Emily e Diana

21 3 2
                                    

Non ho mai avuto bisogno di nessuno, ma tu resta.

(Eige)

Evitare.

Sembrava così facile all'inizio pensare di poter evitare la situazione, evitare la questione, raggirarla era la scelta più giusta secondo loro.

E tengo a precisare che questo "loro" coinvolgeva Diana, Matt e David.

Diana cercava di evitare con scaltrezza sia Matt che David, quest'ultimo evitava Diana, ma si ritrovava spesso a trascorrere del tempo con Steinger, il quale evitava la ragazza a sua volta.

Volete sapere gli esiti di queste operazioni di nascondino posti a livelli professionali? si incontravano sempre.

Un saggio un giorno disse che più cerchi di evitare qualcosa, più essa ti si avvicinerà. Per favore, qualcuno dia un oscar a chiunque egli sia.

Fatto sta che tra evitarsi, giocare a nascondino o acchiapparella, giunse il tanto atteso giorno della partenza.

Olivier ci aveva impiegato giorni a cercare di convincere la figlia e alla fine era dovuto ricorrere ai soccorsi, ma ce l'aveva fatta.

Quella mattina del 20 Ottobre, gli alunni della 10 A, della 10 C, della 11 B e della 11 D si ritrovarono in aeroporto ancora mezzi storditi per essersi dovuti svegliare alle 3 del mattino.

Diana parlava tranquillamente con Emily, entrambe sedute al bar dell'aeroporto, dove anche altri studenti cercavano di riprendersi con un caffè.

Emily era una ragazza dai capelli biondi e gli occhi chiari. Le due ragazze si conoscevano da molti anni e insieme a Gloria, si ritrovavano spesso a uscire insieme per andare a fare shopping, per parlare o per un semplice pigiama party.

Azzarderei a dire che le tre si potessero considerare migliori amiche.

-Tu sei troppo stressata girl- esclamò la bionda prendendo un'altro sorso di caffè -senti- disse assumendo un tono di voce dolce -mi dispiace per quello che è successo. Speravo che ti confidassi e io me ne sarei potuta uscire con un "lo sapevo, ma non è importante"- rivelò facendo sorridere la rossa -però mi hai rovinato la scena da film sentimentale e, Didi, non te ne faccio certo una colpa- 

-Come ci siamo finite a parlare di questo- disse ridendo leggermente -smettiamola di parlare di me, come va con quel ragazzo?- le chiese finendo il cappuccino -una meraviglia- disse ironicamente alzando gli occhi al cielo -è palesemente cieco. Lui viene da me, parliamo 3 ore e alla fine mi fa- si fermò assumendo l'espressione giusta -c'è una tipa che mi piace, ma non so come dirglielo- 

Emily aveva quel raro dono di riuscire a far sorridere chiunque e con Diana ci riusciva senza problemi -e tu che gli hai detto?- chiese -gli ho detto, testuali parole "diglielo e glielo avrai detto. Poi se dice di no, vuol dire che non è quella giusta- rispose ovvia -cavolo, non sai quanto io desideri che dica no- 

Le due dopo essersi scambiate un'occhiata, scoppiarono a ridere -e se parlava di te? te lo ha detto indirettamente no?- l'altra scosse la testa rassegnata e sospirò -e poi non mi hai ancora detto chi è- si ricordo la rossa guardando in direzione di un gruppetto di ragazzi poco lontano.

Aveva notato che lo sguardo dell'amica era caduto spesso in quel punto da quando si erano sedute e certamente non era stupida per non saperne la ragione -Noah- disse sospirando rumorosamente -Noah- ripeté Diana squadrando il gruppetto -già- 

La ragazza corrugò la fronte non riuscendo a riconoscerlo, ma non ebbe il tempo di rigirarsi verso l'amica che qualche ragazzo del gruppo, forse sentendosi osservato, si girò nella sua direzione.

ParoleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora