Notte seconda - Dedalo

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Notte seconda.

Mi alzo nel bel mezzo della mia stanza, completamente vuota.
Ci sono solo le pareti su cui si colgono le ombre impolverate dei vecchi mobili ed il letto, disteso accanto a me.
L'illuminazione è decisamente innaturale: anche se fosse giorno, la luce non potrebbe raggiungere in modo così capillare ogni angolo e fessura della stanza, dal momento che solo una parete ospita delle finestre.
Mi guardo attorno per qualche secondo, smarrito, sorpreso e assolutamente convinto che sia solo un altro sogno. Eppure non riesco a svegliarmi, nemmeno con tutta la mia volontà.
Non sapendo cosa fare, mi aggrappo alla maniglia per uscire dalla stanza. E' chiusa? eppure le chiavi dovrebbero essere all'interno. Mi rigiro, indispettito e irritato, senza sapere cos'altro fare.
Non ci sono attrezzi per forzarla, anzi, non c'è niente in assoluto all'interno della stanza. Aspetta, il letto! potrei usarlo per...Oppure cercare di estrarre un pezzo della rete metallica, però...Niente, ancora nessuna soluzione.
Ma se è vero che questo è un sogno, dovrei comunque poter aprire la porta. Afferro la maniglia color ottone per la seconda volta, a dire il vero per niente speranzoso, e a ragione: è ancora chiusa.
Non avendo di meglio da fare, mi butto sul letto, in attesa di ispirazione. Mi perdo nelle trame del soffitto in legno e penso, per lunghi minuti. Non so esattamente quanto tempo sia passato, ma è come se non me ne fossi accorto, tant'è che mi sento ristorato come se fosse passata una notte intera di sonno leggero.
E' tempo di provare qualcosa di nuovo, anche se è strano che non mi sia ancora svegliato. Quanto manca ancora alla sveglia? Non importa, oramai ne voglio venir fuori il prima possibile.
Lancio ancora un'occhiata ad ogni angolo e nascondiglio della camera, per cercare una chiave che non riesco a trovare. Le idee cominciano a scarseggiare, ho solo un ultimo asso nella manica. Apro la finestra e allungo una mano per afferrare uno scacciapensieri apeso alla cornice esterna della finestra.
L'ho costruito io qualche hanno fa, ma è andato dimenticato perchè sbagliando le misure il vento non arriva quasi mai con abbastanza forza per farlo tintinnare. Non importa, non è quello che mi interessa, miravo alla graffetta che avevo usato per appenderlo alla cornice in legno.
La stacco dal filo e la raddrizzo per farne una sorta di grimaldello. Speriamo bene che la fortuna non si esaurisca qui, anche perchè tutta la mia esperienza in merito si esaurisce a qualche tentativo fatto da ragazzino.
Per prima cosa saggio un pò il terreno, in cerca di eventuali fessure da prendere in considerazione. Piego un pò una estremità del ferro, anche se non ho bene idea di cosa stia facendo. Si sente qualche rumorino e qualche scatto, ma niente di serio.
A questo punto sono abbastanza scoraggiato. Mi butto un attimo per terra, cercando di riprendere un pò la concentrazione. Prima regola dello scassinatore: controllare che la porta non sia già aperta.
Per scrupolo, getto una mano sulla maniglia giusto per vedere che è chiusa.
Invece la porta scatta e si apre davanti ai miei occhi increduli. Mi sento stupido. Do un'ultima occhiataccia al grimaldello, steso beato per terra, prima di mettere un piede fuori.

(la storia è inedita, incompleta e non revisionata, ve la propongo nella stessa forma in cui l'ho lasciata)

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