(18+)
Me ne sto in mutande sdraiata sul divano, con solo questo indumento e una maglietta addosso, la voglia di muoversi anche solo per allungare la mano fino al cellulare è praticamente nulla, il caldo di un'afosa giornata di luglio riesce a sovrastare anche la leggera brezza del condizionatore sopra la mia testa. Oltre le tende della vetrata, l'ultima fila di archi del Colosseo si staglia a qualche centinaio di metri di distanza, contornata da alberi verdi che paiono dover prendere fuoco da un momento all'altro nella luce del tramonto. Qualche debole rumore di motori di auto e moto nella strada sottostante giunge passivamente alle mie orecchie, attutito quasi completamente dai doppi vetri. Mi viene difficile anche pensare. Il bagliore del sole sui tetti e le foglie diminuisce finché il sole non tramonta, e puntuale come un orologio svizzero, André riemerge dalla sua sessione serale al tapis roulant. Con gli occhi bassi sul telefono, intento a scegliere l'ultima canzone da ascoltare prima di staccare completamente, vaga per il salotto con solo i boxer addosso. Faccio lo sforzo di girare la testa oltre il bracciolo del divano contro cui sono appoggiata, e noto la scia di vestiti tecnici con cui si allena che porta dritto verso di lui. Mi volta le spalle, quasi lo facesse apposta a mostrare solo la schiena. Sono giorni che mi provoca in tutti i modi possibili, ogni giorno che passa se ne inventa uno nuovo. Sarà che forse, dopo un anno che stiamo insieme, è anche ora che gli lasci fare del mio corpo quello che vuole. All'inizio aveva paura di farmi male, ma la sera in cui lo convinsi mi tirai indietro io, per una stupidaggine. Mi accorgo che mi guarda, con la coda dell'occhio, le cuffiette ancora nelle orecchie, i capelli spettinati e ripettinati alla bell'e meglio, il sudore asciugato con un asciugamano che già ricompare sulla sua nuca, un ciuffo di capelli che si muove nel venticello del condizionatore. Torna con lo sguardo sul telefono, non si accorge che mi sto alzando, la maglietta mi rimane incollata alla schiena per via del caldo. I miei piedi si posano sul pavimento freddo, prima che le mie mani lo sfiorino e le mie braccia lo circondino da dietro. Mi appoggio alla sua schiena, sento il suo respiro che ancora rallenta, lo vedo togliersi le cuffiette, bloccare il telefono e lanciarlo sul divano dove ero sdraiata prima. Scioglie l'intreccio delle mie braccia attorno a lui giusto il tempo per girarsi verso di me, poi le richiude dietro la sua schiena, guardandomi negli occhi, sorride appena. Appoggio le labbra e la punta del naso sul suo petto, chiudo gli occhi e respiro il suo profumo per un po'. Un paio di minuti dopo sento le sue dita sotto il mio mento, mi costringe a sollevare la testa e appoggia piano le sue labbra sulle mie. Non aspetto che sia lui ad approfondire il bacio, lo faccio io, con una brama che fino ad ora mi era sconosciuta. Le punte delle nostre lingue si rincorrono per un po', poi le sue mani scendono sulle mie cosce e lui mi solleva da terra. Incrocio le caviglie dietro la sua schiena e attraverso i due sottili strati di tessuto che ci separano sento la reazione involontaria che gli provoco laggiù in basso. Sale i cinque gradini che ci separano dal corto corridoio che conduce alle camere, la nostra e quella degli ospiti, e non appena entra nella nostra chiude la porta con un piede, facendola sbattere, mi fa scendere bruscamente contro il muro e interrompe il bacio, restando a pochi centimetri dalle mie labbra, con le mani sotto la mia maglia. Anche qui in camera l'aria è fresca, e mi scende un brivido lungo la schiena, lui se ne accorge, ma va a sfiorare il mio collo con le labbra.
"Non farò niente se tu non vuoi Marta." sussurra, il suo respiro mi scende sul collo e giù per la schiena, e un brivido più violento di quello precedente mi scuote da capo a piedi. Per ripicca, le sue mani mi sfiorano la pelle, sollevando ancora di più la maglia, e un terzo brivido mi percorre. Non riesco a dargli nessuna risposta sensata, lui torna a baciarmi.
"Fallo e basta." riesco a dirgli, sussurrando, nell'attimo di respiro che mi concede per riprendere fiato. E allora è come per lui quando le luci dei semafori si spengono, e lui si accende. Mi bacia, con ancora più ardore di prima, mi solleva di nuovo e mi porta su letto, lasciandomi cadere su di esso, non riesce a staccarsi dalle mie labbra. Mi sovrasta con la sua figura, sfiora le mie braccia con le mani, mi costringe a sdraiarmi, mi blocca i polsi sopra la testa. Un secondo dopo i suoi occhi sono nei miei, mi perdo in quell'azzurro che è solo suo, prima che il suo sguardo scenda per qualche istante sul mio corpo.
"Sei bellissima." con un leggero strattone mi libero i polsi, le mie mani cercano il suo viso e le mie labbra le sue. Mi sfila la maglia, gli slip in un istante, e io mi ritrovo nuda e fragile sotto di lui. Non voglio che veda nei miei occhi che non mi sento all'altezza, guardo altrove, incrociando le braccia sul petto, non mi accorgo che lui si è tolto i boxer. "Marta..." sussurra, sento le sue dita che sfiorano la mia intimità.
"E se non fossi all'altezza?" chiedo, cercando di reprimere la voglia di allontanarmi che sento salirmi dentro.
"Semmai sono io quello che non è alla tua di altezza." risponde, voltandomi il viso con la mano libera, e baciandomi quasi di prepotenza. Lo sento entrare in me nello stesso istante, le sue labbra soffocano il gemito che mi nasce dalla gola. È delicato, all'inizio, sento la paura che ha di farmi male quasi come sento i nostri respiri accelerati, l'unico rumore in questa stanza. Le sue spinte sono fin troppo precise, tutte nel punto giusto, e la mia voce ridotta a gemiti ne è la conferma, perché non sarei in grado di dire altro. Le sue labbra si spostano di nuovo sul mio collo, e lui si ferma per un momento.
"Non mi farai del male." dico, spostando le mani sulla sua schiena.
"Marta io..." lo interrompo.
"Lasciati andare." e lui lo fa. Svuota i polmoni di tutta l'aria, e dopo un istante le spinte ricominciano, più forti, più veloci, e io cedo e mi lascio andare a lui, lascio che mi faccia sua. Per la prima volta, niente di me o di lui mi fa pensare all'incidente. Adesso siamo solo persone normali che si amano e fanno l'amore come animali in un letto in una casa di Roma. Lui non ha pietà. Come il ghepardo simbolo della sua scuderia, che rincorre e uccide le sue prede in un momento, senza rimpianti, lui non ha pietà del mio corpo, ma il dolore che mi provoca è subito rimpiazzato da grida di piacere, a cui lui contribuisce. Non si ferma, nemmeno quando ormai ha il fiato corto, e anche io. "Non fermarti, ti prego." lo imploro, e lui mi ascolta, ma siamo entrambi esausti e allora la sento, la scarica di adrenalina che lo percorre, e lui viene dentro di me, e io lo seguo a ruota, gemendo. Si riprende appena, mi bacia, mi spinge verso i cuscini del letto senza allontanarsi dal mio corpo, sposta il lenzuolo, copre entrambi, si lascia cadere di lato accanto a me, ma le mie gambe non riescono a staccarsi da lui, i nostri corpi sono ancora uniti. In un silenzioso accordo, stabiliamo che resteremo così per un po'. Chiudo gli occhi e appoggio la fronte contro il suo petto.
"Lo aspettavo da una vita." sussurra, io sorrido. Non riesco a dirgli che io aspetto questo momento da quando gli ho confessato quello che provo per lui, quindi mi limito ad ascoltare il suo respiro tornare regolare. Restiamo in silenzio, e il suo respiro si fa talmente lento che quando me ne accorgo lui si è già addormentato, le braccia attorno a me, così sono io a separare i nostri corpi, ma mi riavvicino a lui subito, torno a chiudere gli occhi e a restare ad ascoltare questa specie di melodia che mi accompagna finché non mi addormento.
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Alleggeriamo un po' sta atmosfera del cacchio, maledetto coronavirus che mi fa stare a casa una settimana dall'uni proprio nel bel mezzo delle lezioni + rischia di saltarmi un esame ottimo-
~Jess
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Electrified {Formula E OS}
Fanfiction[Richieste aperte] Una raccolta di OS sui piloti di Formula E che scrivo quando mi annoio o quando ho ispirazione, dipende. Alcune os sono lgbt (quasi tutte via) Alcune sono AU, CO, OC e chi più ne ha più ne metta. In teoria molte sarebbero pure 18+...
