Durban Skies

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Busso insistentemente al portone di casa di zia Beth, dove alloggiano temporaneamente i miei genitori, e aspetto che qualcuno venga ad aprirmi.

Sento che la chiave viene girata nella toppa e mia madre appare sulla soglia in pigiama, strizzando gli occhi per vedere al buio.

Mi butto tra le sue braccia e inizio a singhiozzare pesantemente.
«Cos'è successo Micol?», chiede allarmata mentre chiude la porta e mi accarezza i capelli.
«Tutto, è successo di tutto»

Continuo a piangere sulla sua spalla per qualche altro minuto, poi mi stacco e passo le dita tremanti sotto gli occhi cercando di fermare le lacrime.
«Vieni con me in cucina. Mi spiegherai tutto davanti a una tazza di tè, se vorrai»

Con una mano appoggiata alla base della schiena mi scorta fino al tavolo e mi accascio sulla sedia.
Fa bollire l'acqua e prende due tazze dalla credenza.

È sempre stato il suo modo di tranquillizzarmi.
Mi ero fatta male cadendo per strada? Prendevo un brutto voto a scuola? Vado nel pallone e ho una crisi di pianto? Nessun problema, una tazza di tè mi aiuterà a stare meglio.

Poggia davanti a me una tazza fumante e cerco di ringraziarla con un sorriso che in realtà è una smorfia.

«Ti va di dirmi cos'è successo?», chiede con calma.
«Ho combinato un casino», scuoto la testa e prendo il viso tra le mani.
S'inginocchia alla mia altezza e mi guarda preoccupata.

«Che ne dici se inizi intanto con lo spiegarmi quando è iniziato 'questo casino'?»
«Nemmeno un'ora fa»
«C'entra il ragazzo?»
Annuisco e gli occhi mi si riempiono di lacrime.

«È una brutta cosa?», già riesco a vedere i mille modi in cui lo torturerebbe, se solo ce ne fosse motivo.
«Ho capito di amarlo»
Scoppio a piangere e nemmeno il suo abbraccio può fermarmi.

Mi scosta i capelli dal viso e mi rivolge un piccolo sorriso.
«È positivo, no?», scuoto la testa in segno di negazione.
«Ha detto che mi ama così tanto che fa male»

Una ruga le increspa la fronte per sottolineare la sua confusione.
«Non riesco a capire perché ti stai disperando. È ciò che ogni donna vorrebbe sentirsi dire da un ragazzo come Luke. Certo, avrebbe potuto usare termini migliori, ma è un enorme passo avanti anche solo che te l'abbia detto. C'è chi se lo tiene dentro e non te lo fa sapere fino a quando non viene costretto»

Mi mordo il labbro per contenere l'imbarazzo per ciò che dirò adesso.
«In verità credeva che stessi dormendo. Me l'ha sussurrato»
«Stavate dormendo? Perché- o mio Dio! Avete fatto l'amore!», urla rischiando di farsi sentire anche dai vicini.

Non sta capitando a me. È solo un brutto sogno e mi sveglierò presto. Copro gli occhi con le dita e sento che le guance mi vanno a fuoco.

«Cosa sono queste urla?»
Mio padre compare sulla soglia della cucina stropicciandosi gli occhi per la stanchezza.
Ci mancava solo lui per completare il quadretto.

Mamma gli va incontro con un sorriso rassicurante e gli lascia un bacio a fior di labbra.
Mi giro dall'altro lato perché non è bello vedere i propri genitori scambiarsi tenere effusioni.

«Non preoccuparti caro. Torna pure a dormire. È in corso una seduta tra donne»
«Micol, come mai sei qui? Sono lacrime quelle?»
Mi guarda come se avesse voglia di scappare per non assistere al mio piagnisteo. Gli uomini e le lacrime non vanno d'accordo.

Nonostante tutto, sorrido e lo rassicuro augurandogli una buona notte.
Dice qualcosa all'orecchio di mia madre e questa ridacchia come una ragazzina.

Alzo gli occhi al cielo e commetto l'errore di toccare la collana che porto al collo. Nuove lacrime e nuovi singhiozzi mi percuotono e le braccia di mia madre mi circondano mentre sussurra parole confortanti.

Flaws || Luke HemmingsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora