- Heinrich, sei sicuro di voler imbarcati in quest'avventura? L'uomo, seduto sulla poltrona, ha in mano una tazza da cui esce del fumo che emana un aromatico profumo, ma i biscottini sul tavolino sembrano squisiti. Il vantaggio di essere una mosca? Puoi ascoltare tutte le conversazioni degli umani e il loro cibo è molto buono. Bzzzz... mmm... mi piace lo zucchero del biscottino, ma la mano antipatica dell'altro uomo mi caccia via. - Sì Friedrich, ho deciso e ti dico di più, il viceconsole britannico, Frank Calvert, proprietario dei terreni; dopo un'attenta ricerca pensa di aver individuato le rovine della città di Troia. Continuo a svolazzare aspettando che si distraggono e possa tornare a gustare il biscotto, mi appoggio su un libro. La scritta ha un colore sgargiante e attira la mia attenzione, comincio a camminarci sopra, ma Heinrich prende il libro e lo porge all'amico; volo e mi appoggio sulla sua spalla. - Nell'Iliade c'è la risposta di dove si trova Troia, il sito è presso la collina di Hissarlik e da lì che inizieremo le ricerche. - Ma Heinrich, tu insegui una fantasia! Friedrich poggia la tazza sul tavolino, si alza dalla poltrona e prende il libro dalle mani dell'amico. Ora sono uno di fronte all'altro e approfitto per appoggiarmi al bordo della tazza e bevo le goccioline del tè. - Friedrich, mio padre mi leggeva i versi dei poemi omerici e mi narrava le gesta degli eroi greci e dei principi troiani. Fin da piccolo coltivo il desiderio di ritrovare la mitica Troia. Voglio dimostrare che gli studiosi si sbagliano e la città è reale e si trova sullo stretto dei Dardanelli. L'uomo rimane in silenzio, guarda l'amico e ammira l'ardore con cui afferma la sua idea. Anch'io smetto di zampettare sulla tazza di tè e li osservo. Friedrich mette una mano sulla spalla di Heinrich. - Allora non posso fare altro che augurarti buon viaggio e che tu possa realizzare il tuo sogno. - Grazie, partirò domani mattina, ti ho invitato per salutarti, - si stringono la mano ed escono dalla stanza.
Bzzzz... bzzzz...
volo in giro per casa in cerca di una finestra aperta per uscire, ma la mia attenzione è attirata da un profumo di bucato! Mi appoggio e comincio ad esplorare, sento dei passi avvicinarsi e mi nascondo tra le camicie e poi un colpo secco e il buio, e ora che faccio?
Mi sento sballottata, non so quanto tempo sia passato da quando sono rimasta intrappolata in questa valigia e poi finalmente la luce e bzzzz... bzzz... esco fuori, ho tanta fame e volo per la stanza in cerca di qualcosa che possa sfamarmi. Oh! Guarda chi si vede! Heinrich è impegnato a guardare qualcosa sul tavolo, mi appoggio e cammino sulle linee disegnate. - Vedi cara, stiamo scavando qui, - indica con l'indice un punto sulla mappa e la donna si avvicina e guarda, - qui c'è la cinta muraria. - Dunque le ricerche fatte da te e da Mr. Calvert e il vostro fitto scambio di posta ha dato i suoi frutti. - dice lei. L'uomo piega la mappa e risponde alla donna: - Ebbene sì e sono sicuro che siamo vicini a scoprire qualcosa di importante. Mi appoggio alla camicia di lei e i due si dirigono verso la cinta muraria, c'è un leggero vento e fa caldo. Un uomo gli viene incontro, ha in mano un fazzoletto e si asciuga la faccia e la testa, è molto agitato. Si avvicina ad Heinrich e gli dice qualcosa all'orecchio. Il viso dell'uomo sembra illuminarsi alle sue parole. Fa un cenno alla donna che si avvicina. - È sicuro di quello che mi sta dicendo? - Mr. Schliemann sono certo di ciò che sto affermando! - Allora dobbiamo mandare via gli scavatori e continuare da soli, lei è d'accordo con me? Sophia vuoi esserci d'aiuto? I due annuiscono. I due uomini si avviano verso il punto dove gli escavatori sono impegnati nella ricerca. Sophia si ferma e ammira il panorama, dalla collina si vede il mare e una leggera piacevole brezza arriva dal golfo. Spinge lo sguardo un po' più in là e immagina l'imponente cinta muraria della città e i ricchi palazzi dei troiani. Il marito le ha raccontato le leggende omeriche e ormai Troia è per lei un luogo familiare. - Sophia, vieni, Heinrich la chiama e lei lo raggiunge a passo veloce e allora io prendo il volo e l'anticipo. Mi appoggio su un sasso e ho una visione completa della situazione. Heinrich le mostra un fosso alla base della cinta muraria. - Dobbiamo finire il lavoro degli scavatori, - le dice e a Mr Jones: - Mi fido di lei e nella sua completa riservatezza. - Il viceconsole Calvert mi ha messo al corrente di ogni cosa. - Risponde lui. Cominciano a scavare e io a ronzare intorno a loro e improvvisamente Heinrich si ferma e la pala urta qualcosa perché fa un rumore sordo. - Ci siamo! - Esclama, - Mr. Jones mi aiuti. Schliemann si cala nel fosso e comincia a scavare e lo seguo. - C'è qualcosa, mi lanci una corda. - urla all'uomo. Vedo la corda arrivare e lui l'avvolge intorno a quello che mi sembra un recipiente. Bzzzz... bzzzz... li anticipo e aspetto che mettano il recipiente sul terreno, poi Sophia insieme ai due uomini cominciano a rimuovere il resto del terreno che lo ricopre. - È rame? - chiede lei al marito. - Sì, rimuoviamo il coperchio. Heinrich guarda all'interno del recipiente. - Guardate! - Esclama e mostra dei gioielli. Ronzo intorno a loro e poi entro nel recipiente, ci sono collane, bracciali, diademi; una quantità enorme di oggetti. Sento un rumore e ops! Chiudono il coperchio e rimango di nuovo intrappolata.
Sento un rumore ed ecco di nuovo la luce e scappo fuori. Bzzz... Bzzzz... ronzo per la stanza e vedo sul tavolo dei resti di cibo e mi fiondo su di loro. I Schliemann non fanno caso a me perché impegnati a catalogare una straordinaria quantità di gioielli d'oro. - Sophia, - dice Heinrich, - Presto il mondo saprà che Troia non è una leggenda e che abbiamo trovato il tesoro di re Priamo.
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One Shot scritta per La libreria del Cappellaio Matto.