capitolo 10

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Arrivai finalmente nella mia vecchia e amata casa, è rimasta uguale a come la avevo lasciata.
Una volta entrata, mi buttai sul letto con il mio compagno, Kirimasu, nonché il mio amatissimo pipistrello e chiusi gli occhi dalla stanchezza del viaggio.
<<Sigh>>
E mi addormentai.

(Dai pilastri)
<<La prossima volta cerchiamo di non prendere delle persone come T/n>> disse Rengukou stando seduto sul lettino di Obanai.
<<Non è colpa sua...>> rispose il ferito.
<<Lo è, basta difenderla>> urlò Shinobu presa di rabbia.
Obanai girò il viso verso destra, guardando il resto della sala: vuota.
<<Amico, non te la prendere, era solo una ragazzina>> il pilastro della fiamma aggiunse.

<<Non era solo una ragazzina, finitela>> -sbuffò- <<Voglio Kaburamaru qua e nessun altro>> comandò accarezzandosi i suoi occhi eterocromi.

E subito dopo, Aoi entrò in stanza con il serpente albino tra le mani, porgendolo al pilastro delle serpi.

<<Finalmente ci rivediamo>> sorrise.
Il serpente tirò la lingua fuori come per dire "ciao anche a te" e schizzò gli occhi dalla felicità.

<<Noi andiamo>> Mitsuri accennò ma lui non ci fece molto caso.

<<Kabu, T/n se n'è andata, o almeno, l'hanno mandata via...>> raccontò dispiaciuto.

La serpe aprii gli occhi e cominciò a scuotere la testa in segno di disapprovazione.

<<Mi sono comportato male con lei...ah lo so>> aggiunse tenendo il capo abbassato.

E l'animale fece cennò con la testa per dire "e si".

[...]

Cominciò a diluviare forte, la grandine sbatteva sui deboli vetri, la pioggia cominciò ad accumularsi in valle e i tuoni erano sempre più forti.
Ho paura, non per me, ma per la casa, per lui e per Kirimasu.
Posai le mie mani sul grembo, osservando il soffitto, con uno sguardo più che vuoto.
"Adesso non sono più un pilastro" queste voci nella mia testa mi mangiavano e mi facevano sentire sempre più debole e insicura.

BOOM.

Ci fu qualcosa fuori da casa che esplose, non so cosa.
Mi alzai e impugnai la spada che tenevo nella cinta di cuoio nera, per poi uscire da casa e assicurarmi che non ci fosse nessuno nei paragi.
Ero a 2/3 metri dalla porta, fin quando a un certo punto si chiuse, lasciandomi sotto al temporale e il freddo.
Mi girai immediatamente, scrutando ogni angolo per vedere se ci fosse qualcuno.

<<Sei fottuta, non ti pare?>> qualcosa di gelido si poso sul retro del mio collo, probabilmente la punta affilata di una katana.
Rimasi ferma, perché sapevo che mi avrebbe infilzato se mi fossi mossa.

<<E tu?>> domandai guardando davanti a me.

<<Nah>>

In nemmeno 5 secondi, camminai avanti per poi girarmi per trovarmi il mio avversario di fronte ai miei occhi.

Alto, pelle verdignola e capelli viola, con qualche pezza addosso, con una spada di argento lavorato, con il manico color prugna di pelle, pure questo lavorato artigianalmente, con un sorriso smagliante in volto e con quei occhi teneva lo sguardo puntato nei miei, uno sguardo così denso non lo avevo mai visto...

Era un demone, sembrava forte ma probabilmente era solo questione di apparenza, ma si basava molto sulla tecnica.

Roteò la spada pronunciando qualche frase inaudibile, cercò di colpirmi ma mi spostai in tempo.
Impugnai la katana, <<silenzio mortale, prima forma>> dissi.
Saltai sopra di lui con tutti i vortici neri e cupi attorno a me, provando a tagliargli la testa, ma purtroppo scoprii un altro suo punto forte: la difesa.
<<Morte all'ultimo pilastro!>> gridò rivolgendosi a me.
<<Ti piacerebbe>> e feci una capriola in aria per indietreggiare.

<<Forma demoniaca, seconda forma>> annunciò mentre gli spuntavano due nuove braccia dalla schiena, che anche esse impugnavano due spade luccicanti.

<<Tre contro una, è questa la tua 'lealtà'?" provocai.
Il demone avanzava verso di me, cercando numerose volte di colpirmi, purtroppo tagliuzzò qualche cucitura del mio haori, ma niente di grave.

<<Che sei venuto a fare qui?>> chiesi rotolando verso le sue gambe per poi tagliarle con un colpo secco per rallentarlo.
<<Il capo vuole t-AH!>> esclamò per la ferita.

<<Morte continua, terza forma>> con uno scatto gli tagliai tutte le braccia e di conseguenza le spade caddero con un tonfo rumoroso a terra.
<<Puoi dire a Muzan di andarsi a farsi fottere, sempre se riesci a tornare vivo>> -per poi- <<Morte rumorosa, quarta forma>> e con un colpo preciso e spietato decapitai quella testa verdognola e putrida.

"La morte rumorosa è la più bella ma la più dolorosa, mi piace veder soffrire queste creature che manda Muzan, siccome se lo meritano, anche se una volta erano umani.
Vederli a terra che urlano e strepitano pietà mi affascina, vederli che si girano e stragirano pur essendo morti perché le urla e i rumori che sentono grazie alla mia tecnica sono talmente insopportabili che li perseguitano anche da morti.
-Diario di T/n"

Mi strofinai il viso con il braccio per togliere l'acqua della pioggia.
Adesso mi toccherà sorvegliare questo corpo per far si che non arrivi qualche demone e lo rimetta in vita.

Kirimasu, nonché il mio pipistrello, svolazzava accanto al cadavere che marciva sotto la pioggia e il diluvio.

"Enmu, il mio migliore amico d'infanzia è stato trasformato in un demone, oggi 7 Aprile 1913, mi manca tanto e ho paura di incontrarlo siccome non voglio ucciderlo.
Mi manca tanto, lo ammetto, vorrei tanto che fosse qui con me</3
-Diario di T/n"

Sospirai al ricordo, mi mancava Enmu, mi mancava mamma, mi mancava papà e sentivo la mancanza di Obanai...
Non avrei mai potuto immaginare che lo avrei mai detto, ma sì, mi manca e vorrei essere con lui qui.

[...]

<<Buongiorno>> disse Aoi entrando nella stanza del "ferito".
<<Oh ciao>> salutò indifferente.
<<La tua colazione>> e la posò sulle sue gambe.
<<Hai avuto notizie di T/n?>> chiese il pilastro.
<<No. Perché?>>
<<Così>> - si giustificò - <<Secondo te, quando potrò uscire?>>
<<In verità saresti dovuto uscire a mezzogiorno, quindi muoviti a fare colazione>>

A quelle parole, Obanai cominciò a letteralmente divorare la colazione per uscire al più presto da quella sala noiosa e malinconica.

<<Ehy! Vai piano sennò mi tocca pulire tutto>> rimproverò il ragazzo vedendolo affrettato.

Finì tutto il cibo che c'era sul vassoio e si alzò quasi volando dal letto, con fretta e furia si vestii indossando il suo kimono, il suo haori e i suoi sandali (quelli tipici giapponesi).
Corse al di fuori della struttura ovviamente in compagnia del suo amico (Kaburamaru) senza salutare nessuno, andò al di fuori della struttura e...

ciao a tutti:)
mi scuso veramente tantissimo per quest'assenza di un mese ma sono stata impegnata tra scuola e maneggio perciò non ho avuto modo di scrivere e completare il capitolo (avevo iniziato la bozza ma non l'avevo finita fino ad oggi).
la storia sta andando "bene" tranne per cosa è successo tra i pilastri e T/n.
Siccome la storia sta cominciando ad andare verso la conclusione, suggeritemi delle storie da fare, siccome sinceramente non è ho idea :/

-cate :)

Obanai Iguro x ReaderDove le storie prendono vita. Scoprilo ora