Ventisei

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[Amelia's Pov]

Dei colpi alla porta mi fanno spostare la testa. Do il permesso di entrare. Questa si apre e il professor Truesdale entra con una tazza in mano.

《Come ti senti?》chiede avanzando nella mia camera verso di me. Intanto mi metto seduta sul letto.

《Come se mi avesse investita uno di quei camion degli umani》la voce mi esce bassa e sofferente, o perlomeno questo è quello che voglio far credere a tutti.

《Il professor Atlas mi ha chiesto di portarti questa. È una tisana che aiuta le streghe quando hanno un collasso magico》mi spiega intanto che me la porge. La prendo e ne bevo un sorso, osservando poi il mio riflesso nel liquido fumante.

《Amelia...》mi chiama l'elfo dopo poco. Lo fisso e vedo il suo sguardo triste.

《Non serve che tu menta, non a me. Sappiamo entrambi che non hai avuto un collasso magico.
Saresti in grado di generare un buco nero magico e non sentirne le conseguenze》distolgo lo sguardo. Mi sento troppo giù di morale per cercare di mentire a qualcuno che mi conosce così bene come Alan.

《Si tratta di Alicia, non è così?》alla sua domanda giro la testa verso la finestra. Il cuore mi si incrina e gli occhi tornano a pizzicarmi.

Ha ragione. Il mio problema non è la magia, ma la figlia che non ho più. L'Asterveil era la sua festa preferita, nonché il giorno del suo compleanno.

Il nome di quella festa mi attraversa la mente come una lama sottile.
Quella notte di luci e incanti, le lanterne fluttuanti che Alicia inseguiva ridendo, le mani appiccicose di dolci speziati....e il suo sguardo colmo di meraviglia mentre guardava i fuochi incantati nel cielo.

Stringo la tazza tra le dita finché non temo di frantumarla. Il calore neanche lo sento. Il vapore mi annebbia gli occhi e non so se siano lacrime o condensa.

Alan si avvicina e posa una mano leggera sulla mia spalla.《Lo so, Amelia. Non c'è magia che possa lenire questo dolore. Il solo pensiero di perdere mia figlia....ti capisco》

Abbasso lo sguardo.《È sempre peggio in questo periodo...》ammetto con voce roca.

《L'Asterveil...》dice lui piano.《è ancora lontano, ma so che per te non c'è attesa che basti ad alleggerire il peso. Ogni anno diventa più duro, vero?》annuisco appena, incapace di parlare.

È vero: manca ancora più di una settimana, eppure il pensiero di quella festa, che per Alicia era gioia pura, mi schiaccia come una maledizione.

Alan sospira, stringendo le labbra.《Quando arriverà il momento, accenderemo una lanterna per lei. Non sarà la stessa cosa....ma sarà un modo per sentirla ancora vicina》chiudo gli occhi. Per la prima volta da giorni, l'aria sembra meno pesante.

《Grazie, Alan》

Lui annuisce e mi stringe la mano in segno di sostegno. Poi mi lascia la tazza tra le mani e si avvia verso l'uscita. La porta si chiude piano, lasciandomi sola con il sapore amaro e caldo della tisana, mentre nella mente rivedo l'immagine di Alicia che correva sotto le lanterne dell'Asterveil, come se fosse ancora qui, ancora viva.

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[Katherine's Pov]

Tre Giorni Dopo

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