IV

163 5 0
                                        

Rimane tutta la notte sveglia a piangere
È esausta, devastata, spezzata in punti che non possono più combaciare, ma merita tutto quel dolore, per aver ferito Jane. È stata stupida ed egoista, ora lo vede bene, Jane ha tolto il velo di maya dai suoi occhi e ora la verità cruda e nuda le si è parata davanti, spietata e implacabile. Capisce perché Laura ha reagito con tale violenza, vuole difendere sua moglie, come biasimarla, lei avrebbe fatto lo stesso.
Si alza dal divano con le ultime forze rimaste e va nel suo studio, rovista nella sua borsa da lavoro e lo vede, affilato, freddo e così invitante: un bisturi, uno di quelli con cui ha spezzato milioni di corpi, lo prende tra le mani, lo guarda specchiando i suoi occhi nocciola rossi e gonfi di pianto e nella disperazione più nera pensa di fare qualcosa che va contro tutto quello in cui crede.
Il rispetto della vita, l'amore per sè stessa, tutto. Scava più a fondo dentro di sé, sradicando dal suo corpo qualunque istinto di autoconservazione che ha appreso dai suoi costosi volumi di medicina legale, in barba alla biologia che è sempre stata la stella polare della sua mente così brillante. Lascia un messaggio in segretaria per Jane e poi avrebbe fatto l'irreparabile.
Che vita avrebbe vissuto senza Jane? .
Il vuoto lasciato da lei è come un masso appeso al cuore che la trascina sempre più a fondo negli abissi di se stessa, vuole smettere di soffrire.
Vedere Jane amare qualcun altro, baciare, fare l'amore con un' altra persona che non è lei, è come un veleno che le toglie il senno, morire è l'unica via, la sola percorribile:

"Jane...mi dispiace così tanto...non volevo farti del male!
Ho provato, davvero...ti amo Jane, lo farò sempre!
Ti prego non dimenticarmi, sono tanto stanca, così sola e vuota senza di te...perdonami per essere stata così vigliacca Jane, ma non ho più le forze per vivere...ti amo...per sempre...
tua, un'ultima volta
Maur."

Lascia il messaggio, si veste come se dovesse andare ad una festa, si sdraia sul letto e si incide i polsi con la lama fredda. Un taglio netto e pulito, almeno le sue conoscenze le servono un'ultima volta, chiude gli occhi e aspetta che la morte la venga a prendere. Spera solo che abbia gli occhi color cioccolato della sua amata Jane. Sta scivolando sempre di più nel dolce oblio, quando con l'ultimo briciolo di senno in corpo sente come una voce lontana che la chiama per nome. Con un soffio di voce dice un'ultima volta il nome di Jane, poi si arrende all'inevitabile.
Qualche ora dopo si risveglia frastornata.
Non è morta?.
Si chiede guardandosi in giro spaesata, sente un peso vicino alle gambe, una folta criniera di riccioli neri è sparsa sul letto.
Jane dorme accanto a lei e le stringe la mano. Abbasa lo sguardo, i suoi polsi sono fasciati ed è stata legata al letto per impedirle di farsi male una volta sveglia.
È sicuramente un sogno, lei è all'inferno e questo sarebbe stato il suo loop, la sua punizione che l'avrebbe perseguitata per sempre. Cerca di muoversi lentamente, si sente a pezzi, ma questo allerta Jane che si sveglia di soprassalto. "Maura!" dice concitata "Hey...tesoro...come stai? Mi hai spaventata a morte, hai deciso di uccidermi? Ma che cavolo ti è passato per la testa?" chiede alzandosi in piedi urlando.
Maura è sconvolta, Jane l' ha chiamata tesoro, si, è definitivamente il suo loop. Avere Jane con sé senza averla veramente, una tortura davvero crudele. Non dice nulla e si volta verso il muro, non riesce a guardarla, non vuole, non può "Maura..." dice Jane addolcendo la voce "Non ho mai voluto questo, che tu morissi, mai! Mi dispiace se ti ho portato a pensare di poterlo fare...ho esagerato, lo so, ma mi hai fatto così male...mi hai quasi ucciso Maura...se Laura non mi avesse sedato per tempo ora sarei morta...perché lo hai fatto Maura? Come pensi sarei vissuta sapendo che ti eri uccisa per colpa mia...me lo dici?" chiede piangendo.

AI CONFINI DEL CUORELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora