Quindici

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[Allyson's Pov]

Qualche Notte Dopo

Il buio attorno a me mi opprime.
Non è solo assenza di luce. Mi preme sul petto, mi stringe la gola, rende l'aria densa come fumo.

Cammino a tentoni in un corridoio che non riconosco, eppure so di non essere sola.

Il pavimento sotto i miei piedi nudi è freddo e ogni passo rimbomba troppo forte. Poi la sento.

Allyson...

Un sussurro. Prima lontano, poi vicinissimo, come se qualcuno fosse entrato dentro il mio orecchio.

Mi blocco. Voglio rispondere, ma la bocca non si apre.

Allyson....vieni

La voce è morbida e tagliente allo stesso tempo, come miele su un coltello.

Vorrei fermarmi, ma i miei piedi continuano a muoversi da soli, tirati da fili invisibili.
Le pareti e il soffitto iniziano a distorcersi, mentre la voce mi chiama con più insistenza.

Davanti a me vedo un libro che fluttua a mezz'aria, con delle rune dorate incise sulla copertina di pelle nera.

Tendo la mano per prenderlo, ma, all'improvviso, un lampo bianco mi acceca.

Mi sveglio di soprassalto, nel mio letto.
Il cuore martella, il sudore mi bagna la fronte e le mie mani stringono il cuscino come se potesse proteggermi da qualcosa.

Nella mente ripercorro le immagini che ho visto, ma è tutto troppo confuso.
L'unica cosa che ricordo con nitidezza è quella voce, piatta e glaciale, che mi attirava a sé e....e poi quel libro.
Non ricordo cosa c'era scritto sopra, ma solo che era nero e oro.

Appena il cuore rallenta e il respiro si placa mi sdraio di nuovo, ma non riuscendo a prendere sonno resto immobile a fissare il soffitto e a vedere la stanza che, dall'oscurità, inizia a illuminarsi man mano che il Sole sorge e i suoi raggi penetrano attraverso le tende.

...

Mi siedo nell'aula di Incantesimi del professor Atlas, ossia l'aula magna della scuola, con parecchi posti a sedere che salgono verso l'alto, mentre l'insegnante è davanti a tutti con una lavagna e la sua scrivania.

Prendo posto tra le prime file e nel giro di pochi minuti vedo l'aula riempirsi.

《Buongiorno a tutti》ci saluta con il suo solito sorriso raggiante, spostandosi una ciocca dei suoi lunghi capelli biondi dietro l'orecchio.

《Oggi parleremo di un argomento particolare》ci informa e in seguito fa compiere al suo polso destro una leggera rotazione e davanti a noi compaiono dei simboli luminosi sospesi per aria.

《Allora? Qualcuno di voi sa dirmi che origine hanno le Linee di Nazca?》domanda, ma visto che nessuno alza la mano per rispondere, ci pensa lui a farlo.

《Come ormai ben sapete, in origine, prima che Selene e Solaris nascessero, streghe e stregoni vivevano nel mondo degli umani, i quali però ci consideravano figli di un qualche tipo di demonio o di una divinità maligna e per questo cercarono di schiavizzarci, molto spesso senza successo》inizia a spiegare generando davanti a noi con la magia delle immagini che ci mostrano ciò di cui sta parlando.

《Le Linee di Nazca traggono la loro origine direttamente da Diana, la Prima Strega》aggiunge facendo comparire davanti a noi l'immagine di una ragazza dai capelli castani.

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