EREN P.O.V.
Solita mattina giù all'Inferno.
Colma degli allenamenti che mi aveva assegnato il Maestro, come se poi non fossi già ad un livello superiore.
Però in quel momento mi sentivo particolarmente allegro, perciò decisi, una volta finiti, di migliorare la giornata andando a farmi una bella passeggiata sul suolo paradisiaco.
"Che dici, baby?" mi rivolsi alla mia fenice. "Andiamo a fare un giretto su dagli angioletti?"
Mi afferrò per il polso e spiccò il volo, alzandosi fin quando non atterrammo in Paradiso.
Non potevo negare che mi stessi annoiando, così mi feci più di un giretto, finché non incontrai, per puro caso, uno dei luoghi di preghiera presenti lassù.
Ne erano rimasti pochi, un paio, o forse 3; le altre erano andate tutte a fuoco, e io non c'entravo assolutamente con quegli incendi.
No, no.
"Che noia... Giochiamo, Lyria?" raccolsi un oggetto da terra e lo lanciai in aria, dove lo raggiunse una palla di fuoco proveniente dalla mia compagna di gioco, e lo incenerì.
Sorrisi sornione e presi un altro oggetto, che lanciai verso la chiesa, facendo sì che il getto di fuoco raggiungesse il vino all'interno di essa.
Immediatamente le fiamme divamparono, e prese fuoco ogni oggetto, uno dopo l'altro, creando un incendio che avvolse il luogo di preghiera angelico.
"...Ops..." alzai le spalle, sorridendo vittorioso fra me e me; porsi la spalla a Lyria e lei si appollaiò su di essa, così potei riprendere la mia passeggiata.
LEVI P.O.V.
Ero occupato nei miei impegni e nelle mie scartoffie, nelle quali scrivevo indicazioni per l'esercito e per l'ordine generale, quando sentii bussare alla porta del mio studio.
"Avanti"
Entrò Armin di corsa, con il fiatone, e tentò di parlare con il fiato corto, perciò lo interruppi.
"Riprendi fiato, prima"
"E' successo di nuovo, un nostro luogo sacro è andato in fiamme!"
"E che cazzo." dissi nervoso alzandomi dalla scrivania.
"SOMMO!"
Tacqui, maledicendomi per il mio linguaggio poco puro.
"Stavolta hanno visto il colpevole, il guardiano l'ha visto andare via"
"Molto bene, lo sistemerò personalmente. Lo conosci?"
"...è quel demone con cui mi vedo spesso per giocare, Sommo..." abbassò la testa, sentendosi sicuramente colpevole.
Annuii senza girare il coltello nella piaga, aggiungendo: "Mi farò condurre da lui oggi stesso."
"Vorrei... Vorrei essere presente, se me lo concedete"
"Ti voglio pronto fra 10 minuti"
"Sì, Sommo!!...cioè... Con permesso" e uscì.
Stavolta non mi sarebbe scappato, quel maledetto moccioso. Nessuno può permettersi di toccare i nostri luoghi sacri, meno che mai l'allievo del demone con cui strinsi un rapporto di pace secoli fa, proprio per evitare questo!
Diedi una sistemata per far sì che il mio studio fosse perfettamente pulito e in ordine e uscii da esso. Mossi la mano e la serratura scattò, chiudendo a chiave la porta, rendendo accessibile quel luogo solo al sottoscritto, dopodiché mi girai e scesi le scale, pronto per sbattere dentro quel ragazzino.
Capitolo 1
EREN P.O.V.
Mi sedetti sul bordo di un burrone, che dava sul nulla, e dondolai le gambe per ammazzare il tempo, qualcosa dovevo pur ammazzare, ultimamente mi limitavo solo a dare fuoco a chiesine da quattro soldi.
Sospirai annoiato, pensando che lassù non avevo molto altro da fare e tutta quella tranquillità era davvero noiosa, così mi alzai in piedi, ma un battito d'ali mi bloccò e mi girai, vedendo un angelo venire verso di me.
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Stained Wings
FanfictionQuando lo toccava si bruciava. Era rovente sotto le sue mani pure, angeliche. Ma mai si sarebbe rifiutato di toccarlo, anche solo per un istante. Perché non avrebbe mai pensato di provare una tale pace fra le braccia di un demone. Questa è la storia...
