La scerbatura di folletti

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" Ridere non ha mai ucciso nessuno
Benvenuti al Freak - show ", la frase è stampata nel manifesto inchiodato sull'albero marcito del bosco: un manifesto sgualcito, colorato e stampato frettolosamente
Sir Daniel immerso nella vegetazione legge il manifesto e prosegue il suo cammino verso il circo.

Il ciottolato della via proseguiva lungo la strada principale che oltrepassava la foresta dove SirDaniel stava vagando da ore, il Freak - show era situato più avanti, superato la cresta del monte.
Il circo era illuminato e vasto: la struttura era circondata dall'acqua degli stagni confinanti. Dall'unico monte vicino, Sir Daniel poteva vedere l'intero Freak-Show recintato di legno su tutto il perimetro dell'isola emersa sul quale poggiava. Sir Daniel vede da cosa è formato il  Freak - show: tende, carri sparsi nel cortile interno, l'immenso tendone che fuoriesce dalla roccaforte in legno.

Quella roccaforte era un'isola in mezzo al pantano esteso.
L'unica via per arrivare all'Osservatorio era Il Freak-show e Dan avrebbe dovuto passare tra quelle attrazioni e pericoli sotto l'occhio vigile dei misteriosi folletti.
Mentre lo scheletro passa allo scoperto discendendo il monte, avverte la sua veste da nobile servitore stracciarsi.
Dan afferra la pezza e pensa: "Eh no, devo cambiarmi".
Mentre strappa la sua manica Sir Daniel si ferma ad osservare nascosto due ragazzini accostati all'ingresso del Freak - show e leggere la grande insegna luminosa.
"Ci sono viventi!" pensa Dan.
Gli umani non si vedevano spesso e per Dan questo era fonte di entusiasmo: Il cavaliere se avesse avuto la mascella avrebbe sorriso ma si limita a battere le mani ossute.
I due ragazzi bussano al cancello di legno e la porta si apre seguiti dai due che entrano senza essere fermati o apparentemente accolti da qualcuno.
Sir Daniel fuoriesce dal suo nascondiglio e  viene sorpreso dal fischio del fuoco d'artificio che salendo in cielo scoppi colorato dando forma a  forme bizzarre: Dan rievoca nella sua mente la battaglia con Zarok nei sotteranei della tana del mago per alcuni attimi anche se nel suo cranio secolare sembra che il tempo non passi mai.

Le forme scoppiettanti portano Dan a ripercorrere il ricordo di battaglia passata:
Zarok ha appena mutato le sue sembianza con la magia nera in quella di un drago strisciante: il suo corpo sorretto da quattro imponenti zampe avanza veloce verso il cavaliere roteando la lunga coda mentre il suo terrificante volto da mago ingigantito spalanca le fauci.

Dan riprende coscienza e si picchia il cranio.

Il cavaliere arrivato alla lunga porta di legno bussa tre volte: il cancello aprendosi appiattisce l'erbetta germogliante a terra mostrando una cabina costruita di fretta e furia.
Dan sospira: <  Opera dei folletti, suppongo. >
La cabina aveva al lato sinistro un bancone dove era posta la cassa, un campanello e alcune carte. Dal bancone si fa strada un ometto ceco e baffuto che guarda il cavaliere scheletrico straccione e aggiunge: < Benvenuto al Freak -show, terra dei Freaks, nostri padroni e del divertimento. L'ingresso è gratuito ma per lo spettacolo dovete sborsare un pò di argento. Ne avete con voi? Noo? Beh godetevi allora il soggiorno all'interno della fortezza, al riparo dai non-morti. Siate prudente ai forestieri è spesso gratuito oltre che l'ingresso: l'imbroglio.>
Sir Daniel pensa a ciò che dice l'ometto cieco e realizza che non tutti all'interno del Freak - show potrebbero essere altrettanti cechi e che in effetti era la prima volta che passava di là.
Il cavaliere sbirciando da oltre la porta successiva,quella che da la facciata al cortile interno, nota che tra la folla di umani a passeggio non vi era un cadavere.
Presto Sir Daniel si guarda intorno e trova diversi appendi abiti con cappotti appesi e un corridoio con vivolo cieco. Tra i cappotti, ombrelli e cappelli mai più ripresi da chi metteva piedi nel Freak - show c'era in fondo al corridoio un baule.
Dan guarda l'ometto e pensa: " È cieco ma anche sordo?" Daniel silenzioso sguscia tra i cappotti e si avvicina verso il baule e appoggia le sue mani scheletriche sul coperchio e afferma: "chiusa".
Ad un tratto Dan avverte lo zampettare di qualcosa sul bancone dell'ometto per poi battere sul legno: è la mano verdastra senza braccio animata dalla magia nera di Palethron che gesticola al signore addetto alla cassa e l'ometto le fa: < Signor Minelli, prego la sua chiave, ecco il baule è in fondo al corridoio dopo i cappotti.>
La chiave di bronzo battuto era opera del fabbro del Freak - Show, celato al pubblico ma attivo.
Dan dilata la pupilla del suo unico occhio e osserva la mano avvicinarsi offrirgli la chiave e la prende: " Palethron, vede tutto. Non sono tornato da lui. E comunque mi aiuta, cosa spera di ottenere?"
Dan inserisce la chiave e dentro al baule trova una calzamaglia colorata gialla e arancione da acrobata, una maschera da elefante e una tessera.

Sir Daniel, il campione di Gallowmere ora è vestito come un membro del circo del Freak - show.

Nel cortile ci sono molti umani che si riforniscono al bando dei dolci spendono i propri soldi per comperare al mercato da mangiare; un cane rincorre un bambino tra la folla, ci sono musica, banchi e negozi sparsi a giro.
Il Freak-show è una fortezza in tutto il suo splendore: una fortezza recintata con i suoi mercati, casette, tende e pure il circo.
Un posto al riparo della piaga dei non- morti.
Eppure alla base della vita presso il circo, la spietatezza dei folletti ancora non visti dal campione di Gallowmere travestito è nell'aria, non vista ma percepita grazie al calice nascosto nella gabbia toracica di Sir Daniel.
Dan sa che le creature della magia nera sono al servizio di un bene incomprensibile all'uomo per cui se qualcuno volesse sapere perché i folletti aiutano dei sopravvissuti a vivere nel proprio dominio è meglio tenersi la voglia per sé.

Sir Daniel gira in mezzo alla baraonda, assalito dalla curiosità e dalla trombetta di un giocoliere.
Il più grasso della squadra di acrobati si avvicina a Dan e gli propone una sfida da compiere col suo martello, Dan rifiuta e prosegue tra la folla. Il giocoliere di prima è ancora dietro di lui su una palla rimbalzina saltellandogli davanti: < Dove vai? Presto, il numero! Non ricordi? Dobbiamo provare altrimenti i folletti si arrabbieranno e stasera non mangierai.. >
"Non morirò di fame per ciò meglio dargli retta per non dare nell'occhio" pensa il cavaliere travestito da acrobata.

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