Dancas #1

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(AU)

Lucas osserva dall'alto del ramo su cui sta accovacciato la strada sottostante, la casa di Daniel di fronte a lui, lo sente respirare attraverso il vetro come se fosse a qualche centimetro da lui, mentre il tedesco si infila la giacca e scende le scale, Lucas sente ogni piccolo fruscio che produce il tedesco, vede ogni movimento senza perdersi un dettaglio, a volte con una precisione che preferirebbe non possedere. Quando Daniel si chiude la porta d'ingresso alle spalle, sente più chiaramente il suo cuore che batte. I suoi occhi notano un piccolo ciuffo di capelli fuori posto che sicuramente Daniel non ha notato, d'altronde non avrebbe mai potuto, non con la sua vista così tremendamente umana. Daniel è così troppo umano che Lucas quasi lo invidia. Il suo respiro regolare ora che sale in macchina, il suo cuore che sente battere anche da sei metri di distanza, la sua mente troppo concentrata sul lavoro per accorgersi che ha lasciato la luce accesa nel bagno del primo piano. Nemmeno con uno sforzo immane di memoria Lucas riesce a ricordarsi l'ultima volta che i suoi polmoni hanno avuto bisogno d'aria, ogni tanto per ricordarsi com'era fa un piccolo respiro, ma nessuna parte del suo corpo glielo chiede, non ne ha più bisogno. La sua mente fa un rapidissimo ragionamento, meno di un millesimo di secondo. Vuole stare in macchina con Daniel durante il suo tragitto verso la città, ma non sa se riuscirà a stargli così vicino senza cedere alla tentazione del suo sangue caldo che inonderebbe la macchina con il suo profumo irresistibile, Lucas non va a caccia da due giorni, e la sete comincia a bruciargli la gola in modo insopportabile. Daniel ormai dovrebbe esserci abituato alle incursioni di Lucas in casa sua o in macchina senza preavviso, eppure ogni volta non se lo aspetta e si spaventa, esattamente come stavolta, un attimo prima sta chiudendo la portiera dell'auto, e l'attimo dopo Lucas è seduto al posto del passeggero con la portiera chiusa, Daniel si porta una mano alla fronte, mentre cerca di far tornare il suo cuore a un ritmo normale.

"Devi smetterla di comparire all'improvviso, un giorno o l'altro mi farai prendere un infarto." Daniel fa un respiro profondo e mette in moto, inserisce la retro ed esce dal vialetto di casa.

"Non è vero, il tuo cuore sta benissimo, e tu hai… un buonissimo odore." Lucas si porta una mano alla fronte, esattamente come Daniel un minuto fa.

"Se sei qui per trasformarmi nella tua cena, sappi che la cena non ha intenzione di diventare tale." risponde Daniel, tagliente. Si volta a guardare Lucas, che non toglie gli occhi dalla strada davanti a loro. Vede i suoi occhi, che di solito sono rosso sangue, quasi neri, non si distingue dove iniziano le pupille e dove finiscono le iridi. "Certo che sei strano." continua, tornando con lo sguardo sulla strada, la foresta che scorre veloce su entrambi i lati della carreggiata.

"Non vado a caccia da due giorni." ringhia Lucas tra i denti, talmente veloce che Daniel fa fatica a capire cosa dice.

"Riesci ad avere il coraggio di ripresentarti a casa mia dopo una settimana in cui non ti sei fatto vivo nemmeno per sbaglio, oltretutto assetato, così come se nulla fosse. Ora non mi verrai mica a dire facciamo finta che non sia successo niente, mi auguro." sbotta il tedesco, infuriato. Lucas non risponde subito, si prende qualche minuto per cercare le parole per rispondere a Daniel, poi si dice che è meglio per entrambi che lui dica le cose come stanno, senza mezzi termini.

"Ho ucciso una persona la scorsa settimana." nell'auto cala il gelo. "Per questo ho deciso di non farmi vedere per un po' da te." Lucas sente il cuore di Daniel accelerare impercettibilmente, sente la sua paura che lo prende in un attimo e che lui cerca di mascherare, con la coda dell'occhio vede le sue mani stringersi appena di più sul volante. "So bene che non dovrei essere qui adesso, non con quello che ho fatto, so che mi reputi un mostro, sono consapevole di esserlo di mio. E cosa più importante ho infranto la promessa che mi ero fatto e sai anche questo."

"Lo so." tentenna Daniel, il suo sguardo si sposta per un istante allo specchietto retrovisore, la strada dietro di loro è vuota, così come davanti. Improvvisamente non sa se avanzare di nuovo la sua richiesta a Lucas, non con lui in questo stato. Probabilmente sarebbe troppo assetato per mantenere il controllo e invece di trasformarlo lo ucciderebbe in qualche secondo. Lucas non ama particolarmente la situazione in cui si trova, il non essere più umano, ma l'alternativa a diventare un vampiro era morire e un centinaio di anni fa ha preferito dire di sì piuttosto che soccombere alla malattia. "Lucas…" lo interrompe sul nascere.

"Daniel, per favore." rimane in silenzio qualche secondo, mentre il più giovane continua per la sua strada spiandolo con la coda dell'occhio. "Non ti smuove nemmeno un po' il fatto che io abbia ucciso una persona? Hai ancora il coraggio di chiedermi di diventare come me, nonostante tu sappia benissimo quali sono i rischi? Odio essere così. Darei qualunque cosa per essere di nuovo umano." senza preavviso, Daniel si sposta sul bordo della strada, nel sottobosco, e ferma la macchina.

"Scendi dall'auto." dice fermamente, mentre anche lui scende. Lucas non se lo fa ripetere due volte, e in un istante è fuori dall'auto, a un paio di metri dalla portiera che ha già chiuso, Daniel lo raggiunge facendo il giro da dietro il veicolo. "Forse non potrò farti tornare umano, ma ci sono alcune cose umane che puoi ancora fare." il soprabito di Daniel svolazza appena mentre lui si avvicina, Lucas vorrebbe fermarlo, sente l'odore del suo sangue troppo forte nelle sue narici, ma lui non gli lascia via di scampo: gli prende il viso tra le mani e lo bacia, prima piano, rimane al suo posto mentre aspetta che lui reagisca in qualche modo. Lucas non può fare a meno di posare le mani sulla vita di Daniel è avvicinarlo di più a sé, approfondisce il bacio facendo attenzione a non ferirlo con i suoi denti che porterebbero inevitabilmente alla sua morte, la sete gli brucia la gola come mai prima, cerca di ignorarla e di concentrarsi solo sulle labbra del più giovane. Lucas si accorge a malapena di aver intrappolato, in una frazione di secondo, il corpo del ragazzo contro il tronco dell'albero più vicino, a una decina di metri dalla macchina, tiene le mani appoggiate alla corteccia per non farlo scappare, e dove si sono appoggiati i suoi palmi la corteccia presenta dei piccoli cedimenti, è la violenza che non è riuscito a trattenere che si è riversata sul pino. La testa di Lucas gli urla di allontanarsi, potrebbe fargli del male, la gola di ucciderlo, il cuore di non smettere di baciarlo, e Lucas non pensa di essere mai stato più combattuto in vita sua. D'istinto si allontana dalle labbra di Daniel e con una mano sulla sua gola appoggia le labbra sul collo del più giovane. Daniel sente le labbra fredde di Lucas sfiorargli la pelle, inevitabilmente il suo cuore accelera, non nega di aver paura e si rende conto che molto probabilmente ha commesso un grave errore. Porta una mano a coprire quella di Lucas che sta sul suo collo, l'altro schiude le labbra e allora li sente, i suoi denti gelidi che gli sfiorano il collo, ed è un istante, l'unico in cui Lucas non riesce più a trattenersi, affonda i denti nella pelle di Daniel che di riflesso vorrebbe riuscire ad allontanarsi. Lucas si allontana ricorrendo a tutta la sua buona forza di volontà, ma i suoi denti sono già sporchi del sangue di Daniel e non riesce a fare a meno di leccarsi le labbra. Il più giovane lo guarda terrorizzato, la ferita brucia quasi quanto il fuoco, forse anche di più, e pian piano il dolore si propaga e Daniel non è più padrone di se stesso, rischia di cadere a terra. Lucas lo prende e lo porta a casa, non distante da lì, lo distende sul letto e rimane accanto a lui. Daniel vorrebbe urlare, vorrebbe chiedere a Lucas di spegnere l'incendio che lo sta divorando lentamente dall'interno.

"Mi dispiace Daniel…" sussurra Lucas, tenendogli la mano, che è già qualche decimo di grado più fredda di prima. Il più giovane è immobile visto da fuori, ma dentro di lui è come stare in un campo di battaglia, una battaglia che non sarà il suo lato umano a vincere. L'ultima cosa che viene investita da quell'incendio che ha dentro è il suo cuore, e il dolore è insopportabile, fosse per lui preferirebbe morire piuttosto che bruciare ancora.

Daniel non sa esattamente quando l'incendio smette di bruciare. Sa solo che si spegne lentamente, così come è arrivato, lasciandolo finalmente libero. Riapre gli occhi, ma niente è più come prima. Si siede sul letto, Lucas è ancora accanto a lui, ancora con la mano sulla sua, i suoi occhi continuano a vagare per la sua camera cogliendo dettagli a cui non aveva mai fatto caso prima.

"Daniel…" per tutta risposta lui si volta, è come se sentisse parlare Lucas per la prima volta, sente sfumature nella sua voce che prima non poteva cogliere. Fuori dalla finestra, dall'altra parte della strada, sente i passi leggeri di un cervo nel sottobosco. "Daniel come ti senti?"

"È incredibile…" fa una leggera pausa. Anche la sua voce sembra diversa. Si alza e in un istante è già dalla finestra, a osservare ogni cosa fuori da casa sua nei più minimi particolari. "Vedo tutto."

Electrified {Formula E OS}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora