capitolo 16

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Obanai's pov

Sbadigliai.

Sono passati 2 mesi da quei misteriosi tipi che volevano uccedere T/n, ancora oggi non capisco chi, come perché...
ah cazzo. Oggi è il compleanno della ragazza che stimo, amo e credo di piú al mondo.
Chiusi gli occhi e dopo qualche secondo li spalancai, procurandomi un flashback.
Mi ero quasi dimenticato, che stupido.
Mi alzai e cominciai a vestirmi per poi andare in bagno, mi lavai la faccia, e uscii pronto per andare a fare colazione con gli altri pilastri.
T/n non la vedo da tanto, non si è fatta più vedere da quando ci siamo incontrati in quella grotta, mi manca da morire e se continua così penso di morire di astinenza.
Lei è come una droga, la guardi e ne vuoi ancora, ricevi quello che desideri da lei e non ti basta mai.
Ma questo effetto mi piace, mi fa impazzire in modo positivo, mi fa venire delle strane sensazioni allo stomaco che a loro volta me lo fanno agitare e sembra di stare in Paradiso.

<<Iguro?!>> una voce stridula interruppe bruscamente i miei desideri e mi girai verso Mitsuri, era lei che aveva parlato.

Sobbalzai e mi chinai verso di lei con un ghigno sul volto, arrabbiato perché mi aveva disturbato e irritato da farmi uscire il fumo dalle orecchie.
Lei mi dedicò uno splendido sorriso ma penso che T/n abbia un sorriso molto più solare anche se a volte diventa la morte in persona.
Finii il mio the che era così bollente da ustionarmi la lingu, ma non feci tanto caso a quel dolore, ma anzi, mi feci trasportare dalla rabbia che mi provocava un pensiero che mi rigirava da giorni nella mia testolina: nessun pilastro avrebbe fatto gli auguri ne tantomeno festeggiato il giorno di T/n e ciò mi faceva diventare una bestia.

Appena bevuto l'ultimo sorso corsi fuori in giardino alla ricerca di fiori con uno stelo lungo, con dei petali colorati e profumati, ce n'erano tanti e l'imbarazzo della scelta si faceva sentire.
Ma in caso non avessi trovato quello che cercavo avrei avuto qualcos'altro in serbo per lei, ovvero il sushi, lei ne va pazza, me lo ha detto Muichiro.

Afferrai un cavallo che brucava liberamente l'erba nel cortile e ci montai sopra inserendo correttamente i piedi nelle staffe.
Dopo qualche tentativo partii ad un galoppo sfrenato , in modo che i miei lisci e neri capelli vagassero nell'aria.

**

Arrivai davanti a quella che era casa sua, aveva molto l'area di un cottage e mi dava dell'aria familiare.
Scesi dal quadrupede e cominciai a camminare verso quella antica porta di legno ricoperta di muschio e rocce; feci sbattere le mie nocche tre o quattro volte sul portone, che all'improvviso si aprii rivelandomi una fanciulla graziosa come le dee.
Sorrisi alla sua vista e la guardai dritta negli occhi nei suoi occhi color C/O, bellissimi come sempre.

<<Ciao>> mi salutò freddamente osservandomi dalla testa ai piedi.

<<Buongiorno>> risposi sorridendo senza scostare lo sguardo da lei.

<<Che c'è?>> fece un ghigno.

<<So che è il tuo compleanno mademoiselle>>

Lei stette in silenzio mentre io le porgevo quel mazzo di tulipani gialli alternati al bianco.

<<Grazie?>> ringraziò stranita.

È come se non fosse il suo compleanno, aveva un'area strana e sembrava quasi spaesata.

Tuttta d'un tratto, si avvicinò a me stampandomi un grazioso bacio sulla mia soffice guancia biancastra.
Sentii la pelle bruciare e lo stomaco sfarfallare.
L'abbracciai d'istinto afferrandola dai fianchi e lei si lasciò stringere a me, cosa che mi fece impazzire del tutto.

capitolo cortissimo, lo so.
mi sento uno schifo, non aggiorno da mesi HAHAHAH
CHIEDO SCUSA A TUTTI I LETTORI

Obanai Iguro x ReaderDove le storie prendono vita. Scoprilo ora