{IN REVISIONE}
Katherine Black è la giovane e affascinante principessa dei vampiri, figlia primogenita ed erede al trono.
Con i suoi lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri, è sempre circondata da pretendenti che vorrebbero la sua mano, ma i suoi...
Cammino per i corridoi della Moonlight per dirigermi verso l'aula di vampirologia, quando una voce che mi chiama mi fa voltare.
《Buongiorno straniera》mi saluta Catherine sorridente affiancandomi con dei libri sotto braccio.
《Buongiorno》la saluto stranita che si sia avvicinata a me con tutto questo entusiasmo.
《È da un po' che non ci si vede. Passi così tanto tempo con quei cagnacci che inizi a puzzare come loro》afferma prendendomi in giro e un po' mi infastidisce il modo in cui ha chiamato i licantropi, ma cerco di non lasciarlo trasparire e di apparire normale.
《Sicura che non sia tu a puzzare?》le domando in modo provocatorio annusandola e Catherine allora mi risponde con un finto sorriso.
《Comunque, amante dei cani, stasera il nostro gruppo si ritrova alla vecchia casa abbandonata nei boschi. Sei dei nostri o preferisci andare a ululare alla Luna?》la sua proposta, detta con quel tono provocatorio ma divertente, attira la mia curiosità.
《Per casa abbandonata intendi quella diroccata che apparteneva al preside prima della Blackthorne?》domando per essere sicura, ma Catherine si mette a ridacchiare.
《Oh no, zuccherino. Intendo una vera casa abbandonata, con tanto di racconti dell'orrore. Chiedi a Sharon, lei sa dove si trova》risponde provocandomi ulteriore curiosità e anche un po' d'ansia, visto che non ho bei trascorsi con i racconti dell'orrore da quella volta che mia cugina Isabel mi terrorizzò a morte da bambina con uno di essi.
《D'accordo》dico soltanto chiudendo così la conversazione mentre varchiamo l'ingresso dell'aula di vampirologia, dove il professore DeLacroix è in piedi al centro che ci attendeva.
L'aula si trova all'interno di una cupola di vetro dai toni ambrati, che filtrano la luce solare trasformandola in un chiarore morbido e crepuscolare.
I banchi non sono disposti in file ordinarie, ma come spalti in gradinata semicircolare, ciascuno realizzato in legno scuro e velluto, con poggiabraccia finemente intagliati. Da ogni punto della gradinata, gli studenti hanno una visuale perfetta sul centro dell'aula.
Lì, in un'ampia zona circolare rivestita di pietra levigata, il professore si muove come un oratore in un antico anfiteatro. Alle sue spalle, si trova una lavagna dove annota gli argomenti, mentre di fronte a lui un leggio di legno pregiato e decorato sul quale è posato un libro aperto.
Il suono della voce si diffonde in modo naturale, amplificato dalla forma stessa della cupola.
Sulle pareti perimetrali di mezza aula si trovano scaffali curvi pieni di volumi antichi e strumenti di allenamento per i nostri sensi che, di tanto in tanto, il professore utilizza durante le spiegazioni.
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