Il gigantesco mulino ad acqua ruota costantemente, riempiendo il negozio di un dolce suono. Sebbene fosse solo una piccola casa per le classi di supporto ad uso esclusivo dei giocatori, il suo prezzo è salito come la marea a causa di quella ruota idraulica. Quando ho trovato per la prima volta questa casa nel distretto principale del 48° Piano, Lindus, la mia mente ha subito pensato ‘eccola qui!’, giusto prima che il prezzo mi sconvolgesse. Fin da quel momento, ho cominciato a lavorare come una matta, prendendo soldi da varie fonti, e gestendoli in modo da accumulare 3 milioni di Col nel giro di due mesi. Se questo fosse il mondo reale, il mio corpo sarebbe ricoperto di muscoli a causa dei continui colpi del mio martello, e la mia mano destra sarebbe piena zeppa di calli. Ma ogni cosa è stata saldata, ho acquisito l’atto prima degli altri pretendenti e aperto lo «Special Shop di Lisbeth» in questa casa con la ruota idraulica. Ciò è accaduto 3 mesi fa durante la primavera.
Dopo aver bevuto in fretta il mio caffè mattutino — grazie a Dio è Aincrad — mentre ascoltavo la ruota idraulica che girava come se il suono fosse un BGM, indossai la mia uniforme da fabbro e guardai la mia immagine riflessa nello specchio appeso alla parete. Anche se l’ho chiamata uniforme da fabbro, non assomiglia per niente a quelle tute da lavoro con salopette, ma a dire il vero assomiglia a una di quelle tenute da cameriera: una maglietta rosso scuro con le maniche a sbuffo e una gonna a campana dello stesso colore, più un grembiule bianco sopra e un nastro rosso sul petto. Non sono stata io a scegliere questi vestiti; è stata una mia amica, che tra l’altro è un mio cliente abituale. Secondo lei, ‘hai un viso da bambina, non ti stanno bene i vestiti seri.' Beh, è quello che ha detto, ed io ‘pensa agli affari tuoi!' Ma le vendite raddoppiarono una volta che iniziai ad indossare questa uniforme, così decisi di continuare a metterla. Il suo consiglio non si fermò solo all’abbigliamento, ma andò anche ai capelli; sono sempre più rosa e vaporosi. Ma basandomi sul responso dei miei clienti, pare che questo look mi doni. Io, maniscalco Lisbeth, avevo solo 15 anni quando sono stata catapultata in SAO. Ho riscontrato che nel mondo reale sembro essere più giovane della mia vera età, ma ciò è diventato ancora più pronunciato in questo mondo. Quando i miei capelli rosa, i miei grossi occhi blu, e le mie labbra sottili si sono uniti con il grembiule vintage, la mia immagine riflessa nello specchio assomigliava sempre più a quella di una bambola. Fin da quando ero una studentessa delle medie a cui non interessava la moda, il divario è cresciuto ancora di più. In qualche modo ho accettato questo mio aspetto, ma dal momento che la mia personalità non cambierà facilmente, di tanto in tanto spavento i clienti con le mie crisi nervose. Controllai che non ci fosse più niente da sistemare nel negozio e girai l’insegna ‘CHIUSO’. Subito vidi alcune persone che stavano attendendo che aprissi il negozio, così mostrai il mio sorriso migliore e le accolsi. "Buongiorno! Prego, entrate!" A dire il vero, è dovuto passare molto tempo prima che riuscissi a fare questo con naturalezza. Gestire un negozio è stato da sempre uno dei miei sogni, ma farlo in un gioco del genere è una cosa diversa rispetto al mondo reale. Ho già provato sulla mia pelle come sia difficile ricevere e servire già quando facevo il venditore ambulante utilizzando una pensione come magazzino. Visto che mantenere il sorriso era troppo difficile, decisi di conquistarli con la qualità, e mostrare le mie abilità da armaiolo pazzo sembrò funzionare, visto che parecchi dei miei clienti abituali continuarono ad esaminare a fondo le mie armi anche dopo aver aperto questo negozio. Dopo averli accolti, lasciai che il mio commesso NPC se ne occupasse e mi rifugiai nel laboratorio nel retro del negozio. Avrei dovuto completare almeno 10 ordinazioni quel giorno. Appena tirai la leva nel muro, i mantici iniziarono ad utilizzare la forza meccanica derivata dalla ruota idraulica per soffiare l’aria nella fornace, e il lucidatore iniziò a girare. Tirai fuori un grosso pezzo di metallo e lo introdussi nella fornace, la quale aveva già iniziato a riscaldarsi. Dopo aver arroventato abbastanza il metallo, lo spostai su un’incudine con un paio di pinze. Mi piegai sulle ginocchia e impugnai il martello, quindi cliccai sulla finestra del menù e scelsi un oggetto da forgiare. Tutto ciò che mi restava da fare era colpire quel pezzo di metallo per un determinato numero di volte e l’oggetto avrebbe preso forma. Non c’è alcuna tecnica richiesta per questo e la qualità delle armi che ne risultano è casuale; ma io pensai che il risultato finale dipendesse dalla concentrazione, perciò misi in tensione tutti i miei muscoli e sollevai lentamente il martello. E non appena feci per colpire il pezzo di metallo— "Ehi, Liz!" "Ahh!" La porta si aprì violentemente e lo mancai; al posto del metallo, colpii l’incudine con un patetico fragore ed uno spruzzo di scintille. Appena sollevai la testa, l’intruso scuoteva la testa e sorrideva tenendo la lingua fra i denti. "Scusa~ Starò attenta la prossima volta." "Mi domando quante volte abbia sentito quella frase— ...Beh, almeno è stato quando stavo per iniziare." Mi rialzai e misi il pezzo di metallo nuovamente nella fornace prima di poggiare le mani sulle gambe e girarmi. Così guardai la ragazza poco più alta di me. "...Ehi, Asuna." Mia amica e cliente abituale, la spadaccina Asuna, attraversò la stanza passandomi vicino e si sedette su una panca di legno. Si spostò all’indietro i capelli marroni nocciola e si mise a braccia conserte. Ogni suo movimento sembrava fluente e radioso, come quello di un’attrice, e ogni volta mi meravigliavo nonostante la conoscessi da secoli. Mi sedetti sulla sedia di fronte alla panca di legno poggiando il martello contro il muro. "...Quindi, cos’è oggi? Sei piuttosto mattiniera." "Ah, vorrei che ti prendessi cura di una cosa." Asuna si tolse lo stocco, con ancora la lama nella guaina, e me lo lanciò. Lo afferrai con una mano e sguainai la spada. Lo stocco era un po’ consumato dall’usura, ma non da limitare alla lama un taglio preciso. "Non è che è deformata? E’ un po’ presto per la lucidatura." "Già, hai ragione. Ma la voglio sempre brillante." "Hmmm?" Guardai Asuna attentamente. La sua tenuta da spadaccina con le croci rosse e bianche e la sua minigonna erano quelle di sempre, ma i suoi scarponi scintillanti sembravano nuovi e indossava anche un paio di orecchini d’argento. "Sei strana~ Ora che ci penso, è il fine settimana. Che ne è dei tuoi doveri nella Gilda? Non avevi detto che i ragazzi avevano dei grossi problemi col 63° piano?" Dopo aver detto ciò, Asuna sorrise con imbarazzo: "Già— Ho il giorno libero oggi. Perché ho fatto una promessa ad una persona..." "Ohh~!" Mi avvicinai ad Asuna mentre ero ancora seduta sulla sedia. "Raccontami. Chi devi incontrare?" "Se-Segreto!" Asuna arrossì e rifiutò la mia provocazione. Incrociai le braccia, ciondolai il capo e dissi: "Ah~ Mi sembrava che fossi un po’ più radiosa in questi giorni. Così finalmente hai trovato un ragazzo." "N-Non è così!!" Asuna arrossì nuovamente. Tossì e mi chiese: "...ehm, davvero mi trovi diversa in questi giorni...?" "Certo~ Quando ti ho conosciuta, eri concentrata solo nel ripulire i dungeon sotterranei! Pensavo che fossi un po’ troppo puntigliosa, ma poi, con l’inizio della primavera, sei un po’ cambiata; ad esempio, prenderti una pausa dal completare il gioco nei fine settimana — è qualcosa che prima non avresti mai fatto." "Gi-Giusto... forse sono stata davvero influenzata..." "Quindi, chi è? Qualcuno che conosco?" "Io... non credo... molto probabilmente." "Portalo la prossima volta." "Non è ancora così! E’ ancora, beh... in un certo modo..." "Hmm...?" A quel punto fui davvero sorpresa. Asuna era il vice comandante della gilda più forte, CdS, ed una dei migliori combattenti in Aincrad. C’erano più ragazzi che volevano catturare le attenzioni di Asuna che stelle nel cielo, ma non avrei mai pensato che potesse succedere il contrario. "Beh, sai, lui è davvero strano." Asuna lo disse fissando l’orizzonte. Aveva un tenero sorriso sulle labbra. Se questo fosse stato un manga romantico, sarebbero apparsi dei petali di fiori sullo sfondo. "Dovrei dire imprevedibile, o che fa ogni cosa a modo suo... nonostante ciò, è davvero forte." "Oh, più forte di te?" "Sì, davvero; se ci sfidassimo, non durerei un solo minuto." "Ohh~ E le persone che possono fare ciò, posso contarle sulle dita di una mano." Appena cominciai a fantasticare, Asuna iniziò a scuotere le braccia. "Ah, non immaginartelo~!" "Beh, non vedo l’ora di conoscerlo. E se ne avrai bisogno ti darò i consigli migliori!" "Non mi lasci altra scelta. Te lo presenterò —Ah, oh! Lucidala presto!" "Giusto, giusto. Lo faro adesso per cui aspetta un attimo." Mi alzai con lo stocco di Asuna nella mano e andai vicino alla lucidatrice all’angolo della stanza. Estrassi la lama dal suo fodero rosso. L’arma ha il nome «Luce Lambente». E’ una delle migliori spade che abbia mai fatto. Anche se utilizzo i migliori materiali, il martello migliore, l’incudine migliore, e tutto quanto, la qualità dell’arma dipende comunque dal fattore casualità. Tuttavia, vorrei solo essere in grado di fare una spada di questa qualità ogni 3 mesi o giù di lì. Avvicinai la spada alla lucidatrice mantenendola con entrambe le mani. Non c’era alcuna tecnica in questo, ma non ho intenzione di ignorarla. Feci scivolare sulla lucidatrice la lama della spada dalla base fino alla punta. Vennero fuori scintille, e un suono metallico, e allo stesso tempo la lama riprendeva lucentezza. Quando il processo di lucidatura fu completato, la spade tornò a brillare argentea, brillante come la luce del mattino. La riposi nell’apposito fodero e la rilanciai ad Asuna. Poi presi 100 col d’argento che lei mi lanciò allo stesso modo fra le mani. "Grazie!" "Tornerò per farmi aggiustare l’armatura un’altra volta... adesso sono in ritardo, ciao!" Asuna si alzò e infilò la custodia della spada nel supporto della cintura. "Mi chiedo come sia fatto~ Forse dovrei andare io." "Ehh, n-no!" "Hahaha, scherzo. Ma portalo qui la prossima volta." "P-Presto." Asuna salutò con la mano e corse via dal laboratorio. Sospirai pesantemente e collassai di nuovo sulla sedia. "...Dev'essere bello." Sorrisi amaramente per le parole appena dette. E’ passato un mese e mezzo da quando venni in questo mondo. Grazie alla mia personalità, non mi ero ciondolata e invece ho dato tutto quanto per rendere il mio negozio prospero, e sono arrivata fin qui. Ma dovendo gestire un negozio e completare la mia abilità da armaiolo, iniziò presto a mancarmi la compagnia delle persone, molto probabilmente perché non avevo ancora un obbiettivo preciso in mente. Dal momento che non ci sono molte ragazze in Aincrad, più di un ragazzo ha tentato di avvicinarsi, ma per qualche ragione non ho mai ricambiato. Così quando si trattava di questo mi sentivo un po’ invidiosa di Asuna. "Toccherà anche a me questo «Fabulous Meeting» prima o poi, mi chiedo~" Biascicai, quindi scrollai quei pensieri strani di mente e mi alzai. Presi il pezzo di metallo, che intanto si era arroventato, lo tolsi dalla fornace e lo adagiai sull’incudine. Ritenni che questo tizio potesse essere il mio partner temporaneo. Con tutti quei pensieri in testa, sollevai il martello e colpii. Hiiyaa. Il suono ritmico del metallo che echeggia all’interno del laboratorio di solito mi avrebbe rischiarato la mente, ma quel giorno l’abnegazione che tenevo nel cuore non sarebbe andata via. Era mezzogiorno del giorno dopo quando lui arrivò al mio negozio. Finii tutte le armi prenotate ed ero penzolante sulla panchina di pietra sul terrazzo di fronte al negozio. Stavo sognando. Era un sogno che riguardava i tempi delle elementari. Ero una bambina silenziosa e diligente, ma presi il vizio di addormentarmi durante le lezioni pomeridiane. Le insegnanti mi rimproveravano spesso per questo. Poi guardai un insegnante maschio che aveva appeno finito gli studi all’università. Mi sentivo così in imbarazzo, ma per qualche ragione ho apprezzato molto il modo in cui mi svegliò. Mi scosse leggermente le spalle e con voce fioca, disse— “Ehm, Scusa ma...” “S-Sì, mi scusi!” “Co?!” Mi spaventai e saltai su come una molla. Di fronte a me c’era un uomo con l’espressione sorpresa sul viso. “Eh...?” Mi guardai attorno. Non c’era la classe piena di file di banchi. Gli alberi piantati intorno alla strada, il fiume che scorreva vicino alla grossa strada rocciosa, il cortile col prato; era la mia seconda casa, a Lindus. Sembrava che stessi fantasticando un po’. Tossii per schiarirmi la voce, nascondendo il mio imbarazzo e sorridendo alla persona che sembrava essere un cliente. “Ben-Benvenuto. Ha bisogno di un’arma?” “Ehm, sì.” Il ragazzo annuì. Non sembrava qualcuno di alto livello. Sembrava solamente un po’ più grande di me; capelli neri e maglietta semplice, pantaloni e scarponi. L’unico arma che aveva era una spada a una mano che teneva dietro la schiena. Le armi del mio negozio richiedevano un alto livello ad ero preoccupata che lui non potesse esserlo abbastanza, ma non lo diedi a vedere e lo lasciai girare nel negozio. “La zona delle spade a una mano è da questa parte.” Come indicai la zona delle armi base, mi sorrise un po’ imbarazzato e parlò. “Ah, beh, volevo ordinarne una su misura...” Divenni ancora più preoccupata. Anche le più economiche armi su misura, che richiedono speciali ingredienti per la forgiatura, stavano oltre i centomila Col. Se lui si fosse spaventato del prezzo, mi sarei imbarazzata molto, così cercai di prevenire tale situazione. “Il prezzo dei metalli è molto alto al momento, perciò credo che ti verrà a costare molto…” Dissi, ma il ragazzo vestito di nero disse qualcosa di totalmente incredibile con una espressione incurante. “Non preoccuparti del prezzo. Per favore, forgia la spade migliore che puoi.” “...” Lo fissai per un momento e cercai di mettere insieme qualche parola per aprir bocca. “...Bene, se è così... Dovrei sapere qualcosa sulla qualità della spada...” Il mio tono di voce fu leggermente più rauco del normale, ma lui non sembrò preoccuparsene e annuì soltanto. “Beh, suppongo di sì. Ecco...” Si tolse la spade che teneva sulle spalle, e, ancora nel fodero, me la passò. “Che ne dici di una spada di qualità simile o migliore a questa?” Non sembrava davvero una spada speciale. Un manico in cuoio con del filo attorcigliato; un’elsa dello stesso colore. Ma quando la presi con la mia mano destra— È pesante!! La feci quasi cadere. Il livello prerequisito di forza era incredibilmente alto. Da armaiola e mazziere, ero piuttosto a mio agio con le spade forti. Ma non avrei mai potuto brandire quella spada. La tolsi esitante dal fodero e la lama quasi nero pece brillò. Avrei potuto dire che fosse di alta qualità solo guardandola un po’. Cliccai con un dito scegliendo la finestra di popup: categoria «Spade Lunghe/A una mano», nome «Elucidator». Non si sapeva il nome del fabbricatore, ciò significava che l’arma non era stata fatta da un armaiolo qualsiasi. Si possono separare tutte le armi di Aincrad in due gruppi. Uno è «Player-Made», cioè le armi fatte da noi armaioli. L’altro include le armi che si trovano nell’avventurarsi come «Monster Drops». Ovviamente, gli armaioli non amano lasciare le loro armi. Non potrei mai contare tutti i nomi come ‘Senza Nome’ oppure ‘Senza Marchio’ che ho dovuto dare alle spade. Ma quest’arma sembrava essere una vera rarità nel Monster Drops. Comparata al livello di qualità delle armi del Player-Made e del Monster Drops, era senza dubbio la migliore. Ma una volta, una Demon Swords» era apparsa— ecco cosa sentii. Comunque, il mio orgoglio si era riacceso. Da armaiola, non avrei dovuto assolutamente perdere. Restituii la spada e ne portai una lunga che avevo appeso nel retro del negozio. Forgiai quella spada un mese prima ed era senza dubbio la migliore che avessi mai fatto. La lama che tirai fuori dal fodero aveva una sfumatura rossastra, come se fosse avvolta dalle fiamme. “Questa è la migliore spada che ho nel negozio al momento. Molto probabilmente non te la lascerai sfuggire.” Afferrò la spada sbigottito, impugnandola con una mano, e poi scosse il capo. “E’ un po’ leggera.” “...ho utilizzato una lega diversa...” “Hmm...” Fece un’espressione dubbiosa e menò più volte dei fendenti con la spada dopodiché fissò lo sguardo su di me e chiese. “Posso provarla per un po’?” “Provare cosa...?” “La resistenza.” Il ragazzo sfilò la sua spada, che teneva fino a poco prima nella sua mano sinistra, e la poggiò sul bancone. Poi si fermò davanti e lentamente alzò la spada rossa con il braccio destro. Realizzai cosa volesse fare e lo fermai. “A-Aspetta! Se lo farai, la tua spada si romperà!” “Se fosse una spada così poco resistente sarebbe inutile. Se accade sarà un mio problema.” “E’...” E’ completamente pazzo, ecco cosa avrei detto, ma mi fermai. Tenne la spada sopra il capo e i suoi occhi brillarono intensamente. Ben presto, la spada cominciò a brillare di una luce blu. “Hyah!” Con un colpo, la spada oscillò verso il basso ad una velocità sorprendente. Le due lame si scontrarono prima che reagissi, e l'impatto echeggiò fortemente all'interno del negozio. A causa della luce così luminosa, strizzai gli occhi per dare un'occhiata, e poi involontariamente feci un passo indietro ... La lama era rotta in due pezzi ed era stata completamente distrutta. —La lama del mio miglior prodotto. “AHHHHHH!!” Gridai e scattai contro la sua mano destra. Afferrai la metà rimanente e la esaminai attentamente da ogni angolazione. ...Ripararla... era impossibile. Appena giunsi a quella conclusione e abbassai le spalle, la restante metà si animò e divenne frammenti poligonali. Dopo alcuni secondi di silenzio, sollevai lentamente la testa. “Co...Cos...” Afferrai il ragazzo dal colletto e dissi: “Che cosa hai intenzione di fare—!! L’hai rotta—!!” “M-Mi dispiace! Non avrei mai immaginato che si sarebbe rotta...” ...*Snap*. “In altre parole, stai dicendo che la mia spada era più debole di quanto pensassi!?” “Ehmm— ummm— beh, esatto.” “Ah!! Adesso hai intenzione di andartene così?!!?” Lo lasciai, misi le mani sui fianchi e mi raddrizzai. “T— Te lo sto dicendo! Se avessi i giusti materiali creerei delle spade in grado di spezzare anche la tua nello stesso modo!” “—Oh?” Rise alle mie parole dette con rabbia. “Allora ti chiederei di farla per me; qualcosa in grado di spezzare una spada proprio in questo modo.” Prese la spada sul bancone e la rimise nel suo fodero. All'improvviso mi andò il sangue alla testa e — “E quindi come dovrebbe essere!? Bene! Allora aiutami! Inizia a procurarmi i materiali adatti!” Sapevo di aver fatto un guaio, ma il latte ormai era stato versato. Non c’era modo di tornare indietro. Eppure non fu scosso del tutto e sgarbatamente mi scrutò. “...Ok, non importa, ma non sarebbe meglio se me la facessi da solo? Sarebbe un problema averti fra i piedi.” “Argh—!!” E pensare che lì c’era una persona davvero brava a far saltare i nervi agli altri. Mossi le braccia selvaggiamente e protestai come una ragazzina. “No-Non sottovalutarmi! Anche se mi vedi così, sono un Maestro Armaiolo!” “Viuuu~” Il ragazzo fischiò. Si stava proprio divertendo. “Beh allora, non vedo l’ora—Comunque, pagherò la spada che ho distrutto.” “Non ce n’è alcun bisogno!! Solo ricordati che se creerò una spada migliore della tua, dovrai pagare un mucchio di soldi!” “Bene, quanto vuoi. —Sono Kirito. Spero che staremo a lungo insieme fin quando non sarà pronta la mia spada.” Incrociai le braccia e guardai lontano. “Lo spero anch’io, Kirito.” “Uwa, già mi chiami per nome in quel modo? Bene, sono d’accordo. Ok, Lisbeth.” “Kaaah—!!” —Era stata la peggiore prima impressione per formare una squadra.
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