(18+)
Robin è nervoso. Ma non uno di quei nervosi che derivano dalla rabbia, no. Uno di quei nervosi misti ad ansia che da un po’ di tempo a questa parte lo prendono quando sta con Antonio. Si dovrebbe dire abituato alla presenza del portoghese, dato che stanno insieme da un po’, ma non è così, anche se gli piacerebbe. Stasera è nervoso perchè l’ha invitato a cena, e si può benissimo dire che è il loro primo vero appuntamento da coppia dichiarata. L’appuntamento è al ristorante 58 Tour Eiffel, probabilmente il ristorante più romantico di Parigi, dato che si trova sulla torre. Robin ha prenotato il tavolo più bello, a un orario un po’ tardo vero, ma almeno saranno tranquilli praticamente solo loro due. Non sa se andarsi a sedere e aspettare, ma fortuna vuole che Antonio non gli lasci il beneficio del dubbio, perchè lo raggiunge proprio in quel momento, gli lascia un bacio all’angolo delle labbra ed entrambi sorridono appena.
“Come stai?” chiede il portoghese, mentre Robin gli indica il loro tavolo.
“Bene, quando sto con te.” Antonio arrossisce violentemente mentre si siede di fronte a Robin e si accorge che sono vestiti uguali, camicia bianca con il primo bottone lasciato aperto, giacca nera e pantaloni neri. Un cameriere si avvicina per chiedere se può lasciare la carta dei vini, Robin gli risponde che ha già prenotato una bottiglia e il ragazzo si allontana, tornando dopo qualche minuto con quello che probabilmente è il vino più caro al mondo a bottiglia. Antonio sgrana gli occhi alla vista di quella marca, ma si ricompone subito, aspettando che il cameriere vada via di nuovo, dopo aver lasciato i menù ai due ragazzi. Si sporge verso l’olandese, che copia il suo movimento.
“Tu sei pazzo.” sussurra, lanciando un’occhiata alla bottiglia nel secchio del ghiaccio di metallo accanto al loro tavolo. “Ti sarà costata uno sproposito.” Robin si lascia andare a una risatina sommessa, per non farsi sentire dalle altre coppie sparse per il ristorante che ancora sono lì a quest’ora.
“È il nostro primo appuntamento ufficiale e voglio trattarti bene.” risponde, per poi abbassare lo sguardo sul menù davanti a lui.
È quasi l’una del mattino quando i ragazzi si alzano da tavola, dopo aver finito la bottiglia e aver preso un liquore dopo il dolce. Entrambi sono brilli, ridono più di quanto dovrebbero ma non sono ubriachi al punto di compromettere la serata e Robin se ne accorge, per loro fortuna la macchina l’ha parcheggiata non lontano, così Antonio non è costretto a camminare a lungo con i giramenti di testa che gli son venuti nel momento in cui si è alzato da tavola. Robin guida fino a lasciare la macchina sotto il loro albergo, poi scende e va ad aprire la portiera ad Antonio, che glielo impedisce aprendola per primo.
“Che palle io voglio fare il romantico e tu mi rovini sempre i pretesti.” si lamenta Robin, fintamente imbronciato. Antonio si avvicina a lui ridendo, lascia andare la portiera della macchina dietro di sé che si richiude con un colpo leggero, prende il viso di Robin tra le mani e lo bacia piano. Robin approfondisce subito il bacio, lascia il portoghese senza fiato in pochi istanti, gli fa capire che lo vuole, qui e adesso. Si avvicina di più al suo corpo, con il bacino lo fa indietreggiare finché la portiera della macchina non lo ferma. I loro respiri sono corti, Antonio fa scendere una mano dal viso di Robin sul suo petto e lo allontana appena, giusto per separare le loro labbra e riuscire a parlare, mentre i loro respiri si mescolano.
"Hai insistito per avere due camere separate, spiegamene il motivo." sussurra.
"Così stasera avrei potuto dire andiamo da me." risponde l'olandese, con lo stesso tono di voce, prima di chiudere la macchina ed entrare in albergo con Antonio per mano. Anche in ascensore i due si lasciano andare a un bacio carico di passione, Robin non resiste più, prega solo che l'ascensore faccia in fretta. Le porte metalliche si aprono sul corridoio dove le porte delle loro camere sono una di fronte all'altra e con un movimento veloce Robin apre la porta della sua stanza con la chiave elettronica. Lascia appena il tempo ad Antonio di entrare in camera, non accende nemmeno la luce, le tende della grande vetrata fanno passare a malapena la luce dei lampioni di Parigi, sono quasi completamente al buio. Le labbra dell'olandese sono di nuovo su quelle del portoghese, che gli sfila le maniche della giacca che cade a terra con un leggero tonfo, e lo stesso succede pochi secondi dopo alla giacca di Antonio, e lui già cerca i bottoni della camicia di Robin. Si spogliano talmente in fretta che nemmeno si accorgono di averlo fatto, Anto costringe Robin a indietreggiare fino al letto, ma l'olandese non intende lasciargli il privilegio di avere il controllo totale. Robin si siede al centro del letto, lui è già completamente nudo, Antonio invece ha ancora i boxer addosso. Si arrampica sul letto, se li sfila, un secondo dopo ha di nuovo le labbra su quelle di Robin mentre si siede su di lui, l'olandese ha raggiunto il limite della sopportazione e non passa un minuto prima che entri in lui con la forza. Ad Antonio scappa un gemito sulle labbra di Robin, che si limita a una prima spinta per farlo abituare alla sua intrusione. Un altro gemito sfugge ad Antonio, Robin lo stringe di più a sé, con le mani sulla sua schiena, ripete lo stesso movimento con il bacino, stavolta un po' più forte, e stavolta non si ferma, nemmeno Antonio lo fa, nonostante il dolore e le lacrime che ogni tanto gli sfuggono, e finiscono tra le loro labbra che si bramano sempre di più. "Non voglio farti del male." le parole di Robin escono a fatica tra le labbra di Antonio, che si allontana appena, Robin si ferma, senza abbandonare il suo corpo. Antonio ha gli occhi chiusi e le ciglia bagnate dalle lacrime, non può negarlo, il dolore c'è ed è anche abbastanza forte, ma ha desiderato fare l'amore con Robin talmente tante volte che si è ripromesso di sopportare in silenzio. Robin vede il luccichio delle lacrime tra le ciglia di Antonio e con il pollice le asciuga piano.
