"Buonanotte amore"

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Mi svegliai con un gran mal di testa, strofinai gli occhi e quando gli aprì completamente, mi ritrovai in camera di Mitch, con lui accanto a me, che mi stringeva fra le sue braccia. Girandomi verso la sua direzione, facendoci trovare faccia a faccia, iniziai a respirare la sua stessa aria. Era così carino quando dormiva, il suo viso spiaccicato sul cuscino, la sua bocca leggermente aperta e si poteva intravedere un po di bava, il suo russare lieve lo rendeva buffo.

Per svegliarlo lo richiamai, a voce bassa, più di una volta, ma non si mosse. Cercai di alzarmi, ma le sue braccia me lo impedirono, perché mi strinsero di più al suo corpo. -Sophia... non muoverti, fammi dormire un'altro po'.- Disse con voce impastata, abbozzai un sorriso e guardai per bene il suo viso rilassato. -Mitch, ho fame.- Mi lamentai come una bambina, al che egli aprì gli occhi e mi guardò. -Va bene.- Sbuffando mi lasciò ed io mi diressi nella mia stanza, non che, la stanza di Silvia. Presi dei vestiti e mi cambia, ma prima mi feci una doccia.

Finì di prepararmi e scesi al piano di giù, mi sedetti a tavola ed iniziai a fare colazione. Nel frattempo mi raggiunse Mitch, che quando mi vide, mi lasciò un bacio sulla fronte. Ne rimasi sorpresa, non mi sarei mai aspettata da lui ha cosa del genere. Quando sentimmo la porta d'entrata aprirsi e chiudersi, capimmo che uno dei suoi fratelli fosse arrivato. -Ciao bella gente!- Esclamò Julia, dietro di lei comparvero; Simón, Iris ed infine Luis.

Si sedettero a tavola e facemmo colazione tutti insieme. Avvolte c'erano degli sguardi d'intesa tra me e Luis, ma non ci diedi molto peso. -Come va?- Mi chiese Julia con il suo splendido sorriso. -Va bene, almeno credo...- Tirai su le labbra, fingendo un sorriso. I ragazzi stavano parlando di affari, come sempre. -Iris, va tutto bene?- Lei scosse il capo a mo di negazione. -Scusatemi.- Si alzò di corsa e andò in bagno, mi alzai anche io e la seguì. Entrai in bagno, chiusi la porta a chiave e con molta calma, mi avvicinai a lei, mentre era impegnata a vomitare. -Va tutto bene.- Dissi, mentre le sorreggevo i capelli e le massaggiavo la schiena. Quando finalmente finì, si asciugò la bocca e scoppiò in lacrime.

-Sophia! Vorrei essere te...- Esclamò piangendo, la sua voce era alta e questo poteva richiamare l'attenzione degli altri. -Come scusa?- Le domandai. -Sei così perfetta, nonostante alcune cose.... NON SEI IMPERFETTA?- Stava dando di matto e questo mi fece preoccupare. -Sta tranquilla, fa un respiro profondo e dimmi cosa succede.- Le dissi, ma lei mi guardò e scoppiò a piangere ancora di più. -Ti conosco da poco, ma vorrei essere come te... non sbagli mai, non fai nulla di sbagliato... NON SEI INCINTA.... io si.- Alle sue parole rimasi sconvolta, la guardai dritta negli occhi e le chiesi se fosse davvero incinta e quando mi fece vedere una foto del test di gravidanza, rimasi impietrita. -Come reagirà Mitch? E gli altri?- Le sussurrai, avevo paura per lei è questa cosa non la doveva sapere nessuno. -Non dobbiamo dirglielo, almeno fin quando il padre non lo accetti.- Annuì alle sue parole e prima di uscire dal bagno ci diedimo una rinfrescata, dipingemmo un finto sorriso sulle nostre labbra e ritornammo dagli altri.

-Abbiamo sentito tutto...- Disse Simón guardandomi, Mitch mi stava uccidendo con lo sguardo e Luis e Julia mi stavano sorridendo. -Cosa?- Chiesi spaesata, Mitch si alzò e venne nella mia direzione e mi abbracciò. -Sei incinta?- Mi allontanai di scatto dall'abbraccio e lo guardai estrefatta. -Cosa? No!- Risposi, ma mi venne a mente, che la piccola Iris non poteva dire a tutti di essere incinta così, feci quello che mi usciva bene. Finsi. -In realtà ho un ritardo di due giorni, ma non penso di essere incinta... direi di aspettare un po'.- Mitch mi baciò sulle labbra e Julia mi abbracciò. Poi si abbassò verso il mio ventre e iniziò a parlare con... il feto invisibile.  -Ciao piccolino o piccolina. Sono la zia Julia, sono un po' pazza, ma te ne farai l'abitudine.- Sorrisi a Julia e mi andai a sedere, finì di fare colazione e aiutai Xiomara.

-Sophia! Vieni un attimo.- Mi richiamò Mitch, sbuffai e continuai ad aiutare la povera donna. -Un attimo!- Urlai, sperando che mi sentisse. -Quando ti chiamo, devi venire subito qui!- Esclamò, chiesi scusa a Xiomara e andai da Mitch, lo guardai storto e incrociai le braccia sotto al seno. -Cosa vuoi?- Domandai seccata, l'uomo mi guardò serio e poi parlò. -In questi giorni devi andare a provare l'abito da sposa, se vuoi puoi andarci con Luis o Simón, ma solo ed provarlo e metterlo da parte, lo comprerai con mia madre.- Le sue parole mi ricordarono del matrimonio, che sarebbe avvenuto tra meno di due settimane. Dovevo per forza trovare Adele, non mi sarei mai sposata se la mia famiglia non fosse al completo.

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