Il compito (pt1.)

437 31 2
                                        

Eravamo coricati nel letto, abbracciati
Avevo il volto nell'incavo del suo collo e respiravo il suo dolce profumo.
Dalle tende trapassavano alcuni saggi di sole che illuminavano leggermente la stanza.

Venimmo svegliati da un forte bussare alla porta, mi girai verso la sveglia e segnava le 06:21 quindi era impossibile fossimo in ritardo per le lezioni... quindi chi poteva essere a quest'ora?

Eravamo ancora nudi perciò mi alzai e indossai la mia camicia da notte blu, infilai le pantofole e mi avvicinai alla porta

La aprii e trovai l'ultima persona che desideravo vedere:
Cinque
Socchiusi la porta lasciando solo uno spiraglio in modo tale da non far vedere Marcus che dormiva nel letto per di più in post-sesso

-che vuoi cinque ?-
-ti ricordo che è anche camera mia, fammi entrare- disse
-non posso... diciamo che è una situazione complicata e c'è tutto in disordine-
Spinse la porta con tutta la forza che aveva in corpo, riuscendo ad entrare nella stanza.
Si avvicinò al letto per vedere chi fosse la persona li distesa
-Marcus? Seriamente te lo sei scopato nel nostro letto?-
-dove avrei dovuto farlo? Per terra? - risposi ridendo

Marcus si svegliò e, vedendo Cinque che urlava, si alzò avvolgendosi il lenzuolo alla vita in modo da coprire il suo corpo

-senti qual è il problema?- chiese Marcus
Di sicuro questa era l'ultima domanda da fare... conoscendo cinque sarebbe scoppiato un casino
-Come scusa? Tu sei nel letto della mia ex e te la sei pure scopata?! E mi chiedi che problema c'è?- disse cinque alzando la voce è avvicinandosi a Marcus che nel frattempo si era andato a mettere i pantaloni

Marcus si voltò e iniziò a guardare Cinque con sguardo di sfida
Cinque strinse i pugni e Marcus aveva le nocche bianche dalla rabbia
Vidi Cinque cercare di sferrare un pugno nel volto di Marcus che però riuscì ad afferrargli la mano in tempo

Iniziarono a picchiarsi, io stavo urlando di smetterla ma sembravano non sentirmi, ero invisibile alle loro orecchie

Marcus era sopra a Cinque e lo stava massacrando di botte
-Basta!- urlai
Si voltarono a guardarmi
-Cinque, va via. Esci di qui! Oggi chiederò un'altra stanza, ma ora vattene- dissi con tutta la voce che avevo in corpo
Si alzò e uscì dalla camera

C'era Marcus seduto nel letto, aveva il volto sporco di sangue e il naso con un taglio... il suo petto, come le sue mani, era sporco del sangue di Cinque

Io avevo il fiatone, stavo andando in iper ventilazione, avevo gli occhi lucidi e gonfi, le lacrime mi rigavano il volto e la mia pelle era diventata pallida

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Io avevo il fiatone, stavo andando in iper ventilazione, avevo gli occhi lucidi e gonfi, le lacrime mi rigavano il volto e la mia pelle era diventata pallida... lo sguardo spento e le labbra socchiuse

Mi voltai a guardare Marcus che aveva lo sguardo basso, sapeva di aver sbagliato ad aggredirlo così pesantemente e sapeva che mi dava fastidio vedere due persone a cui tengo picchiarsi...

La vita magicaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora