Arrivata a casa dopo la lunga giornata passata, entro subito in doccia dove resto per un bel po' di tempo a causa della mia solita abitudine di perdermi tra i miei mille pensieri, in particolare rifletto su ciò che è accaduto oggi con Damon.
Ad essere sincera e pensandoci bene mi sento in colpa nei suoi confronti. L'ho giudicato senza conoscerlo veramente ed è una cosa che non sono solita fare, però il solo pensiero di lui mi innervosisce particolarmente e non so neanche spiegarmi bene il perché.. .
Dopo una lunga riflessione decido che domani gli chiederò scusa andando contro ogni mia etica, ma per svolgere il lavoro di gruppo in pace e magari evitare ulteriori bisticci concludo che è la scelta migliore.
Così indosso il mio pigiamino con i gufi, per cui ho una passione sfrenata infatti sono la regina dei pigiami imbarazzanti. Dopo essermi messa a letto continuo a leggere "Piccole donne" e infine vado a dormire.
Il giorno seguente mi sveglio super attiva e piena di energie, come uno zombie dopo essere stato investito.
Mi preparo molto svogliatamente ed esco di casa camminando molto tranquillamente, forse troppo, al punto che vedo il pullman passarmi accanto come per prendersi beffa di me.
E solo in questo momento mi risveglio ciò iniziando a camminare con grande fretta verso scuola con la speranza di non fare l'ennesimo ritardo, ma con la consapevolezza che non accadrà.
Dopo cinque minuti buoni di camminata mi sento già sfinita e abbandono totalmente l'idea di poter arrivare in qualche modo puntuale così, dopo essermi riposata un attimo, sospiro sconsolata e riprendo il mio lungo cammino.
Ad un certo punto una moto inizia a rallentare avvicinandosi a me ed io presa dal panico, come se avessi davvero qualche possibilità di fuggire lontano, inizio ad accelerare il passo fin quando non mi sento chiamare da una voce familiare, che riconosco immediatamente.
Leggermente più tranquilla ma non entusiasta, mi fermo a riprendere fiato nuovamente a causa delle mie doti atletiche inesistenti e con il fiatone esclamo:
- Damon sei forse impazzito! Rischiavo un infarto, ma ti sembra il modo! - lui invece particolarmente divertito mi risponde.
- Oh andiamo, non essere esagerata, volevo solo divertirmi un po'-.
- Mi spiace ma non è stato affatto divertente, anzi...-.
- Io invece penso proprio di sì- risponde lui ridendo di gusto mentre si toglie il casco ed io rimango incantata ad osservare il suo sorriso, che solo ora noto essere davvero perfetto, ma reprimo subito questi pensieri grazie alla mia coscienza e allo stupido sguardo malizioso che si forma sul volto dell'idiota quando si accorge che lo stavo fissando.
Riprendo subito a camminare, ripensando al mio ritardo certo e all'ennesimo rimprovero che dovrò subirmi.
Però mi sento chiamare da Damon che mi propone beffandosi sempre di me:
- Non è che vorresti un passaggio? Così magari per una volta arrivi puntale-
- Perché tutta questa gentilezza e disponibilità? Non vorrai mica uccidermi e nascondere il mio cadavere in qualche posto isolato? - chiedo insospettita con la mia solita ironia mentre lui ride di gusto, poi si risistema il casco e ne tira fuori un altro invitandomi a salire su quel mezzo infernale.
- Dai sali su, se no arriviamo entrambi in ritardo- presa dal panico di salire su una moto rispondo subito:
- Nono grazie preferisco arrivare tardi questa volta- e lui in risposta con tono sicuro che non implica replica dice.
- Il mio non era un invito, è un ordine-
Così, per evitare ulteriori discussioni e di far arrivare in ritardo pure lui, indosso il casco e salgo sulla sella goffamente mantenendomi il più distante possibile da lui e aggrappandomi al retro di essa, ma nel momento in cui parte a gran velocità emetto un gridolino per la sorpresa e mi aggrappo subito al suo giubbino in pelle per evitare di volare via e subito vengo invasa dal suo profumo che stranamente mi rilassa immediatamente.
Arrivati a scuola in meno di cinque minuti, grazie alla velocità disumana del folle pilota, scendo con grande fretta da quel veicolo mortale e a gran voce esprimo il mio terrore:
- Tu sei totalmente pazzo, volevi per caso ucciderci?! Mai più in vita mia salirò in moto con te, sei totalmente privo di cervello, è ufficiale! - e lui in risposta.
- Bah secondo me sei solo esagerata- dice ghignando.
- Io?! Esagerata?! Tu sei esagerato, esageratamente fuori di testa- esclamo io quasi in preda ad una crisi isterica.
Ancora pervasa dai brividi di terrore e accompagnata dalla sua risata, torno nel mondo reale e mi accorgo improvvisamente di avere gli occhi di tutte le ragazze della scuola addosso che mi osservano, alcune con invidia e odio, altre con semplice curiosità o alla ricerca di nuovi gossip da diffondere e così con gran imbarazzo per tutti quegli sguardi a cui non sono abituata entro a scuola, seguita da Damon.
Ci dirigiamo in classe insieme, mentre mi chiedo che cosa diavolo sia appena successo in questa assurda mattinata.
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Ti insegno ad amare
RomanceCOMPLETA Lei è Madison, Madison Jhonson, una ragazza semplicissima ma con un oceano di emozioni dentro di sé che non riesce ad esprimere, vive una vita tranquilla, normale, forse anche un po' monotona. Lui, Damon Smith, classico bello e misterioso m...
