker, un Tor modificato ad hoc che permette di utilizzare lo stesso sistema di anonimato, senza però alcune delle falle della versione originale. In più lo si può usare nei moderni computer senza essere individuati dal sistema...

Aurora era annoiata per la quantità inutile di informazioni che Marco stava condividendo con lei. Voleva sapere cosa stava pensando sì, ma sul caso, non sul resto.

-Arriva al punto, per favore.

-Certamente. Quello che volevo dire è che se questo indirizzo è ancora valido allora potrei riuscire ad accedervi. Un attimo solo... ed eccolo. Sì, a quanto pare funziona ancora.

Aurora si avvicinò allo schermo senza però capirne il contenuto. Sembrava solo un altro agglomerato di numeri senza alcun senso.

-Che cos'è?

Marco guardò Aurora e le fece un semplice gesto con le mani.

-Ah, non lo so. Aspetta, forse un'idea ce l'ho.

Marco si alzò per andare verso la sua libreria, si mise a cercare libri alla rinfusa quando a un certo punto finalmente ne aprì uno. Sfogliò pagine su pagine alla ricerca di qualche indizio.

-Ecco, qui. Assurdo, è geniale!

-Cosa?

-Sha-256, è un vecchio hash!

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