Chapter Ten.

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Un freddo pungente mi colpisce in pieno petto quando, aprendo gli occhi, mi accorgo di essere solo nel letto. Allungo una mano sul materasso sperando di sentire sotto ai polpastrelli la familiare sensazione della pelle calda di Jungkook a contatto con la mia, ma l'unica cosa che riesco a tastare è il freddo lenzuolo abbandonato. Sbatto ripetutamente le palpebre cercando di mettere a fuoco ciò che mi circonda, ma l'unica fonte di luce proviene debolmente dalla piccola lampada sul comodino. Poi lo vedo. Seduto sul davanzale con la testa china e i capelli che gli ricadono disordinati davanti al viso, abbozza distrattamente qualche schizzo su un blocco da disegno. Mi ritrovo a studiare il suo profilo illuminato dalla luce della luna mischiata a quella calda dell'abat-jour. Le ciglia scure proiettano ombre sui suoi zigomi, le sopracciglia aggrottate in un'espressione concentrata e le labbra arricciate in una smorfia. Ho sempre amato osservare il modo in cui si perde in un mondo tutto suo quando disegna, estraniandosi da tutto ciò che lo circonda. Ricordo ancora i pomeriggi a casa di Taehyung, quando passavamo ore e ore a studiare mentre Jungkook semplicemente disegnava in silenzio, rendendo ogni suo quaderno una piccola opera d'arte.

«Jungkook» lo chiamo, la voce ancora impastata per la dormita. «Cosa fai sveglio? Torna qua, fa freddo.»

Appena i suoi occhi incontrano i miei, l'espressione tesa di pochi instanti prima viene sostituita da uno splendido e genuino sorriso che mi scalda il cuore.

«Non riuscivo a dormire.» alza le spalle e con uno scatto chiude il blocco per poi balzare giù dalla finestra e avviarsi verso il letto.

Appena si stende nuovamente accanto a me, mi stringo tra le sue braccia appoggiando la testa sul suo petto.

«Potevi svegliarmi, Kookie. Che ore sono?» borbotto, dandogli un leggero pugno contro il fianco.

Ridacchia teneramente mentre con le dita inizia a tracciare linee immaginarie sulla mia schiena, lungo tutta la spina dorsale.

«Hm, le quattro e mezza» mormora spostando alcune ciocche dalla mia fronte per baciarla. «Eri così bello mentre dormivi che ho preferito disegnarti.»

Le mie guance si tingono istantaneamente di rosso portandomi a nascondere il viso nell'incavo del suo collo. Sono un disastro. Mi bastano due paroline dolci e mi sciolgo come neve al sole.

«Stupido» mi imbroncio, arricciando le labbra.

Blocca il mio mento tra il suo dito indice e il pollice portando il mio viso alla sua altezza. Nei suoi occhi vedo riflessi i miei e il mio cuore smette di battere solo per riprendere più veloce di prima quando posa delicatamente le sue labbra rosee sulle mie. È un bacio dolce e vorrei non finisse mai.

«Non mettere il broncio, piccolo. Altrimenti mi viene voglia di baciarti.»

Alzo gli occhi al cielo per nascondere la sorpresa che il nuovo soprannome mi ha provocato. Sono sicuro che possa sentire il cuore martellarmi nel petto, a contatto con il suo.

«Cosa ti turba, Jungkook?» gli chiedo spezzando il silenzio. Lo vedo titubare, così accarezzo dolcemente una sua guancia, incoraggiandolo con lo sguardo a parlare. «Puoi dirmi tutto, lo sai.»

Si prende qualche istante per riflettere, limitandosi a osservarmi.

«È stato bello questa sera» dice infine, spostando la mia mano solo per portarla alla sua bocca e baciarla. «Non mi sentivo così bene da tanto tempo. I tuoi amici sembrano brave persone e avere mia figlia circondata da così tanto affetto mi ha fatto venire voglia di farlo diventare la nostra quotidianità.» sospira infine, aprendomi la sua mente.

Per qualche ragione mi ritrovo a sorridere a me stesso ad immaginare altre serate come quella appena passata. Non ho bisogno di altro se ho i miei amici, Taehyung e Jungkook.

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