"Non mi farai mai del male." risponde Anto, il suo respiro che finisce sulle labbra di Robin.
"Toni…"
"Te lo giuro." Antonio torna a baciare Robin e stavolta si muove lui, per convincere l'olandese che va tutto bene, per spingerlo ad andare avanti, e Robin lo ascolta, lasciandosi andare. È tutto nuovo per loro, eppure Robin sa come comportarsi. Antonio gli passa le dita tra i capelli mentre le spinte dell'olandese si fanno sempre più forti, e i loro respiri sempre più corti. Robin sa di essere al punto di non ritorno, se succede quello che sente che sta per accadere potrà dire di aver fatto suo Antonio, ma la spinta successiva quasi fa gridare il portoghese dal dolore. "Ti prego fermati." ma Robin non riesce a farlo in tempo e viene dentro Antonio, che si allontana dal corpo dell'olandese subito dopo, e va a sedersi con le ginocchia sotto il mento a mezzo metro da lui. Robin si avvicina e si inginocchia davanti a lui, posando una mano sul suo viso e con l'altra intrecciando le dita a quelle del portoghese.
"Perdonami, non volevo." abbassa la mano che teneva sul suo viso, Antonio alza lo sguardo su di lui e incontra i suoi occhi.
"Non importa, lo desideravo da una vita…" confessa il portoghese.
"Anche io Toni…" Antonio si avvicina di nuovo a Robin e lo bacia, i loro corpi si avvicinano di nuovo e le labbra di Robin scendono sul collo di Antonio, a cui sfugge un gemito di piacere quando sente che lo sta sfiorando solo per mandarlo in estasi. Robin si lascia cadere di schiena sul letto e si trascina Antonio addosso.
"Quindi adesso sono tuo." Antonio si avvicina al viso di Robin, restando con le labbra a centimetri da quelle dell'olandese.
"Esatto."
"Perché sei venuto dentro di me." Antonio non può vederlo per via dell'oscurità, ma Robin arrossisce alla frase del portoghese. "Ma tu non sei ancora mio."
"Allora fammi tuo." Robin quasi prega Antonio, che torna a baciarlo di nuovo, e qualche istante dopo il portoghese entra in lui, strappandogli un gemito.
"Farò piano, promesso." sussurra, sulle labbra di Robin, e le sue spinte sono più lente e delicate di quelle di Robin, che comunque sente un po' di dolore. I respiri dei due sono irregolari, Antonio fatica a trattenersi, Robin se ne accorge e gli dice di lasciarsi andare. Antonio lo prende in parola, e come è successo a lui, anche a Robin salgono le lacrime agli occhi, ma lui riesce a ricacciarle indietro a forza, concentrandosi solo sulle labbra del portoghese, i loro gemiti si fanno sempre più forti e ad Antonio quasi viene meno la forza nelle braccia per reggersi, quando viene anche lui dentro Robin. Si allontana di nuovo dal corpo dell'olandese e si sdraia accanto a lui, entrambi con il viso rivolto verso il soffitto, a riprendere fiato. Quando si sono entrambi ripresi un po' si infilano sotto le coperte, Antonio si accoccola tra le braccia di Robin che lo tiene stretto e si ritrova con le labbra a centimetri da quelle del più giovane, i loro respiri si mescolano di nuovo. Robin si preoccupa di coprire bene Antonio con il piumino, perché fuori fa parecchio freddo, gli sistema qualche ciuffo di capelli, mentre l'altro non smette di guardarlo negli occhi.
"Ti amo." sussurra Antonio, prima di chiudere gli occhi.
"Ti amo anche io." risponde Robin, con un piccolo sorriso in volto.
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Electrified {Formula E OS}
Fanfiction[Richieste aperte] Una raccolta di OS sui piloti di Formula E che scrivo quando mi annoio o quando ho ispirazione, dipende. Alcune os sono lgbt (quasi tutte via) Alcune sono AU, CO, OC e chi più ne ha più ne metta. In teoria molte sarebbero pure 18+...
