Wooyoung e Hongjoong avevano appena finito di divorare la loro pizza, cercando di rubare le ultime patatine a Yunho e Mingi, che invece di mangiare avevano chiacchierato per tutto il tempo.
«Dai, muovetevi! Devo andare a comprare la felpa che ho visto prima!» Hongjoong era impaziente, non ce la faceva più a guardare quei due mentre flirtavano, e Wooyoung sembrava troppo concentrato sulle patatine.
«Vieni con me, Woo, lasciamo questi due da soli.» si alzò, prendendo per il polso l'altro, trascinandolo nel negozio d'abbigliamento.
Andò dritto verso il reparto che gli interessava, deciso a prendere quella felpa.
Ne prese una di una taglia più grande della sua, perché gli piacevano le felpe enormi, erano comode.
Wooyoung, intanto aveva preso dei pantaloni neri, ed era pronto a provarli, quindi i due si avviarono verso i camerini, per poi entrare in uno di questi.
Iniziarono a spogliarsi, non avendo problemi a farlo l'uno davanti all'altro. Erano praticamente come fratelli quei due, non si vergognavano di queste cose.
Hongjoong notò però che la felpa fosse ancora troppo piccola, la voleva più larga, perciò avvisò l'amico, ed uscì dal camerino.
Dopo aver preso la felpa della taglia giusta, tornò nei camerini, troppo impegnato ad osservare ancora la felpa, per prestare attenzione a ciò che faceva.
«Wooyoung, hai provato i pantaloni-» si fermò immediatamente non appena si rese conto di aver sbagliato camerino, e che quello non era di certo Wooyoung.
Si era ritrovato davanti un dio greco in mutande, che lo fissava a dir poco imbarazzato e sconvolto.
Mai più imbarazzato di Hongjoong, però, che in un attimo era diventato un peperone, ed era rimasto a fissarlo a bocca aperta, senza dire una parola, fin quando non si rese conto di ciò che stava succedendo.
«Oddio- s-scusa, non volevo!» si era coperto gli occhi con la felpa che aveva tra le mani, come farebbe un bambino, e aveva borbottato molto velocemente quelle che sembravano delle scuse.
Il ragazzo, vedendo una scena così, sorrise, nonostante fossero entrambi molto imbarazzati. Ma tranquillizzò Hongjoong, che non gli diede neanche il tempo di dire altro, che era già fuori dal camerino.
Nella sua testa si stava insultando in tutte le lingue del mondo, ripensando alla grandissima figura di merda che aveva appena fatto, e che sicuramente si sarebbe ricordato per sempre.
«Joong, dov'eri finito? Ti vuoi muovere? Non voglio rimanere tutta la sera in questo negozio!» Wooyoung gli si era avvicinato, dopo che il ragazzo era rimasto a fissare imbambolato la felpa che aveva ancora tra le mani, per un paio di minuti.
«Che hai? Sembra che tu abbia appena visto un fantasma. Hai corso? Sei tutto-» l'interrogatorio del biondo venne bloccato dal blu.
«Zitto! Zitto! Non lo dire!» gli aveva detto, portando una mano a coprirgli la bocca.
«Quindi? Mi spieghi?» continuava Wooyoung, deciso a sapere cos'avesse ridotto l'amico in quel modo.
«Ho appena fatto una mega-figura di merda, dopo ti racconto.» aveva pronunciato quelle parole così velocemente che neanche lui era riuscito a capirle, probabilmente.
Wooyoung stette in silenzio, ghignando di nascosto all'altro, che era già entrato nel camerino giusto.
Aveva provato quella felpa alla velocità della luce, per poi uscire e trascinare Wooyoung alla cassa.
Sperava di non ritrovarsi davanti il ragazzo del camerino, non sarebbe riuscito a guardarlo in faccia altrimenti.
«Dev'essere stata una gran figura di merda se adesso sei conciato così.» Hongjoong zittì di nuovo il biondo, bloccandosi però sul posto nel momento in cui sentì una terza voce.
