Piccoli Mondi

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Forse è la fretta di una società in continuo divenire, forse le pessime abitudini, che ci ha fatto dimenticare come guardare nel modo giusto. Superficialità e impazienza si sono impossessati delle persone comuni e non intendono lasciarci andare. Quante volte di fronte a infinite difficoltà ho sentito invocare una fantomatica felicità che, come costante universale, sarebbe dovuta essere il naturale vuoto che riempie le nostre vite. Sarebbe bello se bastasse evitare il dolore per essere felici e appagati, ma non è così: bisogna esercitarsi ogni giorno e costantemente.


Un grosso scoglio da superare, è la nostra stessa visione della realtà. Per cambiarla radicalmente, dobbiamo riprendere in mano tutte le nostre convinzioni e costringerci semplicemente a guardare più a fondo. Il mondo non è solo una palla di terra sospesa, ma uno scrigno: un universo di piccoli mondi che passano inosservati agli occhi disattenti e risultano invisibili ai frettolosi.
Questi piccoli mondi sono infiniti e con la giusta mentalità si trovano con la stessa facilità con cui si respira.
Ciò che dobbiamo ricominciare ad osservare per entrare nei piccoli mondi sono le piccole gioie che ci circondano: ogni gesto, ogni persona, ogni paesaggio, la musica, le parole, i rumori, i discorsi, le storie, gli sguardi, gli odori, i colori, i profumi e le piante, il sapore del cibo, il gusto del sonno, i luoghi di casa, la polvere illuminata dalle finestre, le stelle della notte e le nuvole al tramonto, la corteccia degli alberi e il muschio sulle rocce, i passi sulla strada e il latrare dei cani, la sensazione di una coperta, quella di una carezza, il sapore dell'acqua, la sua freschezza, il caldo d'estate, il gelo d'inverno, il bianco della neve, il colore della sabbia, il dolore d'una ferita, il calore d'un sorriso, le mattonelle del pavimento, i nodi del soffitto, l'odore della terra bagnata e l'acqua sulla pelle, una doccia calda, un brivido d'aria fredda, le foglie d'autunno, i fiori d'estate, la strada di casa, l'ombra del sole sulle palpebre, la sonnolenza dei suoi abbracci, i sogni dimenticati, i libri letti, la vita vissuta, quella da vivere, la sua fine.


Ogni singolo oggetto è un mondo a sé stante da capire ed esplorare ogni volta per la prima volta, ogni avvenimento una nuova storia da vivere e scrivere.
Dobbiamo essere come bambini: non conoscere niente e stupirci di tutto. Vivere ogni momento e ogni stupidaggine, perché solo ciò che è irrilevante è importante. Non lasciare mai correre un giorno senza aver visto qualcosa di nuovo, ma non inseguire il tempo perso perché sta bene dov'è.


Solo chi sa essere felice può esserlo davvero, fortunatamente si può imparare.
E poi mi chiedono perché non riesco mai a scrivere una vera frase conclusiva.

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