Sessantasette

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[Azlia's Pov]

Qualche Ora Dopo

Insieme a Caraya mi avvicino ai portoni della Cittadella, in sella ai cavalli e avvolte dai nostri mantelli neri.

Le guardie all'entrata ci fanno cenno di fermarci.

Tiro leggermente le redini. Il mio cavallo si arresta con eleganza. Caraya fa lo stesso.

《Dichiaratevi》ordina una delle guardie, cercando fermezza nella voce.

Lascio che il silenzio si allunghi quel tanto che basta.

《Siamo venute a offrire servizio a Sua Maestà》

Le parole scivolano lente, controllate. Nessuna supplica. Nessuna arroganza. Solo constatazione.

Gli uomini si scambiano uno sguardo. Ci osservano meglio: i mantelli, l'assenza di stemmi e l'assenza di paura sui nostri volti.

Uno di loro deglutisce.《Nomi》

《Non vi servono》

Un lieve fremito percorre l'aria. Non ho fatto nulla, per ora, ma il cavallo sotto di me inspira più a fondo, come se l'atmosfera fosse diventata più densa.

Caraya inclina appena il capo verso di me. Un gesto impercettibile. È pronta.

Dopo un istante di esitazione, le guardie ordinano di aprire i portoni. Il legno massiccio si spalanca con un suono profondo.

Entriamo.

La città bassa brulica attorno a noi: mercanti dietro le bancarelle, bambini scalzi che corrono, donne vestite di stracci che parlano.
Tutti si fermano nel vederci passare. Gli sguardi si abbassano appena incrociano i nostri. Non è paura, ma capiscono che non siamo persone comuni.

I bassifondi si stringono attorno alla salita che conduce al castello. Pietra grezza, strade irregolari, case addossate l'una all'altra come a cercare protezione. I nostri cavalli avanzano al passo.

Più saliamo, più l'architettura cambia. Le pietre diventano chiare, lavorate. Le strade si allargano. I soldati aumentano.

Arriviamo al ponte che conduce alla parte alta della Cittadella. Le torri si stagliano contro il cielo come lame scure. Il castello domina tutto.

Un capitano ci attende davanti all'ingresso principale.

《Attendete》dice con una mano alta. Poi apre i portoni del castello ed entra.

Le guardie che ci hanno scortate se ne vanno e per poco tempo restiamo sole.

《Se le cose si mettono male...》sussurro.《Creerò un portale e tu lo attraverserai》

Caraya mi guarda.《Puoi scordarti che ti lascerò da sola》

《Non era una richiesta》replico con voce fredda.《Ti ci butterò io se dovrò farlo. L'importante è che tu ne esca viva》

《Siamo qui per salvare Katherine》ribatte Caraya, più dura, cercando di tenere la voce bassa.

《Non me ne può fregar di meno di quella vampira. Io sono qui solo per proteggerti, non per salvarla》

Io e Caraya ci guardiamo per diversi secondi. Alla fine è lei a spostare lo sguardo davanti a sé.

《Se la situazione si dovesse mettere male....io combatterò al tuo fianco》dice sicura di sé.

Torno a guardarla, pronta a ribattere, ma le porte si aprono di nuovo con un suono profondo. Il capitano esce.

《Sua Maestà è pronto a ricevervi》annuncia con voce solenne.

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