3 anni dopo
Accendo l'MP3 ed inizio a correre. Per strada ci sono poche persone, prevalentemente anziani che vanno a fare la solita passeggiata mattutina. Solo loro ed io ci alziamo alle cinque del mattino per uscire di casa.
Scuoto la testa ed accellero.Schivo qualche anziano che mi dice dietro qualche parola poco carina e raggiungo il parco.
Abitare a dieci minuti dal parco ogni tanto aiuta. È una buona scusa per bruciare un po' di calorie per arrivarci, no?
Appena varco il cancello, noto subito che è già più animato rispetto alla strada, e vi sono anche altre persone che fanno jogging oltre al sottoscritto.
Mi fermo vicino ad una panchina qualche metro dopo, senza fiato.
"Dovresti smetterla di fumare,Justin" urla una voce alle mie spalle. Inizio a ridere e mi volto.
"Le sigarette mi rilassano, dato che ci sono persone come te che mi stressano, Ryan" lui ride e mi raggiunge di corsetta. Ci scambiamo un lieve abbraccio e poi ci sediamo sulla panchina.
"Che cazzo ci fai qui alle cinque e trenta del mattino?" mi domanda lui accendendosi una sigaretta. Scuoto la testa vedendolo. Io fumerò tanto, ma almeno non alle cinque del mattino. È messo peggio di me, lui.
"E tu che cazzo ti fumi una sigaretta alle cinque e trenta del mattino?" domando. Mi alzo ed inizio a fare un po' di stretching, altrimenti a scuola rischio di essere un paletto.
"Ti piacerebbe fosse una sigaretta" ridacchia ed espelle il fumo sotto forma di cerchi perfetti. Devo imparare come si fanno, assolutamente.
"Guarda là" esclama pochi minuti dopo. Mi alzo e mi volto verso di lui.
"Che?" domando.
"Quella lì, ha un culo favoloso" punta il dito verso una donna che sta passando difronte a noi. Scuoto la testa e ritorno ai miei esercizi.
"Avrà trent'anni, Ryan" mormoro.
"A me piacciono quelle più grandi" dice lui ridacchiando.
"Non credo che a lei piacciano le teste di cazzo però" dico per poi scoppiare a ridere sommessamente. È normale farsi ridere da soli?
"Sei un cazzone" sbotta alzandosi. "Sai che ti dico? Che io ci vado a provare" si alza i pantaloni talmente tanto che prendono una piega strana. Rido così tanto che mi devo aggrappare alla panchina per non cadere.
"Sei consapevole del fatto che devi correre per parlarle, vero?" chiedo. Estraggo il cellulare dalla tasca e vedo una chiamata persa di mia madre e due di mio padre. Alzo gli occhi al cielo e lo ripongo nuovamente nella tasca.
"Oh, no. In effetti non ci avevo pensato" dice grattandosi la nuca.
"Ryan, io torno a casa. Ci vediamo a scuola" non aspetto una sua risposta e mi avvio lungo la strada del ritorno.
Quando rientro in casa, i miei genitori sono appostati davanti all'ingresso, pronti a farmi una lavata di capo.
"Dove sei stato, signorino?" domanda con voce gracchiante mia madre, Pattie. Sospiro per calmarmi, prima di dire cose di cui potrei pentirmi.
"Sono andato a correre" rispondo. Cerco di sorpassarli ma mio padre mi blocca il braccio.
"Hai fumato quella roba?" mi chiede duramente, guardandomi freddamente. Lo guardo altrettanto freddamente e strattono il braccio, liberandolo dalla sua presa.
"Era di Ryan" mormoro. Mi avvio lungo le scale, pronto ad andare al riparo in camera mia.
"Giuro su Dio che se vengo a sapere che usi ancora quella roba, ti rinchiudo in una comunità,Justin. Non penso ti convenga" urla lui.
Mi blocco prima di completare l'ultimo scalino, pronto a dare il via ad un altro botta e risposta senza fine.
Mia mamma si ritira in cucina, ben consapevole del fatto che gli "ometti di famiglia" come ci chiama lei, stanno per urlare come dei dannati. Tutti i giorni è la stessa e medesima storia.
"Papà, non mi faccio più da mesi, lo sai" urlo. La mia pazienza ha un limite e mio padre ha valicato questo limite.
"Non ci si può mai fidare di te, Justin" urla lui di rimando "È stata la stessa cosa che hai detto anche la volta precedente, ma poi ci sei ricaduto di nuovo" la sua furia di placa per qualche instante.
"Papà, sai meglio di me che non è semplice" urlo. Se arrivo a scuola con le corde vocali intatte sarà un miracolo.
Mio padre mi guarda con aria schifata e poi scuote la testa.
"Non stiamo parlando di me, Justin. Quando lo capirai?" dice pacatamente, come se avesse paura di farmi scattare.
Lo guardo scuotendo la testa e mi rivolto nuovamente verso le scale.
" 'Fanculo" mormoro prima di chiudermi in camera.
Arrivo a scuola in anticipo per la prima volta. Dopotutto è il primo giorno di scuola. Dovrò pur dar qualcosa da ricordare ai professori per l'intero anno scolastico, no?
Ryan e Chaz mi raggiungono a passo veloce.
" 'Giorno" dicono in coro. Ricambio con un'alzata di testa, per poi sistemare la visiera del cappello all'indietro.
"Oh, guardate le primine" commenta Ryan osservando un gruppo di ragazze poco lontano da noi. Si lecca le labbra e fa l'occhiolino ad alcune di loro, che iniziano a ridacchiare.
Scuoto la testa. "Non hai senso della misura"
Lui ridacchia. "Ce l'ho eccome, il senso della misura" dice maliziosamente. Alzo gli occhi al cielo ed estraggo il cellulare. Ci sono due messaggi di mia madre: nel primo mi dice che questa sera lei e papà non sono a casa e nel secondo dice che domani mattina mi vogliono parlare.
Ripongo il cellulare nella tasca dei pantaloni con più forza del previsto ed i miei amici se ne accorgono.
"Che succede?" domanda Chaz.
"I suoi genitori" afferma Ryan. Annuisco e sbuffo.
"Per cosa ti hanno fatto la ramanzina stavolta?" domanda nuovamente Chaz.
"Per la droga" dice Ryan accendendosi una semplice sigaretta.
"Che cazzo, Ryan" esclama Chaz "sei il suo fottuto avvocato o può rispondere lui?"
Ryan sbuffa e mi passa la parola.
"Hanno sentito l'odore della canna, stamattina" inizio "ed io e mio padre abbiamo litigato perché pensa che sia tornato a farmi".
Ryan e Chaz mi guardando sbalorditi.
"Scusa, è colpa mia" dice Ryan. Butta a terra la sigaretta e la spegne con la punta del piede.
"Mi dispiace,amico" Chaz mi dà una pacca affettuosa sul braccio. "Ora vado da Eve, ci vediamo a pranzo" dice per poi allontanarsi.
Eve è la ragazza di Chaz da qualche settimana, e lui sembra esserne perdutamente innamorato.
Io e Ryan preferiamo mantenere rapporti abbastanza superficiali, beh, dipende quanto superficiali.
Un gruppetto di cinque ragazze si sta avvicinando alla porta d'entrata e Ryan fa qualche passo in avanti per osservare chi sono.
"Non le riconosco" dice "ma ad occhio e croce hanno la nostra età. Sono molto abbordabili".
Sospiro e faccio un sospiro liberatorio.
Suona la campanella e le persone iniziano ad entrare.
"Iniziano i giochi" mormoro.
Intanto, il gruppetto delle ragazze si avvicina sempre di più, e quando i miei occhi incontrano quelli grandi e marroni di una delle ragazze, il mio mondo si ferma. Lei rallenta il passo e continua a guardarmi a bocca aperta.
Le mie labbra formano una linea dura e la mia mascella si contrae.
Le sue amiche la spingono verso l'interno ed il nostro contatto finisce.
"Amico, ma lei era-" comincia Ryan.
"Sì, era lei" dico per poi avviarmi all'interno della struttura senza aspettare il mio amico.
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I would || Justin Bieber
Fiksi Penggemar"Piccola, sono qui per restare. Non ti tradirei mai" dico, lasciandole poi un bacio sulla nuca. "Ti conviene, altrimenti ti lascio" scherza Baylee, ma non riesco a fare a meno di irrigidire. Si accorge della mia reazione e mi posa le sue mani sull...
