Capitolo 10: pensieri

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Odo i tuoi passi risuonare nel buio della mia mente

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Odo i tuoi passi risuonare nel buio della mia mente. Non distinguo più la realtà, così persa nel percepire la strenua difesa di quello che era il mio cuore di fronte all'oscurità protesa ad accoglierlo fredda.


La grandezza di un secondo non è mai data dalla sua durata, ma dall'intensità.

Il vento sussurra parole dolci nei miei capelli castani, mentre ti avvicini al balcone calpestando gli ultimi petali ormai avvizziti.

L'immensità di un minuto scaturisce da un piccolo e apparentemente insignificante secondo.

Sollevo di poco la testa, per vederti in piedi di fronte a me. Probabilmente non sai che dirmi. Non ti aspettavi che fossio io la mittente, purtroppo. 

L'importanza di un'ora è data da un secondo particolare, da un secondo che ti segna inesorabilmente.

Mi guardi negli occhi, e posso giurare che in questo momento vedere il tuo volto illuminato solo dalla luce della luna rende il momento ancora più magico. Anche se il cuore duole e non accenna a rassegnarsi, posso percepire un raggio di speranza attraversarmi l'anima ormai inerme.

La magnificenza di un giorno è l'insieme di tutti quei secondi che lo rendono indimenticabile.

"Char..." dici, avvicinandoti ancora di più "mi dispiace" concludi, distogliendo lo sguardo dal mio viso turbato.

Un anno non è niente in confronto a un secondo. Un secondo resta per sempre.

Mi guardi. Ti guardo. "mi dispiace davvero tanto." Cerchi le parole per rifiutarmi senza poi vedermi cadere in pianto, ma forse non esistono. Forse non ti basterebbe nemmeno una vita intera per trovarle.

Della tua esistenza ricordi secondi, piccoli secondi imprevedibilmente rilevanti, minuscoli secondi che sono tutto ciò che sei. Piccoli secondi che ti rendono vivo.

Ti avvicini. Troppo. Non so più cosa fare, non so più cosa dire, non so più nemmeno cosa pensare.

L'universo è originato da secondi, nella sua infinità, vastità, incomprensione.

"dopotutto sono felice che sia tu la mittente" mi sussurri all'orecchio, come per impedire al resto del mondo di udire la tua rivelazione. Spalanco gli occhi alla luna. La guardo, stordita, incapace anche di respirare.

La vita è un secondo immenso. La vita è un secondo infinito.

"sono felice che tu sia il destinatario" rispondo, senza quasi accorgermene.

Sei tu il mio secondo perfetto.


Ancora piangente al balcone, alzo gli occhi verso la luna. Lei ha sentito tutti i miei pensieri. Quasi sono arrabbiata con me stessa: la mia mente ha di nuovo viaggiato alla ricerca di finali migliori, per poi riportarmi alla cruda realtà dove tu non mi hai nemmeno quasi parlato.

Questa serata è stata un disastro, io sono un disastro: non avrebbe potuto concludersi peggio di così la tua ricerca della mittente. Quando ti ho udito raggiungermi, era solo per consegnarmi una stupida lettera. Abbasso di nuovo lo sguardo sul foglio che poco fa mi ha concesso di scoprire i tuoi pensieri.

Nulla sarà come prima, ma nulla cambierà tra noi.

"Char?" la tua voce rompe il silenzio della notte, mentre ti avvicini e continui a parlare: "Charlotte, volevo consegnarti questo. Spero di non peggiorare la situazione, ma non posso..." esiti. Mi preparo al peggio. "non posso mentirti"

Non voglio parlare: temo di scoppiare di nuovo in lacrime.

"ti prego, Char, dimmi qualcosa"

"ok" rispondo. Sollevo la testa e mi ricompongo "io ho paura". Finalmente lo ammetto anche a me stessa. Ho paura di perderti. Non un semplice timore, una paura innata.

Vedo il tuo viso distendersi in un sorriso, "anche io" poi aggiungi "ti prego, leggi quella lettera. Era destinata alla mittente sin dal primo giorno delle indagini."

"Va bene" dico. So per certo che questo testo mi porterà malinconia, ma non posso più sottrarmi alla verità.

Rispondo precipitosamente: "Henry, ho paura che le cose tra noi possano cambiare. Sono sicura che non mi guarderai più come prima, non ti vedrò più come prima, non mi conoscerai più come pensavi prima di venire a sapere. Forse non ti saresti aspettato nulla di questo. Non ti saresti aspettato di trovare in me, la tua migliore amica, un grande amore per te. Nulla ti impedisce di andartene, di lasciarmi sola. Forse è davvero ciò che voglio. Restare sola." Ti guardo senza più fiato.

"Allora me ne vado via, ti lascio sola" sembri rassegnato. Ti volti e segui alla lettera le parole appena pronunciate. Scompari alla mia vista. Sembra che i tuoi passi leggeri non tocchino nemmeno i petali sciupati.


Vorrei tanto poterti stringere tra le braccia, poterti avere accanto. Vorrei non aver letto la lettera che mi hai dato pochi minuti fa. Vorrei non averti inviato la dichiarazione. Non so nemmeno più cosa vorrei davvero. Non trovo una ragione per continuare ad amarti.

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Ciao gentee!

La situazione è davvero critica, ma non temete, tira aria di belle sorprese nei prossimi capitoli, per fortuna. Per ora posso solo dirvi: povera Char!

Vorrei chiedervi un'opinione sul montaggio incrociato che ho realizzato ad inizio capitolo: cosa ne pensate?

In conclusione vi ringrazio per le 677 letture ed i sempre più numerosi voti!

Spero che questa storia (non la definisco "libro" perchè non ne è all'altezza) continui a piacervi!

Vi saluto, al prossimo aggiornamento!

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|| Non avere paura || Chenry - dialogo primoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora