"Dai, sù!" Ilaria e dei ragazzi m'incitavano di prendere l'ennesimo sorso di un liquore dal sapore di spirito, arricciai il naso quando mi bruciò la gola.
Il gioco della bottiglia era alquanto particolare in quel gruppo, i pegni erano di baciarsi, andare nei bagni e di bere.
Stefano era brillo mentre si pizzicava il ponte del naso e io, dal mio canto, ero quasi partita.
"Grande, ora capisco perché sei amica di Elia!" Ilaria mi picchiettò la spalla fiera mentre finii l'ennesimo bicchiere, non mi aveva mai chiamata per nome, bensì fui etichettata sempre come amica di Elia.
Scossi la testa per riprendermi trovando Stefano guardarmi preoccupato.
"Tutto ok? Se vuoi possiamo andare via" poggiò una mano sulla mia, scossi la testa arrangiando un sorriso.
Avevo accettato io di giocare, sicuramente quel tipo di gruppetto mi avrebbe presa in giro o etichettata come sfigata se avessi rifiutato, d'altronde una delle cose che mi ero ripromessa di fare era giocare a cose stupide del genere.
Almeno una volta nella vita si devono fare questi giochi.
Il ragazzo con le lentiggini sbottò quando gli dissero di baciare la ragazza al suo fianco, le diede un leggero bacio a stampo fingendo poi di pulirsi la bocca col la manica della felpa.
"Girate!" Ilaria da buona leader incitò il ragazzo muscoloso di girare la bottiglia, il boccale puntò di nuovo nella mia direzione e mi maledii mentalmente per essermi seduta in quel posto.
"Un altro shot!" Delle ragazze mi riempirono di nuovo il bicchierino mentre io guardavo ,nauseata, il liquido ambrato colare.
"Sù, stai andando alla grande, stai durando molto più di queste mezze cartucce" le lunghe ciglia di Ilaria batterono velocemente mentre l'incitamento nascondeva l'intenzione di farmi tornare morta a casa, probabilmente mi vedeva come una nemica o qualcosa del genere.
Alzai il bicchierino facendo cadere l'alcolico lungo la gola tutto d'un sorso, non gliel'avrei data per vinta.
Come una goccia che fece traboccare il vaso sentii la testa terribilmente pesante, le parole di Ilaria sembravano appannate mentre la vedevo battere le mani tutta luccicante.
Dio, ero ubriachissima.
Quasi senza equilibrio da seduta poggiai la testa sulla spalla di Stefano, portò il braccio sulle mie spalle accarezzandomi delicatamente.
"Stai bene?" Annuii mentendo sia a me stessa che a lui, tutto sembrava girarmi attorno mentre cercavo di dare attenzione ai pegni che subivano gli altri ragazzi.
"Vado a prendere una boccata d'aria" dissi a Stefano mentre fu puntato dalla bottiglia.
"Ti accompagno" lo bloccai mentre cercava di alzarsi.
"No, non preoccuparti, è il tuo turno" rifiutai il suo aiuto cercando di non farlo preoccupare, annuì mentre corrugò le sopracciglia.
Mi alzai lentamente immettendomi tra le varie persone che riempivano la casa, l'uscita sembrava irraggiungibile mentre venivo presa a spallate tra i diversi universitari ubriachi.
Come illuminata dalla luce eterna aprii la porta uscendo da quella villa infernata, un leggero vento fresco mi fece sospirare di sollievo.
Sentii il cellulare vibrare nella tasca del cappotto e la forte luce mi accecò gli occhi.
"Pronto?"
"Allora? Come va col bel biondino?" La voce schersosa di Giada mi fece sorridere, ancora ferma, persi quasi l'equilibrio sugli stivaletti alti.
"Tuuuuutto bene" sbiascicai sentendo la bocca terribilmente pastosa.
"Ania, sei ubriaca?" La sua voce si tramutò in preoccupazione mentre la sentivo muoversi, sentii cadere anche qualcosa in sottofondo.
"Un casino, ma non preoccuparti, ho qui il principe azzurro! Il biondo principe azzurro!"
"Dio, sei proprio partita, ma perché hai bevuto così tanto?"
"L'amichetta di Elia mi sta facendo bere da un'ora con l'odioso gioco della bottiglia, anche se è bella è davvero stupida" ridacchiai dando voce ai pensieri.
"Ania..." sentii del movimento e delle lamentele in sottofondo.
"Dove diavolo sei?" La voce roca mi smozzò il respiro, trovai irritante come il battitò mi si velocizzò solo ascoltando quelle parole.
"Stavo parlando con tua sorella, non con te"
"Peccato che mia sorella era in vivavoce e quindi la chiamata era più in tre che tra voi due"
Corrugai le sopracciglia alle sue parole brusche, odiavo quando si comportava così.
"Senti, non credere di poter parlare in questo modo con me, probabilmente poi farlo con la Barbie umana che ti fai ogni settimana ma scordati di farlo con me"
"Ania, sono solo preoccupato, ti vengo a prendere"
"No, voglio restare qui, godermi questa stupida festa e stare con quel ragazzo fantastico che mi sta aspettando!" Sbottai, mi pentivo di star lì fuori a discutere con Elia, dopo tutto ciò che era successo, invece di stare cin Stefano.
"Ora se non ti dispiace torno da Stefano, salutami Giada" agganciai il cellulare prima che potesse rispondere e prendendo un profondo respiro cercai di ricompormi.
Elia doveva essere l'ultimo dei miei pensieri.
Rientrai dentro raggiungendo miracolosamente il tavolo senza prendere cadute, Stefano mi accolse con un dolce sorriso prendendomi poi la mano.
"Ma guarda, è il turno nel nostro caro Stefano" Ilaria ghignò mentre si portava una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
"Che dite se facciamo baciare i due piccioncini?" Il gruppo annuì e ci incitarono con dei fischi, io arrossii all'istante.
"Non dobbiamo per forza, possiamo anche smettere di giocare" mi disse Stefano cercando di rincuorarmi.
Eravamo andati lì per divertirci, in più io dovevo svagare la mente.
Dovevo svuotare i pensieri dal ragazzo dagli occhi azzurri.
Spinta dall'alcool presi il viso di Stefano tra le mani, sorpreso sbarrò gli occhi attendendo la mia prossima mossa.
Mi avvicinai ancor di più mentre i ragazzi continuavano a fischiare scherzosamente e quando i nostri nasi furono così vicini dallo sfiorarsi sentii la voce squillante di Ilaria.
"Elia! Vieni a goderti anche tu questa scena!" A quelle parole mi voltai di scatto trovando lo sguardo cupo di Elia fulminare Stefano.
"Staccati immediatamente da lei" Stefano a quelle parole s'irrigidì boccheggiando al tono minaccioso dello spilungone.
"Perché dovrebbe? Stiamo giocando" sbottai in risposta voltandomi nella sua direzione e incrociando le braccia.
"Perché sennò gli stacco le palle" Ilaria e gli altri risero ottenendo in risposta uno sguardo truce.
"Dai Elia, ci stiamo divertendo un po'" Ilaria si avvicinò poggiando una mano sul suo petto, velocemente lui le spostò il braccio allontanandosi.
"Non sto parlando con te, se vuoi divertirti chiuditi nel cesso con qualcuno" strattonandosi i capelli si allontanò dalla bionda che rimase a bocca aperta.
Mi trattenni dal ridere cercando di restare seria e scuotendo la testa lo vidi avvicinarsi.
"Andiamo a casa" l'alta figura era predominante mentre ancora da seduti lo vedevamo su tutte le furie.
"Non c'è bisogno, l'accompagno io" rispose Stefano alzandosi e avvicinandosi ad Elia.
"Senti becchino, come ho detto precedentemente a lei, non sto parlando con te" sbottò indicando Ilaria che guardava la scena divertita.
"Becchino? Ma chi ti credi di essere?" Chiese Stefano irritato.
"Quello che ti spezzerà le dita e te le ficcherà in gola se non ti togli di mezzo" lo sguardo di Elia sembrò incupirsi di più mentre guardava Stefano che, fino alla fine, aveva cercato di dibattere ma fu intimorito.
Trovai ben presto i suoi occhi gelidi fissi nei miei mentre si avvicinava.
"Non tornerò con te" sbottai a mia volta incrociando le braccia.
"Ania, per favore, lo sto facendo per te" la voce sembrò intenerirsi mentre mi parlava.
"No" risposi voltandomi di scatto e facendolo sospirare, si sistemò il colletto del giubbotto di Jeans mentre mi fissava.
"E va bene, l'hai voluta tu" sentii le sue braccia poggiarsi sotto le mie gambe e dietro la mia schiena, con agilità mi portò sulla sua spalla alzandomi di peso.
"Sei impazzito!" Urlai picchiandogli la schiena e agitando le gambe, guardai Stefano e gli altri guardarci sorpresi come un pubblico davanti ad uno show.
"L'hai voluta tu" disse cominciando a camminare e facendosi strada tra le altre persone.
Mimai un "mi dispiace" a Stefano che grattandosi la nuca annuiva in comprensione.
"Il nostro Elia è innamorato!" Urlò scherzando Ilaria sotto le risate degli altri.
"Fottiti" sbottò Elia sbattendo la porta d'entrata.
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Dream On
ChickLitAnia era una normalissima ragazza, adorava leggere e stare ore davanti al pc giocando per intere ore ininterrottamente. Elia era il solito ragazzo con la testa in un mondo a parte, col suo vizio del fumo e la voglia di riuscir a conquistare più raga...
