EREN P.O.V.
E così Levi si era sposato...
Sentivo un fuoco dentro di me che neanche l'alluvione più disastrosa avrebbe mai potuto spegnere.
Fissavo il soffitto dal mio letto e ad ogni mio respiro corrispondeva un ringhio sommesso al solo pensiero di lui in mezzo alle gambe di quella la prima notte di nozze.
Posai i piedi per terra, mettendomi a sedere e rivolgendo il mio sguardo verso la porta.
Ero un demone, non potevo farci niente, era la mia natura.
Non sarei mai riuscito ad accettare di vederlo al suo fianco.
Mi alzai e uscii dalla mia stanza, stando attento ad ogni sguardo indiscreto e una volta uscito dal castello, mi alzai in volo, atterrando davanti il castello di Levi.
Feci il giro passando per i giardini esterni, dove di solito a quell'ora non c'era nessuno e senza fare il minimo rumore entrai nella prima finestra aperta che trovai, trovando la sua camera vuota, fortunatamente, e uscii, passando per il corridoio.
Passai di fronte la biblioteca e vidi Levi che leggeva sdraiato su uno dei divanetti, e notai, guardandolo, che era parecchio assorto nella lettura.
Dovevo concentrarmi su quello che volevo fare: se fossi riuscito nel mio intento, forse Levi mi avrebbe lanciato uno sguardo in più.
Avanzai e andai in fondo al corridoio, verso una porta dove una volta avevo visto entrare la gallina e la aprii, senza un minimo di esitazione, trovando la stanza all'interno vuota.
Sul comodino notai un paio di guanti bianchi e quando mi avvicinai per prenderli, notai che erano di Levi.
Li presi fra le mani e li rigirai, notando che erano molto più puliti di quanto un normale angelo li avesse mai tenuti.
La femmina sarebbe arrivata da un momento all'altro e tutto ciò che mi restava da fare era aspettare il suo ritorno, perciò perché non curiosare?
Aprii il cassetto e trovai un foulard, facendomi dedurre che quella doveva essere la cassettiera di Levi. Accanto ad esso c'era una spilla, quella che portava sempre al collo, sul fazzoletto stesso, probabilmente per tenerlo.
Sentii dei passi avvicinarsi. Già di ritorno? Volevo cercare qualcos'altro di Levi...
Mi nascosi dietro la porta ma quando si aprì, per un momento pensai che fosse entrato lui e il mio respiro si mozzò.
Appena vidi un caschetto rosso entrare nella stanza, mi sollevai e ringhiai, chiudendo la porta alle mie spalle.
Petra sobbalzò e si girò di scatto, sgranando gli occhi alla mia vista.
"E tu...che ci-" non le diedi il tempo di parlare, che immediatamente la attaccai.
Lei provò a parare il colpo, ma cadde a terra nel tentativo di proteggersi il ventre.
Si stava proteggendo il ventre...
I miei occhi divennero improvvisamente dorati a quel gesto.
Era già incinta la zoccola.
Non gli avrei fatto godere un minuto di più l'angelo, o qualsiasi altra cosa, che portava in grembo.
"Ancora tu?!" urlò, isterica. "Che cosa vuoi?!"
"Hai una cosa che mi appartiene..." avanzai e lei si alzò, indietreggiando.
"...p-possiamo parlarne..."
"Prendere tempo non ti servirà" ringhiai. "E' il tuo sangue ciò che voglio"
Presi la mia forma da lupo, facendola andare nel panico e le saltai addosso, atterrandola con poco.
"Sei debole" pensai. "Una come te non è degna di stare al fianco di Levi."
Le tappai la bocca con una zampa, abbastanza grossa da prenderle metà viso, e le azzannai le ali, nel punto della schiena dalla quale crescevano, e il suo sangue cominciò a finire fra le mie fauci.
Le sue urla erano attutite dalla mia zampa, e pensai che era un vero peccato non poterle udire e godere della sua sofferenza.
Portai i miei denti alla sua gola e azzannai forte, lacerandola e schizzando di sangue l'intera stanza.
Chiedi scusa mentalmente a Levi per tutto quel casino.
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Stained Wings
FanfictionQuando lo toccava si bruciava. Era rovente sotto le sue mani pure, angeliche. Ma mai si sarebbe rifiutato di toccarlo, anche solo per un istante. Perché non avrebbe mai pensato di provare una tale pace fra le braccia di un demone. Questa è la storia...
