Studio un paio d'ore poi mi preparo ed esco per andare al lavoro.
E' quasi ora di chiusura quando mi si avvicina Claudia, una ragazza di 32 anni italo-spagnola che è la proprietaria del locale dove lavoro.
Cl: - Abbiamo un problema.-
Io: - Che succede?-
Cl: - Quel ragazzo c'è andato giù pesante! Tra poco chiudiamo ma non mi sembra nelle condizioni più adatte per riuscire a buttarlo fuori. Vorrei evitare di chiamare Felipe. -
Felipe è suo marito. Mi giro per guardare dove mi sta indicando, lo riconosco.
Io: - Lo conosco, provo a convincerlo io.-
Cl: - E' un tuo amico? -
Io: - No, solo un ragazzo che sta al campus. - mi dirigo verso il tavolo.
Ha i gomiti appoggiati al tavolo, con le mani si tiene la testa che, ogni tanto, muove da un lato all'altro, con lo sguardo rivolto verso il tavolino. Claudia ha ragione, deve aver esagerato con il bere!
Io: - Ciao Cesare. Stai bene? -
Alza la testa verso di me, mi guarda anche se sembra non vedermi. Fa per alzarsi ma inciampa e ricade sulla sedia.
Io: - Hai bisogno di una mano? -
C: - Mi sa che ho bevuto troppo. Mi indichi la strada per tornare al campus? Credo di non ricordarmela.-
Io: - Stacco tra poco, se vuoi possiamo tornare insieme.-
C: - Mhhh, mi sa che allora aspetterò.
Torno da Claudia.
Cl: - Allora? -
Io: - Torna con me quando stacco, per stasera Felipe può stare tranquillo a casa.- sorrido
Cl: - Non c'è più nessuno e tra 10 minuti chiudiamo, puoi andare se vuoi, così lo riaccompagni.-
Io: - Ok, perfetto, ci vediamo dopodomani.
Prendo la mia borsa e vado da Cesare.Lo aiuto ad alzarsi e, con non poca difficoltà, usciamo dal locale.
Lungo il tragitto ci fermiamo ad una panchina, gli stava girando la testa. Lo sento borbottare.
Io: - Tutto ok?-
C: - Come può essere tutto ok?- una lacrima gli sta rigando il volto, poi un'altra, poi ancora una.
Mi sento in imbarazzo, non so cosa fare o cosa dire.
C: - Ma come hanno potuto e lei è proprio... proprio una.. - mette le mani sugli occhi e inizia a singhiozzare senza finire la frase.
Intuisco, dalle poche parole che ha detto, che dentro di sé ha un grande dolore. Mi viene naturale appoggiargli una mano sulle spalle. Appena avverte il mio tocco, abbassa le mani, mi guarda e in un attimo me lo ritrovo tra le braccia, con la testa appoggiata alla mia spalla mentre ancora sta singhiozzando. Inizialmente resto immobile, non me lo aspettavo proprio, poi lo abbraccio e gli accarezzo la schiena aspettando che si calmi. A poco a poco i singhiozzi cessano, anche il respiro si fa più regolare, ha smesso di piangere.
Io: - Che ne dici di provare a tornare a casa. Una dormita ti farebbe bene.-
Cesare annuisce.
Arrivati davanti alla sua camera mi faccio dare le chiavi e apro la porta, lo accompagno fino al letto e lo aiuto a stendersi.
C: - Sai che sei proprio bella?-
Io: - E tu sei proprio ubriaco! - dico sorridendo poi mi volto per uscire dalla camera.
C: - Grazie – mi dice mentre sto chiudendo la porta.
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INCONTRARSI ||Cesare Cantelli||
FanfictionSara e Cesare non si conoscono. Due storie ed un unico destino che li farà incontrare a Valencia. La storia è frutto di immaginazione e non sono episodi realmente accaduti.