9 Mesi dopo
Era una tranquilla mattina in cui io, ormai con il pancione, faticavo ad alzarmi dal letto, come ormai da mesi a questa parte. Nonostante ciò, scendo a fare colazione dato che avevo una fame tremenda e trovo Reggie già in piedi, al contrario di tutti gli altri.
Io:"Buongiorno Reggie." Dico sorridendo e prendendo il latte dal frigo.
R.M:"Buongiorno Olly." Mi dice dandomi un bacio in fronte. Dopodiché, mentre entrambi mangiamo, ci mettiamo a parlare del più e del meno. Nel frattempo, si svegliano anche tutti gli altri e quindi, dopo aver finito colazione e aver sistemato la cucina, decidiamo di metterci sul divano a guardare un film tutti insieme come ai vecchi tempi. Scegliamo di vedere un cartone animato, ovviamente suggerito da Fangs.
--------Due ore dopo--------
Il cartone è finito da circa mezz'ora ed ora io sono con Sweet Pea sul divano mentre gli altri decidono cosa preparare per pranzo, ho paura ma provo a fidarmi. Ad un certo punto, sento un liquido bagnarmi il basso ventre e quindi mi giro verso Sweet Pea.
Io:"Mi si sono rotte le acque. Im ospedale. ORA." Sono in panico e ho paura. Ho paura e voglio mio fratello qui.
S.P:"Tranquilla piccola, ora andiamo. Reggie, chiama Kevin e gli altri! MUOVITI!" Urla lui, più in panico di me. Detto ciò, prendiamo le macchine e corriamo in ospedale. Ovviamente appena arrivati parlano tutti insieme e non si capisce niente.
Io:"BASTA STATE ZITTI! Allora infermiere, mi si sono rotte le acque, il termine è giusto."
Inf.:"Grazie signorina, mi ha salvato dell'emicrania. Ora le diamo subito una sedia e poi la portiamo dall'ostetrica per vedere se è pronta." Mi dice sorridendo ed io annuisco.
Dopo circa 5 minuti arrivano tutti gli altri di corsa, e ovviamente Fangs e Joaquin fanno cadere un carrello pieno di roba. Prima o poi li lego a questi due, io soffro come un cane e loro fanno disastri.
K.K:"Tranquilla amore, va tutto bene, stai diventando mamma ed io ovviamente piango perché tu sei la mia piccola sorellina ma va bene, sto invechiando aiuto." Dice Kevin piangendo. Io soffro e lui piange, lo amo da morire.
Io:"Tranquillo amore, sto bene e tu non sei vecchio." Gli dico stringendogli la mano.
Inf.:"Signorina Keller, può entrare in sala parto. Chi vuole che venga con lei?" Chiede gentilmente. Io indico Sweet Pea che a momenti sviene. Uomo coraggioso eh.
S.P:"Proprio io?" Penso di averlo guardato abbastanza male perché corre a infilarsi la tutina per entrare con me.
Ost.:"Okay signorina, spinga più forte che riesce."
Io:"Ti odio Sweet Pea! Chi cazzo ti ha chiesto di mettermi incinta! Meldetto maledetto!" Dico spingendo e stringendo la sua mano. Dopo qualche spinta, Sweet Pea sviene. Benissimo così. Dopo aver portato fuori il cadavere, entra Kevin a darmi supporto. Menomale che c'è il mio fratellone.
K.K:"Forza sorellina, sei forte e manca poco, dai dai!"
Ost:"Vedo la testa! Forza Olivia, manca poco, le ultime spinte!" Prendo fiato e ricomincio, dando le ultime spinte, finché non sento un pianto provenire dalle braccia dell'ostretica a quel punto scoppio a piangere anch'io. È nata la nostra bambina.
Dopo cinque secondi, nemmeno il tempo di riprendermi, entrano tutti.
Inf:"Mi dispiace, non sono riuscita a trattenerli." Io le sorrido di rimando e lei esce.
F.F:"I nostri bambini sono diventati genitori! Sono zio! Quasi piango." Dice Fogarty facendo finta di asciugarsi una lacrima.
Sweet Pea si avvicina e prende in braccio la bambina e a vedere quella scena scoppio a piangere ancora.
S.P:"Nostra figlia." Dice incantato. Lei lo guarda con i suoi occhioni verdi e gli sorride. Già si amano.
Non sarò come i miei genitori o quelli di Sweet Pea, noi ci saremo per la nostra bambina. Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa. A ricordarle di sorridere anche quando non è facile. Le insegnerò che l’amore non è come lo raccontano le favole, ma la spronerò a conoscerlo. A viverlo. Le dirò che il tempo non cancella niente, ma che aiuta a stare meglio. Le insegnerò ad amare se stessa e poi gli altri. A non accontentarsi di chiunque. Le insegnerò ad asciugarsi le lacrime dopo ogni pianto. Le insegnerò a vivere di pancia e secondo le sue emozioni. Le starò accanto senza interferire mai. Le insegnerò che spesso, il bene non riceve altrettanto bene. Ma non le dirò di smettere di donarlo. Le insegnerò ad entrare in punta di piedi nelle vite altrui. Le insegnerò che non sempre è tutto come sembra, ma che ogni cosa va vissuta prima di giudicarla, affinché possa riconoscere il bene ed il male. Ci sono cose che mi auguro viva, ed altre che si limiti a conoscerle. Le insegnerò a credere che, se qualcosa la vuole davvero, questa è facile che si avveri. Le insegnerò a non arrendersi, a prendersi in braccio e portarsi in salvo, perché ahimè spesso sarà da sola a doverlo fare. Le insegnerò, infine, che le cicatrici hanno una storia e che ad ogni modo saranno una vittoria. Sarò quella mamma che appena vedrà che sua figlia abbassa lo sguardo davanti alle persone, le chiederò perché non si sente abbastanza. La farò sentire perfetta. Le chiederò se ha sorriso durante il giorno, se qualcuno l’ha trattata male. Se non avrà voglia di studiare, preparerò una cioccolata assieme a lei e la aiuterò tra le risate. Se dovrà piangere, le asciugherò le lacrime e la farò dormire fra le mie braccia. Controllerò le sue gambe, la sua pancia, e le sue braccia se avrà dei segni. Sarò per lei come una migliore amica, e le farò capire che può dirmi tutto. Sarò quella persona che le racconterà la sua adolescenza, e allora la rassicurerò che io la capirò. Sarò quella persona che la farà sentire bellissima e davanti a uno specchio non gli dovrà sputare sopra. Sarò quella che non le farà pesare i numeri nella bilancia e a scuola. Le farò capire che la vita si vive una volta sola, e che deve essere felice.
Benvenuta al mondo, piccola Cloe.
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Felici e contenti/Sequel
Novela JuvenilQuesta storia è il sequel di "Differenze? Non ne vedo/Sweet Pea" che trovate sul mio profilo. Buona lettura
