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Il tempo per noi si era fermato.
Nessuno diceva nulla.

Nessuno di noi due.
Era solo un continuo scambio di sguardi.

"Non hai sonno?"
Mi ha chiesto lui sorridendo, con una mano ancora tra i miei capelli e l'altra, la tenevo io.

"Sto bene, grazie."
Ho risposto, guardando la mia mano che giocherellava con le sue dita.

"Non è che poi mi svieni sul campo?"
Ha scherzato il più piccolo.

Così ho alzato il viso, con un espressione arrabbiata e mi sono alzato dal letto, lasciando la sua mano lì così com'era.

"Dai torna qua."
Ha detto Jeongguk.

Era così carino in quel momento che avrei voluto abbracciarlo.

Ma ovviamente ho messo il broncio e mi sono spostato verso la scala.

In pochi secondi, mi sono sentito tirare il braccio.
Mi sono girato e ho trovato Jungkook che mi teneva la mano e sorrideva.

"Vieni dai, vieni qua."
Mi fa supplicato nuovamente.

Infine mi sono arreso e mi sono seduto ancora più vicino a lui di prima.
Riuscivo a vedere meglio ogni particolare del suo viso e dei suoi bellissimi occhi.

Il solito silenzio.
Eravamo fatti così, diversi minuti di spasso e altri di puro silenzio.
Ma nel frattempo i miei sguardi e i suoi si parlavano, conversavano molto tra di loro, lo sapevamo.

"Jungkook."
Ho detto semplicemente.

Lui ha annuito e risposto con un "sì".

Non sapevo perché avessi detto il suo nome in quel momento, nella mia testa c'era solo il suo nome, niente di più, c'era solo lui.

"Nulla, scusami, non so perché l'ho detto."
Ho portato lo sguardo lontano da lui.

Però a quanto pare, al più piccolo questa cosa non andava bene.

"Taehyung."
Mi ha chiamato.

Mi sono girato, anche se poco prima avevo fatto il contrario, al solo sentire il mio nome, ho riportato i miei occhi là.

"Niente, la mia bocca a parlato da sola."
Ha affermato.

Una situazione incredibilmente strana.
Non avevo mai provato nulla di simile in quel momento.

"Penso che andrò a dormire ora, buonanotte."
Mi sono alzato e l'ho salutato.

Non so quale forza avesse, se fosse un essere soprannormale o altro, ma in poco tempo, anche lui era in piedi.

"Dimmi."
Sinceramente in quel momento, non so dove ho trovato il coraggio di dire quella parola.

"Non lasciarmi ora."
Ha detto lui, con lo sguardo per terra.

"Vuoi che dorma con te?"
Ho domandato io.

"Se per te non è un problema, sai siamo entrambi ragazzi, quindi non penso."
Ha continuato, la sua voce andava a scatti, non so cosa gli prendesse.

"oh sì okay, vado in bagno e poi torno."
Così ho fatto.

Sono andato in bagno, per vedere la mia situazione.
Il mio viso era completamente rosso.
Non sapevo come reagire, non ero pronto a situazioni simili.

Poi sono tornato e ho notato che il più piccolo era già a letto e forse dormiva pure.
Così, tremando leggermente, non so per quale motivo, mi sono sdraiato pure io.
Mi sono messo nel lato più lontano da lui, tra poco cadevo sul pavimento.

Ho chiuso gli occhi e ho provato ad addormentarmi.

Fino a che una cosa, non mi svegliò.
Mi stava abbracciando.
Aveva portato il suo braccio attorno a me e mi aveva portato leggermente più vicino a lui.

Ho girato il viso dalla sua parte.
Eravamo là, a pochi millimetri di distanza.
Ci guardavamo negli occhi.

OKAY AIUTO È STATO FATICOSO SCRIVERE QUESTO CAPITOLO

𝘗𝘳𝘪𝘴𝘰𝘯 𝘢𝘯𝘥 𝘭𝘰𝘷𝘦 | 𝐤𝐨𝐨𝐤𝐯Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora