IX

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Maura si riprende dall'orrore e cerca di prestare i primi soccorsi dopo essere sfuggita dalla presa di Frost. L' agente chiama subito un'ambulanza. "Jane amore, tranquilla, ci penso io...fammi tamponare la ferita, grazie a Dio non è profonda...lasciala andare...tesoro...lasciala andare!" ma Jane è attonita e sotto shock. La bionda prende il sopravvento e con un cenno della testa indica a Korsak di prendersi cura di lei. Il collega la prende tra le braccia cercando di confortarla. Dopo qualche minuto i paramedici arrivano sul posto, per fortuna l'esperienza di Maura ha fatto la differenza e Laura è incosciente ma ancora viva. La portano all'ospedale seguiti da Korsak e Frost mentre Maura rimane con Jane. La bruna è rimasta seduta per terra con le mani e i vestiti intrisi di sangue, sul viso uno sguardo fisso ed inespressivo. "Jane...amore...Jane?" la chiama dolcemente Maura inginocchiandosi davanti a lei. Jane la guarda senza parlare, piange ma non emette alcun suono, Maura si acciglia, non è da Jane non reagire, ma non è da tutti vedere la propria moglie che cerca di ucciderti e poi di suicidarsi nell'arco di qualche secondo. Jane è immobile, non reagisce a nessun stimolo, sembra essere da qualche altra parte. Maura la scuote ma non ottiene nulla. "Jane...Jane...dio mio ...Jane!! Ora mi stai davvero preoccupando, ti prego Jane, guardami!" le urla cercando di farla reagire in qualche modo, ma la bruna la guarda stranita. "Chi è Jane?" chiede abbassando lo sguardo e giocando con una ciocca dei capelli di Maura, sembra una bambina spaventata, la bionda si porta una mano alla bocca a voler soffocare un singhiozzo di dolore. "Jane...tu sei Jane! Mi riconosci, sai chi sono?" ma Jane scuote la testa con vigore. "No! Ma che ci faccio qui e perché sono tutta sporca di lampone?" chiede portandosi le ginocchia al petto in fare protettivo cominciando a dondolare avanti e indietro sulle note di una cantilena senza senso. Maura non me è sicura, non è il suo campo, ma sembra che Jane dal forte trauma della situazione si sia in qualche modo dissociata dall'evento, dimenticando chi è e la situazione che sta vivendo. Deve portarla in ospedale e con tutta la calma e il terrore negli occhi cerca di convincerla a muoversi, sa quanto Jane può essere una paziente difficile. Cerca di sollevarla da terra ma Jane non collabora, anzi, s'impunta con i piedi decisa a non muoversi. "Tu chi sei, che vuoi? Lasciami in pace...non voglio venire con te!" dice rabbiosa allontanandosi da Maura e strisciando in un angolo verso il muro, pare un animale ferito. "Jane...sono Maura...siamo amiche, ricordi? Tesoro andiamo in ospedale e ci facciamo visitare, va bene? Poi ti porterò da Christine...le mancherai tanto!" Dice sedendosi al suo fianco. Al nome di sua figlia Jane reagisce con un sorriso luminoso. "Oh...aspetta, che idiota che sono...adesso mi ricordo chi sei...tu sei mia moglie! E Christine è nostra figlia, giusto?!" Jane le si butta addosso cercando di abbracciarla. "Scusami...non so a che cosa pensavo...devo aver preso una botta in testa...che mal di testa! e ho la nausea...come ho fatto a dimenticarmi di te? Scusa Laura, amore...sono una moglie terribile!" Maura è basita. Jane dal trauma deve aver sostituito nella sua psiche la figura di Laura con la sua, probabilmente il suo ricordo è troppo da sostenere al momento e il suo cervello ha solo compensato nel modo più indolore possibile esacerbato dai sentimenti che legano le due donne. "No...Jane...io sono Maura...non Laura...siamo amiche...noi..." dice soppesando le parole. Non sa bene come muoversi per non peggiorare le cose. La bruna si mette a ridere. "Non essere sciocca amore, lo so come ti chiami, Laura!" sottolina il nome con ovvietà, si avvicina a lei e le da un bacio, Maura non vuole approfittarsi della situazione e si allontana con riluttanza. "Jane...amore, ti prego andiamo in ospedale...poi faremo quello che vuoi...ti prego!" dice in tono supplichevole. Jane fa il broncio ma acconsente. "Ok...ma dopo voglio la pizza e te per dessert, Ok?" Maura le sorride imbarazzata, non sa bene come comportarsi. La porta in ospedale, i suoi dubbi sono confermati. Jane ha qualche lieve graffio sul viso e le braccia, fisicamente sta bene, ma la sua psiche è molto scossa. Maura viene esortata a cercare di alimentare la fantasia di Jane per non peggiorare le cose, avrebbero seguito un percorso di psicoterapia per aiutare Jane a ritornare quella di prima, se mai la bruna avesse voluto, non era sicuro, ma non doveva essere forzata in questo. La mente di Jane è molto provata e Maura deve stare al passo con la sua nuova realtà, il medico le dice che Jane ha in qualche modo sostituito l'immagine di Laura con quella di Maura più rassicurante. Jane ama Maura, il suo cuore lo sa ed ora anche la sua mente sembra aver solo seguito l'ordine naturale delle cose. La vera Laura è solo un bug nella psiche di Jane, un fattore di disturbo che se emergesse avrebbe fatto danni forse incalcolabili per come è messa Jane in questo momento. Ci sarebbero arrivati, ma lentamente, per dare la possibilità alla mente di Jane di guarire.

AI CONFINI DEL CUORELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora