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La casa è piccolina, ma giusta. D'altronde ci devo abitare solo io.
Appena si entra c'è un piccolo corridoietto che porta alla camera da letto e al bagno. A destra invece una piccola saletta giusta per contenere degli armadietti un piccolo tavolo, la televisione e un divano da due posti.
Le pareti sono colorate con un azzurro che subito mi porta a pensare al mare, uno dei miei posti preferiti.
Un giorno ci porterò Cheryl, lo prometto.
Le sedie sono vecchie poiché sono quelle con ancora la paglia.
Mi ricordano la casetta che avevano i miei nonni, nella quale io e mio fratello giocavamo al mostro e l'ombra, una specie di "nascondino" mischiato a "ce l'hai".
A quel pensiero, di noi, piccole pesti che corriamo per casa mi scappa, una risata.

"Sei contenta TT?"
"Molto amore" mi avvicino prendenola per mano continuando ad osservare i particolari della mia nuova casetta. Mi concentro particolarmente su un quadro che raffigura una donna nuda in mezzo ad un campo pieno di margherite. I colori sono accesi e l'anatomia della donna è a dir poco perfetta, si vede che il pittore ha studiato bene le proporzioni umane.
I capelli castani le coprono il viso a causa di un presunto vento proveniente da sinistra, dato che anche le margherite sono indirizzate a destra.
Noto che a lato, nella parte bassa del quadro c'è una data, probabilmente di quando è stato fatto il dipinto. 23 marzo 1896.
Peccato che il nome del pittore non c'è, mi sarebbe davvero piaciuto saperlo. Magari fanno anche delle sue mostre in giro...

"È bellissimo Toni, chi l'ha fatto?"
"Non so, c'è solo la data"
"Ah.. Peccato, prova a cercare partendo dalla data se ti interessa tanto"
"Si dopo proverò. Ora metto a posto le mie cose, puoi aiutarmi o devi andare?"
"Ti aiuto, ovvio" poggia le sue morbide labbra rosse sulla mia guancia, lasciandomi il colore del rossetto sulla pelle. Non mi dispiace affatto, anzi ho il suo odore addosso.
L'odore di ciliegia e fragola. Una freschezza e dolcezza unica.

Iniziamo con i vestiti.
C'è un guardaroba che sembra fatto apposta per me, non è né troppo grande né troppo piccolo. Giusto per inserire al suo interno l'essenziale occorrente.
Passiamo poi ai trucchi e agli oggetti per il bagno e finiamo col mettere a posto anche tutti i miei attrezzi per la fotografia e il necessario per non annoiarmi.

Nel mettere in ordine le cose ci siamo scambiate varie occhiate, non so per quale motivo, ma certe volte mi sentivo a disagio perché pensavo fossero dovute ancora al fatto che Justin fosse da me, o meglio da mio zio, ma forse sono solo paranoie.

"TT..."
"Rossa..."
"Ti siedi un secondo qua?" sbatte delicatamente la sua mano sul divanetto per incitarmi a sedermi.
"Che succede?"
"Niente, volevo solo averti vicina" dice buttandosi letteralmente addosso a me.
Poggia la sua testa sulle mie gambe, mentre le sue le adagia sul gomito del divano, opposto al mio. Data la sua altezza, al gomito ci arriva con le ginocchia, quindi metà delle sue gambe  resta a penzoloni.

"Perché tutta questa dolcezza Cher?" rido.
"Se vuoi posso iniziare ad odiarti"
"Già lo fai..." dico quasi bisbigliando per non farmi sentire, ma fallisco.
"Cosa? Non ti odio Toni. Perché lo pensi?"
"Bo... Io lo farei"
Si rimedde seduta e ciò non mi piace. Quando si irrigidisce significa che è infastidita.
"Toni, non ti odio e mai lo farò devi mettertelo in quella testa. Già ti ho detto che sono arrabbiata per quello che è successo e non nascondo il fatto che ancora non mi è passata del tutto l'arrabbiatura, ma JJ diceva sempre che se davvero ci tieni ad una persona devi riuscire a perdonarla, se no devo considerarla persa. E io non voglio perderti perché sei importantissima"
Non la guardo, perché mi concentro sulle mattonelle del pavimento marrone. Ma sento perfettamente ciò che dice. Una lacrima mi riga il viso, ma non la tolgo, non voglio nascondermi. Non con lei.

"Shh. Vieni qua, non piangere"
Ormai le lacrime hanno preso strada sulla mia faccia e non intendono fermarsi. Respiro irregolarmente e inizia anche a girarmi la testa.
"Ti amo Toni"
"Anche io Cheryl"
Rimaniamo abbracciate per un paio di minuti, finché la rossa non decide di lasciarmi per andare in bagno a sistemarsi.
Proprio in quel momento sento squillare un telefono, ma subito mi accorgo che non è il mio.
"Toni puoi vedere chi è"
Cerco nella borsa il telefono che intanto continua a squillare emettendo da esso una canzone di Natalie Taylor, ovvero Surrender. Adoro questa canzone.
Leggo sul display il nome della persona che sta telefonando e non so se dirlo a Cheryl o far finta di niente.

"Chi era?"
"Non so, non ho visto in tempo"
"Ah ok.. Va be, me lo passi?!"
Le porgo il telefono cercando di non dare troppo all'occhio. Non voglio che mi veda preoccupata, anche se ho tutte le ragioni del mondo per esserlo...







Ciaoo, questo capitolo è un po' corto mi spiace. Avevo promesso che avrei pubblicato quindi eccolo qua. Vorrei andare avanti anche subito ma sono davvero tanto stanca, oggi mia sorella ha fatto il compleanno quindi sono stata tutto il giorno fuori, per di più in skate quindi ho bisogno di dormire.
Spero che il capitolo vi piaccia comunque.

Chissà chi l'ha chiamata?!

guardami e sorridi [COMPLETA] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora