James's POV
Tornai a casa, ma appena varcai la porta, la scena che mi ritrovai davanti agli occhi fu a dir poco rivoltante.
Mi ritrovai mia madre che faceva sesso con un tipo mai visto prima, piegata sul tavolo della cucina e lui dietro di lei che le tirava i capelli con una mano.
Erano così tanto presi dal momento che non si accorsero della mia presenza, e io rimasi interdetto, forse anche un po' scioccato, per qualche secondo.
Dopo alzai le mani, in un movimento quasi automatico, e le battei, senza distogliere lo sguardo da lei.
Complimenti mamma, fatti odiare un po' di più.
Già non bastava che dovessi lavorare ogni giorno e immischiarmi in fatti illegali per poter pagare le bollette, dato che tu stavi tutto il giorno sul divano o a fare questo.
Già non bastava che avessi sostituito mio padre, per tre volte.
E chissà quante ne verranno ancora, dato che l'unica cosa che sei in grado di fare è prendere cazzi a destra e a manca, fregandoti di quel minimo di fedeltà che dovresti avere.
Il mio stomaco era sottosopra e avevo l'amaro in bocca.
Il solo pensiero di mio padre mi provocava fitte al petto laceranti.
La scena avrebbe potuto anche essere comica, se non si fosse trattato di mia madre.
Il mio applauso era ancora in corso quando mia madre si girò verso di me e il tipo s'immobilizzò.
"Mi è passata la fame" sussurrai e feci una faccia disgustata.
Intercettai lo sguardo impaurito della puttana, forse consapevole dell'ennesima cazzata che aveva combinato.
Quella era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Storsi il naso e irrigidii la mascella, prima di girare i tacchi e andare verso le scale.
Le salii senza voltarmi indietro, di fretta.Dopo pochi secondi fui nella mia stanza e chiusi a chiave.
Mi buttai sul letto, con il telefono in mano.
"Jam! Jam, apri la porta, per favore!"
Mia madre battè sulla porta, richiamandomi con quello stupido abbreviativo che mi aveva attribuito quando ero ancora un bambino.
Evidentemente il nome 'James' era troppo lungo.
Non aveva tempo nemmeno per curare le piccole cose come quelle, che però erano importanti per me.
Jam le palle.
Infilai le cuffiette nelle orecchie e chiusi gli occhi.
Mi persi nel mio mondo e quello esterno tacque, ormai lontano.
*
Le quattro del pomeriggio arrivarono prima di quanto previsto.
Mia madre ancora mi richiamava dal divano, convinta che il 'suo bambino' — parole sue — prima o poi le avrebbe parlato, e chissà, forse anche perdonato.
Peccato che io fossi più propenso al mai, che al prima o al poi.
La odiavo con tutto me stesso, soprattutto quelle volte in cui cercava di far sembrare che tenesse a me, e io sapevo che non era così.
'L'amore di una madre è insostituibile', dicevano.
Io non avevo mai ricevuto quel tipo di amore, non da lei.
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Troppo Giovani
RomanceElle Brown è la figlia dello sceriffo vedovo della città, e un padre protettivo come il suo è raro da trovare. Ma forse si tratta solo di paura: non vuole perderla. Spesso esclusa da tutto, per paura che potesse spifferare qualcosa al padre, Elle a...