"Ma ce la fai Toni? Ti senti quando parli?"
"Potrei fare le stesse domande a te Cheryl"
"Sai cosa... Non importa, me ne vado!"
"Si, forse è meglio"
Prende le sue cose ed esce sbattendo la porta dietro le sue spalle, lasciandomi nella mia roulotte da sola con le lacrime agli occhi.
Sono passati ormai due mesi da quando mi ha chiamata per la prima volta "la mia ragazza", da quando io e Justin l'abbiamo ritrovata al fiume.
Ci sono stati alti e bassi in questo periodo. Abbiamo fatto sbagli entrambe ma forse questa volta ho davvero esagerato.
Lo so che non dovevo ma mi sono fatta prendere dall'atmosfera e in più ero giù di corda perché avevamo appena litigato.
Devo risistemare le cose con Cheryl perché non riesco a starle lontana, non riesco a vederla così arrabbiata con me. Ho il cuore a pezzi, non ce la faccio più a continuare in questo modo.
Dobbiamo chiarire al più presto e devo scusarmi per tutto ciò che le ho fatto in questo periodo.
Non sopporto più tutto questo peso, inizia a fare davvero molto male.
Mi butto sul letto cercando di fermare le lacrime che però continuano a scendere.
Sento la porta aprirsi e corro subito verso di essa pregando che sia Cheryl, ma no. È ancora lui, mio zio.
"Ah.. Sei tu" dico sconsolata.
"Certo. Chi dovrebbe essere se no? Stai piangendo?"
"No"
"Dai vieni qui"
Puzza di alcool e fumo, cerco di scappare dal suo abbraccio ma è troppo forte confronto me e quindi mi lascio andare tra le sue braccia, che forse sono le uniche che posso avere in questo momento.
"Zio devo parlarti"
"Dimmi piccola"
"Vado via"
"In che senso vai via?"
"Ho un lavoro e prendo davvero bene. Quindi ho trovato una casa in affitto non molto lontana da qui. Verrò a trovarti però"
"Oh, non me lo aspettavo piccola"
"Scusami"
"No tranquilla, infondo anche i tuoi mi hanno lasciato"
"Non hanno scelto loro di morire" ma come può aver detto una cosa del genere?
"Va be piccola. Quando vuoi esci e ricorda che per te la porta è aperta. Sempre"
"Grazie zio"
Per la testa mi passa l'idea di trasferirmi ora. Subito. Il proprietario ha detto che le chiavi sono sotto il tappetino e che sarei potuta entrare quando volevo.
Ho deciso. Ci vado adesso.
Metto in valigia tutte le mie cose e lascio la roulotte.
Mi mancherà questo posto.
Ho trascorso tutto il tempo qua con i miei migliori amici, ma devo andare avanti.
Devo ricominciare a vivere, l'ho promesso ai miei genitori e come ha sempre detto mia madre le promesse vanno mantenute.
Prendo in mano il telefono e chiamo Cheryl. Devo sentire la sua voce. Mi manca troppo.
"Cosa vuoi Toni?"
"Scusa"
"Per cosa di preciso?"
"Per tutto. Per essere andata a letto con Justin e per tutto quello che ho fatto in questi mesi. Tu non meriti tutto questo e io non merito te. So di averti ferita e ti giuro che non so cosa fare per farmi perdonare, io non voglio vederti così, ho voglia di vederti sorridere e sorridere ancora"
"Toni basta. Dovevi pensarci prima. Avevamo litigato e anche io ero giù di corda ma non sono andata a letto con qualcuno perché ti rispetto e rispetto la nostra relazione. Se non sei in grado di tener testa ad una litigata vuol dire che non sei pronta per questo"
"Mi stai lasciando Cheryl?"
"Non lo so... Ho bisogno di pensarci Toni"
"Ok. Be io ora vado che devo portare le mie cose nella nuova casa. Ciao Cheryl"
"Ciao Toni"
Il nodo alla gola inizia a farsi spazio facendo si che anche le lacrime facessero la stessa cosa. Nel giro di due secondo sono diventata una cascata.
Mi sta lasciando? Sta pensando di farlo? Sto perdendo la persona che amo più al mondo, o meglio l'unica persona che amo? Non può essere vero. Questo è un incubo.
Mi tiro uno schiaffo in piena faccia per cercare di svegliarmi ma niente da fare, questo è tutto reale purtroppo. Non sto sognando. Ho realmente mandato tutto quello che abbiamo costruito nel cesso.
"Dio se mi odio"
"Sono una stupida"
"Dovrei solo morire"
"Non si merita quello che le ho fatto. Merita di meglio. Io non merito il suo amore"
Senza rendermene conto guido fino a casa sua e la vedo in cortile che guarda a terra pensierosa, ma questa volta so cosa l'affligge o meglio chi.
Cerco di far avviare il mezzo con cui mi sono diretta lì, ma non parte. Ci mancava solo questo. Fa talmente tanto rumore che attira l'attenzione della rossa che subito si alza e cammina velocemente verso di me.
"Che stai facendo?"
"Ehm... Cerco di far andare questo catorcio"
"Ah e perché sei qua?"
"Non lo so sinceramente. Stavo guidando senza pensare dove andare e mi sono ritrovata qui"
"Ma non dovevi andare nella tua nuova casa?"
"Giusto, ma dovevo prima pensare a delle cose"
"Ah ok. Quanto tempo pensi di metterci ad aggiustarlo?"
"Non sono un meccanico quindi non saprei. Non so neanche quale sia il problema" faccio spallucce cercando di rubarle un sorriso, perché ogni volte che facevo questo movimento mi sorrideva e diceva che sembravo una bambina.
"Chiama qualcuno così fai prima" dice mentre si gira per andarsene.
"Aspetta"
"Cosa c'è ancora?"
"No niente"
"Ehm... Ok"
"No va bene aspetta un secondo"
Mi avvicino a lei e le prendo la mano che inizialmente ritira ma poi ripoggia nella mia.
"Cheryl ti amo e mi sento davvero uno schifo per quello che ho fatto. So che vuoi lasciarmi perché è giusto così infondo, ma voglio dirti che sei stata l'unica persona che dopo la morte dei miei genitori mi ha fatto sentire felice e non poco. Con te mi sento piccola, e non solo fisicamente ahaha, perché guardati, sei fantastica sia dentro che fuori e io non sono neanche un millesimo di quello che sei tu. Sei sensazionale Cheryl. E non smetterò mai di pensarlo..."
"Ok però ora stai zitta Toni"
Dopo questa frase, che un po' mi ha spiazzata la mia rossa azzera le distanze e ci lasciamo portare dall'amore reciproco che proviamo.
Ad interrompere questo momento magico è il mio telefono che squilla sempre nei momenti meno opportuni.
Non ci posso credere.
Mi stava chiamando Justin e Cheryl se n'è accorta.
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guardami e sorridi [COMPLETA]
FanfictionUno sguardo può distruggere, ma un sorriso può migliorare la giornata. E il suo me l'ha migliorata.
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