CAPITOLO 11

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Angelo: i vostri sentimenti verranno alla luce quando sarà il momento e ti assicuro che non manca tanto, quindi adesso vai.

(NICCO)

Il tempo è scaduto, sto dicendo addio a Jane, le ho appena svelato i miei sentimenti e adesso le sto stringendo la mano

Improvvisamente la sua mano fa un piccolo accenno di movimento e io balzo in piedi dalla sedia

Io: Jane! Ci sei, mi senti?

Oddio non posso crederci sta aprendo gli occhi!

Io: Adri vieni si sta svegliando! Dottore !

Entrano sia Adriano che il dottore, che ovviamente ci dice di aspettare un attimo fuori per fare tutti gli accertamenti

DOPO MEZZ'ORA

Dottore: ragazzi questo è stato un miracolo, la ragazza è fuori pericolo, ma dovrà restare a riposo per due settimane, quindi niente scuola.

Adriano: va bene grazie di tutto dottore.

Dottore: di niente, domani potrete portarla a casa

(JANE)

Sono viva, pensavo di non farcela, non ricordo assolutamente niente ma so solo che c'era un angelo;

ho perso il mio bambino e sono un po' distrutta ma dopo tutto era frutto di uno stupro e poi sono ancora molto giovane e c'è tempo.

Adesso siamo tutti nella mia stanza, Adriano, Claudia e Niccolò, stiamo festeggiando

Adriano: festeggiamo il miracolo di Jane!

Tutti: a Jane!

Io: grazie a tutti di cuore; a ma quand'è che mi dimettono?

Adriano: domani

Io: bene si torna a casa

Adriano: ecco e qui c'è un problema.

Io: cosa c'è?

Adriano: ecco vedi. Devo andare a Roma per un colloquio

Io: ma tu non avevi già un lavoro? E poi scusa gli zii?

Adriano: mi hanno licenziato. Mamma e papà sono andati in America

Io: COME IN AMERICA?

Adriano: si tuo zio ha trovato un nuovo lavoro così visto che siamo maggiorenni ci hanno lasciato qui

Io: va be Claudia vengo da te a sto punto

Claudia: ehm io devo accompagnare Adriano

Niccolò: Adriano la ospito a casa mia

Io: cosa?

Niccolò: si Jane, non puoi rimanere a casa da sola, non posso fare avanti e indietro, così è più comodo non credi?

Adriano: io dico che è una bellissima idea!

[..]

Niccolò: vieni Jane, benvenuta nella mia umile dimora

Io: be è carina dai

Niccolò: adesso ti porto nella tua stanza. Ecco ho sistemato ieri, ti ho fatto un po' di spazio per le tue cose

Io: grazie ma tu dove dormi?

Niccolò: sul divano

Io: no come

Niccolò: si non fa niente figurati, vieni adesso siediti sul divano che preparo da mangiare

È così gentile con me, sono seduta sul suo divano e lo sto osservando cucinare, è così buffo ma se la cava benissimo.

Sto provando un'emozione incredibile.

Finiamo di mangiare, mi accompagna in camera (non cammino ancora molto bene per il dolore), mi riposo un po' mentre lui va a studiare per il giorno dopo.

IN QUEL POSTO DENTRO MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora