Jean-Éric Vergne #3

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(AU)

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La chiamarono la Mietitura.
Perché esattamente come negli Hunger Games di Suzanne Collins, fu un qualcosa che, una volta scoperto, divenne assolutamente inevitabile, che non guardava in faccia nessuno. Un qualcosa di talmente potente e letale che uccise tutta la popolazione sulla terraferma nel giro di qualche mese, risparmiando solo le navi militari sparse per gli oceani. Così i militari delle Marine di tutto il mondo, in servizio in quel periodo e quindi immuni al virus, rimasero gli ultimi abitanti della Terra, per un totale di circa 750 mila persone. Settecentocinquantamila persone, rispetto ai quasi otto miliardi del pre-pandemia, equivale a dire che il pianeta era praticamente inabitato. Quando tornarono sulla terraferma, un mese dopo che tutto il resto della popolazione fu scomparso, appresero che non c'era modo che il virus si diffondesse anche tra di loro ultimi rimasti. Vero, a terra le case e le strade erano piene di cadaveri, che non potevano essere toccati, perché il virus risiedeva sulla pelle e si trasmetteva nonostante le precauzioni, ma fu trovato il vaccino, tutti quelli rimasti furono immunizzati definitivamente e il pianeta fu riportato a uno stato di semi-normalità, si cominciò a ripopolarlo. Accadde tre anni or sono.

Per Alice, il mondo non è mai più tornato quello di prima. Ora vive in una casa al limitare di un bosco nel nord dell'Italia, a un paio di chilometri dal confine con la Francia, ma ormai i confini sono solo più un qualcosa di fittizio che qualcosa da rispettare veramente. I popoli si autogovernano, sono tutti militari, addestrati per rispettare gli ordini e le regole, non serve un capo e tantomeno delle autorità. Ha deciso che la vita in città non fa più per lei. Non ha più una famiglia e tantomeno degli amici, ogni tanto si riincontra con i suoi vecchi compagni di reggimento, poi tutti tornano alle loro vite normali. Si guarda intorno quando esce di casa, la brezza che odora di salsedine le scompiglia appena i capelli. I suoi occhi si fermano sul litorale a qualche chilometro da lei, dall'alto della sua collina vede le città quasi completamente vuote, la maggior parte degli edifici abbandonati che non verranno utilizzati per parecchi anni e che, molto probabilmente, cadranno in rovina prima che ciò avvenga. I suoi capelli rossi si spostano dietro la sua schiena mentre il vento continua a giocare in mezzo alle lunghe ciocche che lei spunta abitualmente pareggiandole il più possibile. Rintanata nella sua divisa testimone di anni di servizio, si incammina verso il bosco con il suo fidato arco e faretra piena di frecce attorno a una spalla. Ha imparato a cacciare, ma preferisce sempre prede piccole così da riuscire a portarle facilmente a casa, certo però non si tira indietro quando c'è da scendere in città a prendere quello che le serve, sia da mangiare che altro. Alice usa la caccia soprattutto come svago: è l'unico modo in cui riesce a liberare la mente dai suoi costanti pensieri dalla natura più svariata. Percorre quei pochi metri che la separano dal bosco e il fogliame la inghiotte nel suo verde manto, lasciando filtrare ogni tanto i raggi del sole che raggiungono il terreno e illuminano il sentiero con giochi di luce che ad Alice hanno sempre trasmesso tranquillità. Dopo qualche chilometro di camminata, decide di appostarsi in ascolto dei rumori che la circondano. Sfila silenziosamente l'arco dalla sua spalla, insieme a una freccia, le fa fare un giro completo tra le sue dita prima di incoccarla e nascondersi dietro a una roccia vicino a un albero. Resta in ascolto, il vento soffia leggero tra le foglie e il sottobosco, intorno a lei è tutto silenzioso e niente sembra intenzionato a diventare la sua cena. Controlla ogni ramo sopra la sua testa, ogni foglia caduta a terra, ogni tronco d'albero che vede dalla sua postazione, ma nessun movimento fuori dalla norma cattura la sua attenzione. Da una delle innumerevoli tasche della giacca della sua divisa mimetica prende quel piccolo pacchetto di cracker che si porta come d'abitudine quando va a caccia per i momenti in cui le viene fame, e decide che per ora si limiterà a guardarsi intorno mentre mette qualcosa sotto i denti. Mentre si rilassa appena, un piccolo pettirosso atterra non lontano da lei, cinguetta e saltella nella sua direzione.

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