Capitolo 29

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Pov Alessandro:
Mi sveglio con una brutta sensazione che mi pervade il corpo.

Ci penso un attimo,ma decido di ignorarla e mi vesto andando a preparare la colazione per me e Riccardo.

Ieri mi ha fatto preoccupare moltissimo,per cui oggi sarà coccolato da me.

Nel mentre che faccio i due cappuccini,i genitori del mio fidanzato si sono alzati e vengono a sedersi al tavolo parlando con me.

MR:"come sta Riccardo? Ieri sera mi avevi detto che ha avuto un colpo di calore e che l'hai dovuto portare all'ospedale,ma non sembrava ci fosse altro,no?"
A:"giusto,sta bene,come ha toccato il letto si è addormentato e sta ancora dormendo,infatti gli preparo la colazione aspettando che si svegli"
MR:"okay,ma sicuro sicuro che stesse bene quando l'hai portato di nuovo a casa?"
A:"sì,i medici hanno escluso tutte le altre possibili patologie e malattie,per cui secondo i dottori è a posto,deve solo riposare"
MR:"ok,ci faresti due caffè anche per noi?"
A:"certo"

Appoggio i cappuccini nel vassoio con i pancake che avevo preparato la sera prima e faccio i caffè per i miei futuri suoceri.

Glieli do e vado con il vassoio in camera da Riccardo,che ancora non si è svegliato.

Aspetto qualche minuto,poi decido di svegliarlo,ma non ci riesco.

Così allarmato chiamo i suoi genitori che invani,tentano di svegliarlo.

Prendo il mio cellulare e chiamo l'ambulanza che mi dice di essere qui in dieci minuti e di monitorare i suoi segni vitali.

Il respiro c'è,ma il battito è molto accelerato e nel mentre trema anche.

L'operatore dice che è un attacco cardiaco e che a meno che non sappiamo fare la rianimazione cardio polmonare,possiamo solo aspettare.

Chiedo ai genitori se la sanno fare,ma mi dicono di no.

Io non voglio rischiare di fargli del male,quindi siccome sento già le sirene vicine,aspetto e basta.

Appena arrivano lo mettono in una barella e lo portano via mentre gli fanno un massaggio cardiaco ed una dose di epinefrina endovena.

Lo attaccano a tutte le macchine e notano che il battito scende proprio mentre chiudono le porte dell'ambulanza e lo portano in ospedale.

Io piango disperato ed i suoi genitori pure,ma decido di avere sangue freddo e guidare verso l'ospedale per sapere come sta.

Appena arrivati cerchiamo subito dei dottori che ce lo possano dire,ma affermano di non poter ancora dirci niente.

I suoi genitori si mettono sulle sedie della sala d'aspetto e piangono,mentre io sto in piedi a ripensare se avessi potuto capire prima che ci fosse qualcosa che non andava.

Ripercorro tutta la giornata di ieri fino ad oggi,ma non riesco a trovare niente che mi possa far sentire in colpa,anche se lo sono comunque.

Aspettiamo diverse ore,poi un chirurgo viene da noi e ci chiede se siamo i parenti di Riccardo Fabbriconi.

Diciamo di sì e lui inizia a spiegare tutto su di lui.

D:"dopo aver provato a rianimarlo,dalla tc risultava una arteria coronarica ostruito che abbiamo dovuto provvedere a liberare in sala operatoria,comunque è andato tutto bene ed è stabile,si dovrebbe svegliare tra una mezz'oretta"
A:"senta,ma ieri stava bene a parte il colpo di calore,come ha fatto a non evidenziare niente nella tc?"
D:"beh probabilmente ieri non pensavamo fosse a rischio di infarto ed i sintomi non centravano con una malattia coronarica,pensavamo magari che fosse già una cosa nota e così non abbiamo detto niente,ci spiace"
A:"grazie delle informazioni"

Tiro un sospiro di sollievo e dopo aver fatto entrare i suoi genitori,aspetto il mio turno.

Dopo poco escono e mi dicono che sta bene e che posso andare a trovarlo.

Entro dentro e lo saluto,ma lui non mi fa nessun cenno.

A:"ehi amore,come stai?"
R:"chi sei tu?"

E lì il mondo mi cade addosso.
Non si ricorda chi sia?

La legge degli oppostiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora