Chapter 15

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Il viaggio verso casa mia è molto teso e silenzioso, io ed Ashton non parliamo molto e si capisce che è ancora molto arrabbiato per quello che è successo a scuola.

- Come stai? - mi chiede all'improvviso lui con uno sguardo dolce.

Bella domanda. Come sto io?

- Considerando che stavo per essere violentata dal mio professore diciamo bene. - provo a farlo ridere ma forse non avrei dovuto fare questa pessima battuta. Il suo sguardo si indurisce e la mascella si contrae.

- Ash, davvero, sto bene. Cercavo di alleggerire un po' l'atmosfera e poi sono ancora un po' sotto shock, ma sto bene. Grazie a te. - lo rassicuro.

Casa mia è ancora vuota. Michael e Niall non sono ancora arrivati, per fortuna.

- Guardiamo un film? - propone lui, probabilmente per spezzare l'evidente imbarazzo che si sta creando.

- Il Re Leone! - urlo in estasi.

- No! Stai scherzando? - mi chiede preoccupato.

- No, dai, sono seria. -

- Non guarderò nessun cartone della Disney, mi rifiuto. - dice scuotendo la testa.

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Mi alzo dal divano per andare a versarci un bicchiere di Coca-Cola.

- Hai detto che non volevi vedere nessun film Disney però quando è morto Mufasa hai pianto. - lo prendo un po' in giro io ricordando la scena di pochi minuti prima quando alla famosa scena della morte di Mufasa, girandomi verso Ashton, l'ho visto asciugarsi con la manica della felpa gli occhi e facendo finta che gli fosse entrato qualcosa negli occhi.

- Zitta! - mi urla lui cercando di fare il serio anche se non riesce a trattenere un sorriso.

- Aw, Ashy è un ragazzo tenerello. - dico facendo la voce da scema e girando intorno al bancone in cucina per potergli stritolare le guance come fa una vecchia zia.

Era qualcosa di giocoso ma poi mi sono accorta della posizione compromettente in cui ero. Con le mani sulle sue guance, lui seduto su uno sgabello e io posizionata tra le sue gambe.

Strano.

Provo un calore immediato e cerco di allontanarmi da lui ma Ashton mette le mani sui miei fianchi e mi blocca.

Non posso fare a meno di notare tutte le differenze che ci sono tra il suo tocco e quello del professore Wood.

È così dolce e sensibile sui miei fianchi, sulla mia schiena, sulle mie gambe... sul mio fondoschiena?

Alzo lo sguardo e guardo Ashton negli occhi girando appena la testa di lato mostrando il mio disappunto per la posizione delle sue mani. I suoi occhi non riescono a nascondere l'ilarità del momento che, io, non noto.

- Ashton? -

- Sì? - risponde facendo il finto tonto.

- Le mani. - ho un tono molto autoritario e sono fiera di me.

- Stanno bene lì dove sono, grazie per l'interessamento. - risponde ridendo.

Alzo la mano e gli tiro un buffetto sulla spalla con fare scherzoso riuscendo a liberarmi dalla sua presa e andando a bere finalmente il mio bicchiere di Coca-Cola.

La porta di casa si apre facendoci spaventare ed entrank Michael e Niall con delle buste della spesa.

Lo sguardo di Michael si blocca subito su Ashton e posso immaginare il suo cricetino grasso sulla ruota che è appena inciampato, caduto ed è rimasto incastrato.

- Mikey tutto bene? - chiedo mentre scoppio in una risata genuina guardandolo sbarrare occhi e la sua mascella cadente.

- Sì, ma primo: chi è lui? Secondo: cosa ci fate in cucina insieme senza che nessuno che vi controlli? Terzo: sei gay? - ecco che parte l'interrogatorio. Ashton è a dir poco terrorizzato.

- Michael, non è gay quindi via le mani da lui e poi tu sei già impegnato, ti ricordo. - gli dico. - Comunque lui è Ashton. -

- Un amico... - aggiungo non essendone poi così sicura, adesso cosa siamo? Amici? Conoscenti?

- Cosa ci fate qui? - continua imperterrito con l'interrogatorio.

- Abbiamo un lavoro di scienze da fare. - mento spudoratamente zittendo Ashton con lo sguardo. Mi dispiace mentire a mio cugino dopo tutto quello che ha fatto per me ma non posso raccontargli quello che è successo con il mio professore. Voglio solo dimenticare al più presto questo pomeriggio terribile.

- Sei gay? - gli chiede Michael.

- Ehm... no... - risponde in evidente imbarazzo il riccio a fianco a me.

- Mikey, ti ricordo che io sono ancora vicino a te. - dice Niall guardando male mio cugino.

- Non ci sto provando con lui, capre. Volevo soltanto capire se quindi può avere l'interesse di entrare nelle mutande di Mia oppure no. - ci spiega e avrei preferito che non l' avesse detto. Diventiamo subito tutti e due rossi come pomodori.

- Okay credo che sia ora che Ashton vada a casa, è tardi e ci vediamo a scuola domani. Ti accompagno giù. - dico guardando gli altri e iniziando a spingere Ash fuori dalla porta e dopo brevi saluti con Michael e Niall ci ritroviamo io e lui di nuovo da soli per le scale.

- È stato... - inizia lui.

- ... imbarazzante? - finisco io la sua frase.

- Sì, abbastanza. - dice ridacchiando e passandosi la mano tra i capelli. Quanto mi piacerebbe toccare quei capelli.

- È meglio se torno a casa. Sai, Michael, potrebbe venire giù a cercarmi. - dico scusandomi.

- Sì, hai ragione. Allora a domani, Mia. - dice lasciandomi un piccolo bacio casto sulla guancia. Dopodiché si gira e se ne va abbandonandomi sulle scale come una deficiente con le farfalle nello stomaco e un sorriso da ebete che non vuole lasciare le mia labbra.

- A domani. - sussurro anche se è troppo lontano perché possa sentirmi e ne sono consapevole.

* Sara's corner *

Buonsalve e buone vacanze.

È tipo una settimana che non aggiorno e quindi ho messo questo capitolo. Ho appena finito di scriverlo mentre sto guardando Rapunzel ()

Quindi il finale è un po' sdolcinato perché questo film è da diabete.

Ora la smetto di rompere le palle.

A presto.

Bye ♡

Can I be your drug?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora