I miei signiozzi, rimbombavano nella camera da notte di Mitch, nessuno era con me perché erano concentrati sul da farsi. Le ragazze stavano pulendo la cucina, mentre gli uomini stavano pensando, che farne del corpo, ormai del mio defunto padre. Non ero più sporca di sangue, poiché dopo "l'incidente" andai a vomitare e subito dopo mi lavai, strofinando in modo violento la spugna sulla pelle, facendo diventare quest'ultima rossa. -Sophia, come va?- Domandò mia madre, non mi voltai nenache e non risposi. Dopo un po' se ne andò, lasciandomi sola. Mi alzai dal letto e raggiunsi lo studio di Mitch solo per ascoltare la conversazione. -Cosa diremo alla gente?- Disse Alex. -I suoi amici lo vorranno di sicuro rivendicarlo.- Rispose Tom. Mi avvicinai alla serratura e cercai di spiare. -Sophia è pazza.- Disse dal nulla Simón, rimasi scioccata non aspettandomi mai queste parole da lui. -Non chiamarla pazza.- Risposero Mitch e Luis. -Se lo ha fatto, ci sarà un motivo. Se qualcuno sa qualcosa, che parli ora.- Disse in modo fermò Mitch. -Diana, tu sei la sua amica del cuore, per caso sai qualcosa?- Chiese Alex. -So solo che voleva trovare Adele.- Rispose lei, senza pensarci due volte.
-Chi sarebbe Adele?- Domandò Mitch. -Nostra sorella, ormai defunta.- I miei occhi divennero lucidi, avevo voglia di entrare in quella stanza e urlare a squarciagola, che Adele era viva, ma mi trattenni. -Dovremmo chiedere a lei, chi va?- Domandò Tom, così Luis si propose. -Ci vado io.- Mitch gli lanciò uno sguardo assassino, ma acconsentì. Così quando mi resi conto che stava per venire nella stanza di Mitch, corsi più veloce della luce e dopo pochi secondi me lo ritrovai in stanza. -Sophia, sai dirmi cos'hai trovato? Perché hai ucciso tuo padre?- Mi chiese, non risposi. Attese per molti minuti e ore, ma non spiaccicai parola. Quando, finalmente, se ne andò mi rilassai un po', ma la mia quiete durò poco, poiché Mitch entrò in stanza. -Forse ti aspettavi i tuoi fratelli o Simón, ma sono io.- Disse in modo sarcastico. -Sai perché non sono venuti?- Scossi il capo in modo di negazione e lui mi rispose. -Perché gli fai schifo.- Lo guardai con le lacrime agli occhi e sperai che se ne andasse. -Perché hai ucciso tuo padre?- Mi chiese anche lui, ma non risposi. -Sophia!- Gridò, facendomi sobbalzare. -Va via... ti supplico.- Dissi con voce tremante, i suoi occhi divennero comprensivi, ma non se ne andò. Si sedette accanto a me e mi abbracciò.
-Complimenti, ora che sei diventata un'assassina sarà facile uccidermi.- Ecco che Silvia si mostrò dinanzi a me. -Mitch, posso farti una domanda?- Chiesi, facendo finta, che la donna non ci fosse. -Certo.- Sussurrò. -Tu sei sicuro che sia morta?- Domandai. -Di chi parli?- Mi chiese. -Di Silvia.- Mi guardò per qualche secondo e poi si alzò per andare via. -Ti prego, non lasciarmi da sola.- Sussurrai, ma egli era già andato via. Mi guardai intorno e decisi di uscire da quella stanza, nel frattempo delle voci si espandevano nella mia testa, ripetevano se,pre la stessa cosa: "assassina". Raggiunsi la cucina, dove trovai tutti quanti guardarmi con occhi diversi. -Sophia, vuoi restare qui con noi?- Mi chiese mia madre, fu la prima volta che la guardai in pieno viso. -Vado a prendere un po' d'acqua e poi vado a letto.- Sussurrai, raggiunsi la cucina, presi un bicchiere e mi avvicinai al lavandino, per riempire il bicchiere. Bevvi l'acqua, ma la voce si faceva sempre più forte, non smetteva mai. Ritornai dagli altri e gli lanciai un'ultima sguardo, dopodiché ritornai in stanza e mi misi sotto alle coperte.
I giorni a venire, furono terribili. Non facevo altro che incubi, spesso mi venivano gli attacchi di panico e per questo motivo, Mitch dormiva con me. -Aiuto! Aiutatemi!- Incomincia ad urlare e a muovermi all'impazzata. Quando sentì delle mani afferrarmi, mi sveglia e vidi che si trattasse di Mitch, così lo abbracciai e scoppiai a piangere. -Sophia, sta tranquilla.- Diceva lui, sempre con un tono autoritario. -Ti prego, non lasciarmi. Io ho solo te e credo di amarti.- Sussurrai, ma prima di prendere sonno udì qualcosa,c he mi scaldò il cuore. -Io ti amo ,dal primo giorno che ti ho vista.- Quando mi svegliai, mi ritrovai da sola nel letto, così mi feci una doccia e mi recai in cucina. -Buongiorno.- Dissi ai presenti, ma loro non ricambiarono. -Oh, ciao Sophia.- Arrivò Luis e mi salutò con un sorriso a trentadue denti. -Vuoi fare colazione?- Annuì. -Qui? Con noi?- Annuì nuovamente e per la troppa felicità si mise ad urlare. -Siiii! Mitch! Vieni a vedere!- Quest'ultimo scese di corsa le scale e per poco non cadde. -Cosa?!- Chiese preoccupatissimo. -Sophia farà colazione con noi.- Gli rispose entusiasta Luis, al che Mitch non appena si accorse della mia presenza, per poco non si mise ad urlare anche lui per la gioia. Ma si trattenne, facendo un sorriso enorme. -Xiomara, potresti fare le uova strapazzate?- Domandò Mitch e la donna annuì. Mi sedetti a tavola, sotto gli occhi attenti di; Simón, Diana e Julia.
-Sophia, vieni qui.- Sorridendo raggiunsi Mitch, mi sedetti accanto a lui e attesi. Non sapevano spiegarsi, come io abbia potuto uccidere mio padre, ma prima o poi glielo avrei detto. -Ecco a te, spero sia di tuo gradimento.- Disse Xiomara, con il suo tono amorevole, le sorrisi e annuì. Non parlavo molto e lo sapevano, ma il loro sguardo era sempre lo stesso. Iniziai a mangiare e gustai tutto il cibo, non mangiavo da giorni e ci voleva proprio un pasto del genere. Sorrisi soddisfatta e osservai come Mitch mi stava sorridendo. -Grazie.- Sussurrai. -E di cosa.- Mi rispose lui, per poi farmi un occhiolino. -Mi sono stancata. Siamo migliori amiche, dimmi perché hai ucciso tuo padre.- Avevo messo da parte l'accaduto, fin quando Diana non sbottò. -Perché ucciderlo? Non aveva senso ucciderlo.- Continuava a ripetere. -Basta, cazzo!- Urlai, prima di alzarmi e rifugiarmi in camera. Scoppiai a piangere e poi rivolsi uno sguardo alle mie mani e ancora ricordavo la sensazione di averle sporche di sangue. -Sophia, apri.- Sentendo la voce di Mitch, aprì all'istante. Lo strinsi forte, come se avessi avuto la paura di poterlo perdere. -Perché tu non mi guardi in quel modo?- Domandai, lui mi lanciò uno sguardo confuso, non capendo dove io stessi andando a parare. -Simón, Julia e Diana... mi guardano come se fossi un'assassina.- Lui in tutta risposta mi baciò. -Smettila di dire queste cose.- Disse dopo essersi staccato dalle mie labbra. -No, so che ho ucciso mio padre e questo mi reputa un'assassina. È da settimane, che cercare di capire come io abbia potuto fare una cosa del genere, ma è complicato da spiegare. Io volevo bene a mio padre, ma quando ho saputo quello che ha fatto... non ci ho visto più dalla rabbia.- Dissi, Mitch mi guardò sempre più confuso e si sedette sul letto. Lo raggiunsi e mi sedetti accanto a lui. -Cos'ha fatto?- Mi chiese. -È stato lui ad uccidere Adele.-
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Buying a daddy 2
AksiSophia dopo aver detto la verità a Mitch, decide di farsi valere e di fargli capire che una donna non dev'essere mai sottovalutata. Tra i due nasceranno vari conflitti e lei per un periodo si allontanerà, perché scoprirà il lato oscuro della storia...
