I non morti vagano nella nebbia, la piaga della morte appesta Londra.
Davanti al museo di storia un cadavere graffia il pesante cancello metallico, l'occhio gli schiuma dall'orbita e le membra sono asciutte tocca il metallo per poi voltarsi: la scia del suo sangue verde schizza su una colonna portante dell'edificio e la testa marcia rotola verso altri due non-morti che imprecando e lamentandosi si avvicinano con le braccia protese verso il cavaliere mutilatore.
Un'altro fendente del cavaliere porta via un braccio al non-morto più vicino e un'affondo sbilancia il secondo: i non-morti divenuti più aggressivi si rialzano ma Sir Daniel ruotando il suo busto cadaverico sprigiona una forza mistica che divide in due nemici schiumando sangue verde che zampilla dappertutto sparpagliando interiora.Il cavaliere di Londra si avvicina vincitore al cancello del museo do storia inacessibile dall'esterno.
La fontana di pietra zampilla l'acqua. Le strade labirintiche sono consumate dalla nebbia."Dalla cupola vetrata del museo di storia ho visto un bagliore di luce. Se spacco la vetrata sono dentro" pensa Sir Daniel Fortesque mentre pulisce il sangue dalla spada.
Lo scheletro aggira furtivo l'edificio arrivando ad un vicolo: la strada termina con una lunga parete in mattoni, lo scheletro osserva:" Strada senza uscita. Alcuni mattoni sporgono per tutta la parete, fino ad arrivare al tetto però.."
Come un ragno anoressico il cavaliere si muove sulla parete sinuoso.
Arrivato sul tetto, Dan osserva la città: nitida, i tetti ora visibili erano intaccati dalla nebbia e dai cadaveri.
La notte era arrivata, alcune luci brillano e da molti camini fuoriescano fumi neri.
"I vivi?" Pensa lo scheletro.
Da una torre nella città una luce verde scaturisce dalle crepe. Dan la osserva: "Lord Palethron è laggiù e mi sta aspettando. Non voglio stare a guardare".
La cupola vetrata intatta si infrange d'un tratto in mille pezzi quando Sir Daniel mena un fendente della propria spada. Rinfoderata la spada Dan balza nel vuoto: la terra era cosparsa di vetri costringendo Sir Daniel a scuotersi la polvere dalle ossa e una scheggia di vetro gli si è conficcata nella cavità nasale. Dan la toglie e un pezzo del suo cranio cade a terra; scuote la testa e pensa: " Povere le mie vecchie ossa."La sala buia echeggia di rumori. Dan si rialza e si guarda intorno in guardia:"Non sono solo" pensa Sir Daniel sguainando la lama.
Il calice dentro la sua gabbia toracica freme e fiammelle di fuoco fatuo emergono dal suo interno tingendo la sala del colore viola e del rosso.
La stanza è decorata dai bassorilievi scolpiti, simboli, uomini che lavorano, scarabei, aquile e soli sono incisi sui muri.
i Sarcofagi rossi e violacei sono esposti alle pareti, al loro interno emergono ululati e colpi assordanti: il cavaliere scheletrico si mette in guardia, un sarcofago si frantuma e da una crepa spunta una zampa artigliata e fasciata; contemporaneamente un muso ne rompe un'altro mostrando i canini e la bava verdastra.
Sir Daniel lo capisce:presto sarà accerchiato.Il cavaliere si guarda intorno: davanti, vede un entrata murata decorata con incisioni che rappresentano simboli egiziani: "la possibile riproduzione dell'entrata agli scavi egiziani" pensa.
Dan intuisce che la sua missione continua al di là di quella porta della tomba, esposta per un motivo solo: far entrarci i visitatori, chi l'ha costruita voleva che il pubblico vi entrasse, non è sbarrata.
Il tempo è scaduto, i segugi egiziani fuoriescono rompendo e graffiando tutto: Hanno copri capi dorati e indossano collane di ghisa con scarabei scolpiti, il loro corpo è simile a quello dell'uomo pur avendo la testa di sciacalli; le bende che avvolgono gran parte del fisico sono incollate alla pelle marcia, una fila di zanne spunta dalle pieghe lessate delle loro facce canine e gli occhi sono verdi.
Sir Daniel è accerchiato dalle bestie messe in guardia e gli vanno addosso, una di queste lo morde sulla gamba, l'altra lo graffia sul teschio, uno dei segugi spettrali rotea su se stesso e abbaia, un'altro lo segue saltando.Il tutto illuminato dal bagliore di fuochi fatui.
Per lo meno il cavaliere non sente dolore, percepisce lentamente un affievolirsi di forze e rimedia: alza il braccio tra la morsa dentata, lo avvicina a sé e con forza lo scatta fino a sradicarlo: il braccio con il segugio schizza contro la parete, il segugio batte così la testa.
Sir Daniel poi alza la schiena per poi sbatterla a terra e con il contraccolpo stacca la testa tra le fauci della bestia dal proprio dal collo e si tira su armato.
Il suo corpo privo di un braccio e testa ora è eretto e mena un fendente caricato addosso al ventre di una delle bestie, il ventre del cane sbudellato vomita marciume verdastro e olezzo, la testa di Dan tra i denti del cane guarda la scena e pensa "non ho il naso, non ho il naso menomale".
Dal ventre della bestia una sfera di ghisa illumina la stanza di un verde vivace così tutti i presenti.
L'esplosione travolge il cavaliere e i cani. Tutte le ossa sparse dei cadaveri decorano il pavimento. Dan sopravvissuto alza il suo corpo e raccoglie braccio e cranio.
Sir Daniel entra nella "piramide" e si fionda nel buio. Il fuoco fatuo provvede a illuminare intorno, la fiamma precede il cavaliere mostrandogli la pista da seguire.
Il corridoio scendeva geometricamente, le pareti di pietra avevano incisi simboli. "Cerca lo stesso insieme di simboli che hai visto dal professore" si ripete tra sè.
Da una fessura un ragno verde spunta reggendo qualcosa tra i denti, un'altro ragno verde spunta dal sottosuolo con un panno oleoso.
"Non siete ragni" afferma Fortesque.
I ragni unendosi fanno appicare una fiammella e umo di loro raccoglie il tutto e si arrampica sul muro fino a toccare una torcia avvampando una fiammella: Il corridoio si illumina.
"Sono le mani di Palethron, sono qui per aiutarmi o spiarmi? Sa tutto. O forse si aspetta qualcosa da me. Il professore, Lord Palethron, Winston. E Dan? Chi ci pensa a me? Starò ad entrambi i giochi" pensa il cavaliere provato.
Sir Daniel afferra la torcia e prosegue sempre più in profondità tra le statue, sepolcri e incisioni e infine una grossa sala.
Nella sala si ergevano tre enormi statue: una era un uomo mezzo-falco, una è un uomo mezzo-cane e l'altra un uomo dalle fattezze di uno sciacallo. Tutte e tre le statue sembrano sorreggere qualcosa tra le proprie mani eppure nessuno ha realmente qualcosa in mano.
Sir Daniel trova così la piattaforma sul muro. Gli stessi simboli della diapositiva del professore sulla parete.
Dan nota che da un simbolo fuoriesce della sabbia. La pozzetta sul pavimento di sabbia si era formata col tempo.
Le mani cadaveriche verdi ferme sembravano attendere la prossima mossa e fissano il cavaliere sebbene non avessero la testa.
Dan tocca con la mano scheletrica il simbolo e capisce che può estrarlo, così lo fa.
Lacsabbia fuori esce da alcuni punti, un meccanismo la fa scendere e la puattaforma si attiva salendo. Non era la ricostruzione ma la parete stessa portata via dagli scavi egizi originali.
Dalla fessura tre oggetti erano conservati : un libro, una reliquia e uno scettro. Daniel pensa che le tre statue abbiano bisogno di riavere qualcosa e inserisce le tre reliquie tra le mani di pgno statua.
La stanza era sistemata in modo che le tre statue vegliassero su un punto: il cerchio di pietra.
I tre oggetti brillano e proiettano una luce su tre specchi della piattaforma circolare in pietra, dalle fessure sgorga un liquido metallico che circola nei solchi fino ad entrarci dentro.La struttura sepolcrale egizia era stata portata dall'Egitto fino Londra.
La sabbia fuoriesce e le pietre si abbassano.
Dalla fessura si alza un piedistallo e su un piedistallo emerge una bara dorata e incisa.
Dan sente il calice fremere, il fuoco fatuo lo attraversa. Nella bara una scossa verde fuori esce pian piano si apre: dall'ombra una mano azzurra, cadaverica si fa largo ben conservata e muove il gelido metallo della porta lentamente, duro per il passare del tempo.
Il suo volto era decorato dagli occhi verdi, il corpo prominente, fasciato e decorato da gioielli preziosi. Un viso giovanile e un taglio a caschetto nero emerge dalla tomba.
"Una ragazza" pensa Dan.
Sir Daniel si avvicina attratto dalla sua presenza di fuochi intorno a lei.
Lei sguaina un coltello probabilmente donato al momento della sepoltura e minaccia in una lingua morta e incompresibile.
La ragazza mummia si è mossa troppo: il sonno la priva delle forze e si abbandona alla stanchezza.
Il cavaliere agisce e scatta per trattenerla.
Le mani cadaveriche senza busto scompaiono.
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Medievil 2
HorrorLondra 1886. Lord Palethron è un potente signore di Kensington. Ciò nonostante sente che la sua influenza a Londra è marginale. Un giorno si imbatte in un mago e scopre la magia nera, diventa il migliore allievo del circolo dei maghi. Tuttavia l'amb...