Capitolo 4: Pesca

243 29 12
                                    

James's POV

"Oh credimi, io lo ero di più" affermai.

"Perchè? Cos'è successo?" Chiese Daniel.

"Ha fatto il coglione, un'altra volta" risposi e scandii bene queste ultime tre parole.

I miei amici si scambiarono un'occhiata e sembrarono capire subito.

Daniel, una volta, l'aveva beccato a fare lo stesso per cui l'avevo visto io la sera prima. Era fatto, anche se non totalmente fuori controllo, e gli era saltato addosso.

Il bastardo però era un po' più forte, e lui era finito con il naso rotto.

Josh, invece, l'aveva beccato un paio di volte. Lui aveva risolto a parole e dopo aveva consolato le ragazze e le aveva accompagnate a casa.

E infine, io l'avevo sorpreso almeno cinque volte. Ad ognuna di esse, era stato difficile non saltargli addosso. A quest'ultima, non avevo resistito, anche se avrei potuto fare di molto peggio.

"Non posso crederci! - Josh si alzò in piedi - Ma che qualcuno lo denunci, cazzo!"

Diverse persone si girarono verso di noi.

Daniel lo prese per un braccio e lo tirò giù, in modo brusco, e nel giro di un secondo, Josh fu di nuovo col culo sulla sedia.

"Non attirare l'attenzione, porca puttana" ringhiò Dan, a denti stretti.

Gli rivolse un'occhiata non ben definita e poi si girò verso di me.

"Non potresti andare in centrale e mettere una volta per tutte fine a questa storia? Tu l'hai visto più volte" Sussurrò.

Sei a conoscenza di tutte le cazzate che combino, e mi vieni a fare sta richiesta?

"Ho già la polizia che mi sta alle calcagna così, vogliamo davvero peggiorare la situazione? No grazie."

Lo guardai negli occhi, mentre sussurravo queste fottute parole, per non farmi sentire da orecchie indesiderate.

"E poi Brown mi odia. 'E dove l'hai visto? Che ci facevi lì?' - scimmiottai la voce dello sceriffo - va a finire che quello che finirà al fresco, sarò io."

Lo stronzo mi aveva già arrestato due volte: una per aggressione e l'altra per guida in stato di ebbrezza, però in entrambe, mi avevano rilasciato su cauzione.

Daniel mi guardò e poi parlò: "Ha ragione, e nemmeno noi possiamo andare. Se trovano qualcosa nel mio sangue, sono fottuto, e se scoprono delle scommesse e delle gare- spostò lo sguardo su Josh e poi di nuovo su di me - siamo fottuti tutti."

"Quindi dovremmo rimanere in silenzio" concluse il mio 'manager'.

"È l'unico modo per non finire nella merda" sentenziò il fattone.

Josh lo guardò male - anzi, malissimo - e si passò una mano prima sul viso e poi tra i suoi scuri capelli lisci, portandoli all'indietro, dato che gli ricadevano sugli occhi.

"Ma ci pensate a quante volte l'avrà fatto, porca puttana?! Ci pensate a quante volte potrebbe rifarlo?! Ci pensate a tutte quelle donne?!" Parlò a bassa voce, mentre il suo corpo iniziava a tremare un po'.

La fragilità del mio amico a volte mi sorprendeva.

Tra droghe, alcool, gare clandestine, e chissà quante altre cose ancora, non potevo di certo andare alla centrale di polizia come se nulla fosse.

"Certo che ci pensiamo - risposi - però, se vuoi finire in una fottuta cella, fai pure. Io ho di meglio a cui pensare."

Josh mi guardò con quasi disprezzo.

Troppo Giovani Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora