Capitolo 10

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“ Non credo di amarlo Marti…”

E’ passato più di un mese da quando hai pronunciato quelle parole e ancora oggi mi trovo a ripeterle nella mia mente senza riuscire a trovare pace. Perché hai detto quella frase G? Perché proprio quella sera in cui tutto era andato così liscio da convincere quasi me stessa che lasciarti andare fosse la scelta più giusta? Perché ti ho ritrovato in piena notte in terrazzo al freddo come se dovessi fuggire dalle tue paure?  Perché quei discorsi sulla felicità e il coraggio? Perché tutto ciò quando fino a pochi minuti prima eri serena nelle mie braccia?

Martina sentiva la testa scoppiare, erano giorni che non riusciva a riordinare i pensieri in frasi di senso compiuto, mancava sempre un qualcosa, uno scopo, rincorreva le parole come i bambini rincorrono un pallone, in modo disordinato, confusionario. Nemmeno la sua chitarra riusciva a calmare il caos che sentiva dentro, aveva riempito decine di fogli, cercando di intrappolare più emozioni possibili, forse rileggendole alla luce del giorno, alla giusta distanza, avrebbe potuto vedere il senso delle cose, eppure tutto sembrava sfuggirle di mano. Gaia aveva occupato la sua mente e sembrava non avere lasciato spazio per altro.
Da quel weekend a Roma nulla era cambiato eppure c’erano dettagli, sfumature, piccoli pezzi di puzzle che sembravano non essere più al loro posto. Era come se qualcosa fosse impercettibilmente cambiato, questione di silenzi, di frasi lasciate a metà, espressioni che non riusciva più a decifrare, o meglio, tutti i significati che riusciva a leggere equivalevano ad un salto nel buio e al momento saltare non era un’opzione contemplata.

Beltrami, fai tanto il fenomeno e poi guardati…ancorata a terra da una paura fottuta.

Che poi paura di che cosa? Di essere felice dopo aver visto solo buio per mesi? Di ricomporre sé stessa in una relazione dopo che la precedente l’aveva lasciata a pezzi nel dolore più totale? Di rendersi completamente vulnerabile ed affidare la propria anima ad un’altra persona con il rischio di trascinare ed essere trascinata a fondo?
Aveva paura di mandare tutto a puttane e questa volta non poteva permetterselo, perché se a piccoli passi era riuscita a ritrovare sé stessa dopo la sua ultima rottura, se avesse perso Gaia sarebbe stato impossibile avere ancora fiducia negli altri e soprattutto in sé stessa. Doveva averla al proprio fianco, come il diario che fin da piccola custodisce i tuoi segreti, come la torcia sul comodino pronta a venire in soccorso contro i fantasmi della vita, come il vecchio maglione di lana non più di moda, ma sempre pronto a coccolarti nel freddo dell’inverno. Non averla nella propria vita non era un’opzione praticabile e non poteva correre alcun rischio.
Giusto per continuare a tormentarsi volontariamente decise di scriverle, sapeva che era assieme a lui in quel momento, voleva avere la conferma che in ogni caso per lei ci sarebbe comunque stata. Era un discorso estremamente infantile, ma era tutto ciò che in quel momento voleva dimostrare a sé stessa.

Ehi G, è vero che sali a Milano la prossima settimana? Oggi in radio mi hanno detto che ci sarai anche tu alla festa sabato prossimo”

Dimmi che ci sarai G, perché adesso come adesso ho bisogno di incasinarmi ancora gli occhi nei tuoi.

“ Ehi scricciolo, ti avrei chiamata domani, si salgo con Daniele, non vedo l’ora di vederti”

E io non vedo l’ora di farmi del male.

“ Anch’io Bibi, non sai quanto”

In questo momento mi sento vittima e carnefice, sto giocando con i miei sentimenti in una partita che non ho ancora capito come vincere. Verrai con lui, vi vedrò sorridere complici ed ogni volta che le sue mani saranno sulla tua pelle o le sue labbra troppo vicine alle tue sarà come ricevere un pugno allo stomaco. Eppure in questo momento tutto quello che voglio è che arrivi sabato per entrare in un tuo abbraccio.

Patetica Beltrami, davvero patetica e non fai nemmeno nulla per nasconderlo.
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Ho il cuore a mille, ho passato il pomeriggio a vagare tra le mie paranoie, contando i minuti che mi separavano dal rivederti e dal farmi male. Sto entrando nel locale e non so cosa aspettarmi, sono in uno stato mentale disastroso e quando sto così non sono pienamente responsabile delle mie parole o delle mie azioni.

“Beltrami, vuoi entrare o hai deciso di passare la serata a fissare la porta?”

Mi giro e il sorriso di Gaia esplode fino a sentirlo rimbombare sulla mia pelle, mi afferra per un braccio e mi stringe a sé come se quello fosse l’unico scopo della serata.

Non aiuti G, sei benzina sul fuoco e non ho nessun estintore a portata di mano.

“In realtà aspettavo miss Gozzi per aprirle la porta e stendere il tappeto rosso, come si addice ad una diva del suo calibro”

“Io sarò pure una diva, ma tu sei sempre più pirla Beltrami”

E poi quelle risate che riescono ad azzerare ogni rumore. Sei bellissima quando ridi, cioè sei bellissima sempre, ma quando ridi è come se il mondo prendesse colore.

Nocche rotteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora