Un morto non affoga

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Il cancello aperto inquadra la strada al cortile dell'osservatorio, su di esso qualcuno aveva saldato sopra l'insegna in metallo con incis o sopra : Osservatorio di Greenwich.

Winston evapora per rendirsi invisibile e incomincia a pattugliare la zona.
Sir Daniel sguaina il martello; il fabbro Sam tira fuori dalla cintura un coltello: < Qualcosa non va, Cavaliere? >
Sir Daniel ondeggia il cranio: < Non morti, li sento>.
Il cavaliere straccione tira fuori il calice dorato dalla gabbia toracica e attende.
La fiamma fatua balena dalla coppa dorata e schizza lasciando dietro di se una scia rossa che tracciava la pista da seguire.
In lontananza un grande edificio si ergeva e da un'apertura fuoriusciva un gigantesco macroscopio.
Il porto costeggiava l'osservatorio e i suoi edifici. Il grande parco faceva accedere agli edifici che fiancheggiavano l'osservatorio.

La scia portava al grande osservatorio.
" Il calice indica di andare la. Qualcosa ha una grande potenza magica." Pensa Sir Daniel.
Dan invita il fabbro Sam a seguirlo e assieme attraversano la nebbia del parco.
Silenzio: nessun suono salvo i passi dei due.
Il fabbro Sam iniziò è affaticato e rallenta.
Sir Daniel scompare nella nebbia.
Il fabbro avanza ancora, dietro la sagoma di Sir Daniel.. per ritrovralo senza testa.
< Cavaliere! > grida il fabbro Sam.
Il corpo senza testa di Dan si volta e mostra il dito indice in segno di silenzio ma è troppo tardi: dalla terra scoppiano le zolle ed emergono quattro non morti in cerca di rissa.
Il fabbro punta il martello di Dan contro un marinaio non morto e questo lo afferra per il manico sbavando.
Dan ondeggia il corpo in cerca di qualcosa poi dopo essersi sdradicato un braccio lo martella sul viso di un non morto facendogli perdere la testa. che rotola lontano.
Gli altri due non morti lentamente si avvicinarono al fabbro Sam rimanendo a spingere il non morto a terra con tutta la sua forza; il non morto per terra si dimena.Sam lo atterra facendogli battere la testa su una roccia per poi lanciare il martello contro i due zombi che esplodono in un botto di lerciume.
Il combattimento era finito.
Sir Daniel o ciò che restava di lui percepisce grazie all'essenza fatua del calice, che materializza l'immagine intorno al corpo dello scheletro, la presenza del fabbro e gli porge una mano in cerca del suomartello.
Sam e Dan raggiungono gli edifici e furtivamente arrivarono al porto.
Là si accovaccianpo dietro una cassa di rifornimenti.
Le tenebre dimoravano nel mare e le barche erano a riva legate o distrutte.
Nell'aria la morte era presente ma la cosa più inquietante fu l'arrivo di una strana creatura tentacolosa e minuta:
un aracnoide dalla testa pulsante, gli occhi da seppia e la bocca dentata. La disgustosa creatura s'impadronì di un cadavaere a terra, divorandone la testa e sostituendola con il suo corpo tentacolare.
Sam si girò verso il corpo senza testa: < Sir Daniel riesci a sentirmi? >

Molto più a nord l'osservatorio può essere visto da Dan. Lo scheletro lo poteva vedere: l'edificio avvicinarsi ma dall'alto dei cieli, fuori la nebbia grazie all'aquila che lo aveva afferrato.

Il cranio di Dan era stato sradicato dal proprio corpo per colpa da un'aquila.
Il volatile vola sbattendo le ali.
L'unico occhio di Dan osserva tutta Greenwhich:
Città e mare, un centro marinaresco dalle strade infestate dai non morti.
Almeno Dan aveva la possibilità di evitare tutti questi nemici e salvare il fabbro ma sentiva che il peggio stava per arrivare.
Il volatile entra sbattendo il vetro di una finestra da un'apertura dell'imponente edificio, si appollaia sul nido sporgente e attese.
La finestrona si aprì e spuntò qualcuno che Dan non desiderava più vedere: Mister Mander che lo accolse ghignando: < Ben trovato Sir Fortesque, ottimo lavoro mio caro amico pennuto, tieni il tuo grosso topo. >
Mister Mander tirò fuori un topo spaventato e tremolante, l'Aquila divorò il crosso mammifero.

L'uomo serpente raccolse la testa di Dan: < Vieni Ser Fortesque. Lord Palethron ti attende>.

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