La casupola in legno era colma di quel suono assordante chiamato silenzio; quel silenzio ove puoi far tranquillamente aleggiare i pensieri, inscenare per un secondo un vecchio e nostalgico ricordo o vagare con la fantasia, alla ricerca di un mondo senza regole. A Taehyung piaceva il silenzio, spezzato di tanto in tanto dal flebile fruscio della natura; era come se gli alberi trasmettessero una melodia propria, sfregando le foglie tra loro e deliziando gli apparati uditivi di ciascun essere vivente. Lo spazio attorno a lui era vivo di dilemmi e complessi mentali che prendevano vita e passeggiavano tranquillamente in cerchio, seguendo i contorni del tavolo della cucina. Il platino, nel mentre, era impegnato, con coltello e tagliere mangiucchiato dalle termiti, a preparare il pranzo. La lama, affilata in una rotazione di polso precisa, tagliava e sminuzzava qualsiasi tipo di verdure, le stesse che, pochi minuti prima, venivano bagnate amorevolmente dai raggi del sole mattutino.
Un sorriso idiota si fece spazio sulle sue labbra nel momento in cui avvertì una presenza dietro di sè. Due braccia forti, infatti, gli avvolsero i fianchi e la fronte pesante di Jungkook si piazzò sulla spalla dell'omega. - 'Giorno Tae - la voce impastata dal sonno ed i capelli arruffati facevano intendere al più basso che si fosse appena svegliato. - Non è normale che ti alzi a quest'ora tesoro mio. - scherzò, e potè sul serio avvertire la sensazione di un cuore che batteva insieme al suo ma alla tripla velocità, come se fosse appena tornato da una maratona infinita. Si asciugò con uno straccio le dita verdastre, dall'odore di zucchine, per poi abbassare lo sguardo: credeva fosse un sogno, un meraviglioso e splendido sogno che sarebbe cessato una volta aperti gli occhi. Si pizzicò una guancia avvertendo un immediato bruciore che lo fece sobbalzare leggermente. - Tae che fai? - lo sguardo confuso del rosso si posò sulla gota incriminata, avvicinandosi successivamente per posarci le labbra.
- Volevo vedere se stavo ancora dormendo. - disse, lasciandosi cullare dalle soffici gemelle del compagno, stessa bocca che, ora, peccatrice, si faceva innocentemente strada sino alla pelle olivastra del suo collo.
- Mi desideravi Taetae?~ - chiese con una punta di malizia ad animare il suo tono di voce, il che, fece mordere forte i boccioli all'altro - Non mi hai ancora dato il bacio del buongiorno - gli ricordò il platino, socchiundendo gli occhi e mettendo a contatto la nuca con la spalla dell'altro.
L'atmosfera, prima priva di umanità, in quell'attimo era riempita degli schiocchi delle labbra a contatto con l'epidermide bollente di Taehyung, mentre, quest'ultimo, rilasciava flebili sussurri. - S-Smettila - mugugnò, per l'appunto, insinuando le falangi tra le sfumature rossastre dell'alpha, il quale, preso dall'istinto, stava premendo possessivamente il bacino del compagno contro il ripiano della cucina. - Per f-fav- - la ragione fu preceduta da un piccolo ansimo che il platino non si curò di coprire, anzi, ora che ne aveva la possibilità, perchè non stuzzicare il piccoletto? Come aveva immaginato, Jungkook lo fece sedere sul bancone ove prima era impegnato a lavorare. S'insinuò tra le sue gambe ed un colpo di fulmine fece incendiare gli occhi del rosso, cosa che eccitò notevolmente l'omega, facendo trasparire dalle sue pupille un velo azzurro. Lo sguardo del più alto si posò sulle gemelle del compagno - Posso baciarti? - chiese, ormai stremato dalle grida disperate del suo lupo che ardevano il contatto. Taehyung spinse il corpo muscoloso del compagno verso il suo, tirandolo per la leggera maglia che indossava. Le loro labbra si muovevano velocemente l'uno sull'altra, come pezzi di puzzle ad incastro, che, messi assieme, davano splendore ad una bellissima foto. E durò poco quel semplice bacio, prima che lo approfondissero, intrecciando le lingue e facendo scorrere volgarmente le loro mani, inizialmente in modo delicato sino a spingersi in un'esplorazione lussuriosa.
- Al diavolo se siamo fratelli - interruppe il momento Jungkook, respirando pesantemente vicino al lobo del biondo luna - Io ti voglio avere così. - calcò sulla terza parola ed un fremito percorse la spina dorsale dell'omega - Perchè tu sei mio no?~ - domandò retoricamente, scorgendo con la coda dell'occhio come il più basso annuisse freneticamente. Nessuno dei due sembrava volersi fermare, bramosi e desiderosi di assaggiarsi e mordersi, amarsi come solo loro sapevano fare. Era bastato un attimo per sentire entrambi i pantaloni farsi stretti, colpevoli dei continui sfregamenti; ma, anche questa volta non sarebbe andata come volevano, perchè la porta principale scricchiolò, tanto da farli allarmare.
Il chiaro sorrise per rassicurare il compagno: il medesimo aveva assunto un'adorabile broncio, con le guance rosate per l'affanno ed i boccioli gonfi - Tranquillo - sussurrò Taehyung ritornando a svolgere la sua mansione, quando una vocina s'insinuò nella testa. Aspettò che l'uomo fosse salito nella sua personale camera da letto, prima di avvicinarsi per l'ennesima volta al compagno, prendergli i polsi e posarli sulle sue natiche femminee. Il sussurrare del platino fece andare Jungkook al settimo cielo, tanto da sferrare un piccolo schiaffetto ove i palmi erano stati posati.
°*° °*° °*°
- heylà! :D
taestiera mi ha ricordato sia passato un mese dall'ultimo aggiornamento qwq
E poi altra cosa: ho deciso di fare i capitoli più centrati, senza disperdermi tanto e senza tanti spazi tra le righe. Enjoy!~
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𝗛𝗶𝗺 & 𝗜 ; 𝗄𝗈𝗈𝗄𝗍𝖺𝖾
Fanfiction[𝙠𝙤𝙤𝙠𝙩𝙖𝙚 ! 𝙤𝙢𝙚𝙜𝙖𝙫𝙚𝙧𝙨𝙚] - 𝖮𝗋𝖺 𝗌𝗉𝗂𝖾𝗀𝖺𝗆𝗂 𝗉𝖾𝗋 𝗊𝗎𝖺𝗅𝖾 𝖺𝗌𝗌𝗎𝗋𝖽𝗈 𝗆𝗈𝗍𝗂𝗏𝗈 𝗂𝗅 𝗅𝖾𝗀𝖺𝗆𝖾 𝖼𝗂 𝗁𝖺 𝗌𝖼𝖾𝗅𝗍𝗂 𝖩𝗎𝗇𝗀𝗄𝗈𝗈𝗄. - 𝖯𝖾𝗋𝖼𝗁𝖾̀ 𝗍𝗎 𝗌𝖾𝗂 𝖿𝗂𝗀𝗅𝗂𝗈 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝖫𝗎𝗇𝖺 𝖾𝖽 𝗂𝗈 𝖽𝖾𝗅...
