Complementari

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Musica: "Love" Nathan Wagner

Quella sera era previsto un ballo, organizzato dal ministero della magia e alcuni degli invitati furono proprio loro, oltre ad altri compagni di Hogwarts, privilegiati, per aver offerto aiuto e sostegno, dopo la guerra. Era una serata di gala, perciò, si vestirono tutti eleganti. 

Hermione aiutata da Pansy scelse un abito verde smeraldo, senza spalline o maniche, l'abito evidenziava le sue forme ma si sentiva a suo agio, Pansy le sorrise, l'abbraccio, poi uscì dalla stanza per dirigersi nella propria. Hermione indossò la collana che le aveva regalato sua madre, poi passò di fronte ad uno specchio nella stanza, e vide il proprio riflesso: suoi capelli erano semi raccolti, una treccia laterale le raccoglieva parte delle ciocche e il resto era stato arricciato e delle onde leggere le cadevano sulle spalle; la strega chinò il capo e si sfiorò il polso, lo vide li, inciso nella sua pelle, non ci faceva nemmeno più troppo caso ma quando osservava quella cicatrice i ricordi riemergevano dalle profondità dell'abisso dove albergavano i ricordi scomodi, quelli dolorosi che lei aveva cercato di archiviare. Draco entrò nella stanza mentre allacciava i polsini della camicia candida che indossava, ancora aperta sul davanti, e la vide, vide la sua Hermione, bella come sempre ma quella sera splendente, il suo sguardo ambrato però era perso nello specchio e si sfiorava il polso sinistro. Draco abbandonò le braccia sui fianchi e le si avvicinò, le avvolse i fianchi con le sue mani e la voltò verso di sé, lei docilmente lo lasciò fare ma chiuse gli occhi; il mago poggiò la sua fronte a quella di lei, sospirò e disse: "Lo so, so cosa voglia dire e mi dispiace, mi dispiace per non aver impedito a Bellatrix di marchiarti. Vorrei aver capito prima, tutto quello che so adesso, vorrei averti protetta quanto avevi bisogno. Sono sicuro che supereremo tutto questo perché adesso non siamo più soli. Tu Hermione, non lo sei. Sei una delle persone più vere che io abbia mai conosciuto, sei intelligente e caparbia, sei... una delle persone migliori che io abbia mai avuto l'onore di incontrare. Non sei quella cicatrice, non sei quello che significa perché quello è falso" lei aprì gli occhi mentre una lacrima le scivolava lungo la guancia, era stata incapace di trattenerla. Draco aprì gli occhi  si allontanò di poco da lei e iniziò a far scivolare via la sua camicia, gli occhi di Hermione saettarono sul petto del biondo, le cicatrici erano ben visibili, alcune parevano relativamente recenti, lui porse il braccio sinistro, la pelle candida faceva da sfondo al tatuaggio inciso sulla sua pelle, fece un respiro profondo e continuò: "Prima di tornare a scuola, ho chiesto a Blaise di fare questo, ho scelto la mia storia. Sono qui con tutti i miei errori, con le mie mancanze e faccio i conti con la mia vigliaccheria. Mi ritrovo un marchio che ho accettato solo per salvarmi la vita e per salvarla alla mia famiglia; lo sai meglio di me quanto sia stato un codardo, ma... ho scelto di cambiare, ho lasciato che la mia forza, il drago, il mio nome significasse qualcosa per me. Ho iniziato a scegliermi e questo mi ha portato via da quel mondo oscuro, per questo il tatuaggio. Il  drago afferra con forza quella parte della mia vita, lo porta via lontano da me. Non è il marchio a dire chi sono ma sono io, con le mie scelte. Ho scelto me. Tu, Hermione, sei sempre te stessa, sei una leonessa, sei il tuo coraggio e la tua mente brillante, non sei il tuo sangue. Ma sei Hermione Jean Granger. Una strega, una donna autentica, una grifondoro e sei per me la luce di cui avevo bisogno" Hermione sollevò il volto e lo guardò con gli occhi traboccanti di lacrime, perché per quanta forza abbiamo dentro, a volte occorre che coloro che ci amano ce la ricordino quella forza, che è in noi; ci ricordi che siamo guerrieri e che qualunque cosa accada se si inciampa qualcuno sarà li per risvegliare quella forza. 

Draco sollevò una mano e le asciugò le lacrime, sollevò quel volto che aveva imparato ad amare e poggio le sue labbra sulle sue. Hermione premette le sue labbra su quelle del mago e seppe che per quanto la strada sarebbe stata difficile, lui l'avrebbe sempre spronata a dare del suo meglio. Non le avrebbe  mai permesso di arrendersi. Erano più simili di quanto avessero mai creduto.

Due vite, un'anima solaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora