Parte del tuo mondo

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Musica: "Hope" Nathan Wagner

La cerimonia fu emozionante, per tutti. Fu il ritorno alle origini di cui tutti avevano bisogno. Blaise vagava per la scuola, le mani nelle tasche della giacca elegante, vagava per i corridoi semideserti, rammentava l'espressione del suo migliore amico, rivisse il mutamento, il momento in cui era andato a chiedergli di tatuarlo, e sorrise ricordando l'espressione sul suo volto, qualche istante prima, insieme alla grifondoro.

Blaise Zabini, per la prima volta invidiò il suo migliore amico, non credeva che ne avrebbe mai avuto bisogno, non credeva di sentire la mancanza di quel sentimento, almeno non fino a quel momento.

Il serpeverde si guardava attorno, sperduto, senza capire cosa cercare o dove, finché si imbatté in una scena strana: Luna Lovegood stava parlando con il barone sanguinario, il fantasma pareva... divertito?, Blaise si passò una mano sugli occhi, incredulo. Luna indossava un abito diverso dal solito, avvolta in un corpetto di raso argenteo e una gonna in tulle che le arrivava sopra le ginocchia, mostrando le sue gambe esili, dalla pelle candida e non indossava le scarpe o meglio le teneva tra le mani, indossava solo delle calze leggerissime e si chiese come potesse girare senza nulla, con una tale leggerezza da risultare disarmante. Quello che il serpeverde si chiese era come quella ragazza potesse vivere con quell'aura di imperturbabilità, nulla pareva toccarla, ma ciò che più turbò Blaise fu che quando lei si accorse di essere osservata, si voltò nella sua direzione e mentre il fantasma si dissolse, lei rimase lì nel corridoio e gli sorrise. IL volto di luna si illuminò, un sorriso leggero e occhi negli occhi e Blaise capì che quel sorriso era per lui. Luna, dopo pochi istanti iniziò a saltellare nella sua direzione, gli passò accanto e disse solo: "Ciao Blaise", il serpeverde rimase bloccato, immobile osservò la strega che gli passava accanto, per poi sparire dietro l'angolo del corridoio.

Il giorno successivo Draco e Hermione insieme a Blaise Pansy e Theo presero il treno che gli avrebbe condotti a Londra. Lontani da Hogwarts per quell'ultimo periodi prima dell'inizio del loro ultimo anno. Hermione decise di passare quei giorni con loro, con quei maghi a cui aveva imparato a voler bene, e gli altri furono felici di quel programma, di passare del tempo tutti insieme, perché quella tra loro era un'amicizia nuova, era un'amicizia che lo sentivano, sarebbe durata nel tempo. Quando il gruppetto giunse a Londra Hermione sorrise, si sentiva euforica; con Draco aveva pianificato attentamente ogni giornata.

Durante il giorno visitavano musei e librerie, biblioteche. Hermione fece da guida, li portò a visitare alcuni dei più importanti edifici storici della città, castelli ricchi di storia, raccontò loro del regno di Enrico VIII e di come quel re folle ebbe sei mogli, una storia travagliata in cui non mancarono le sconfitte, i tradimenti e gli intrighi, tutto questo e molto di più avvolse la vita di quell'uomo, intrighi degni di Salazar Serpeverde. Draco iniziò ad ambientarsi perfettamente e così anche gli altri. Hermione era entusiasta e anche Pansy e gli altri la conobbero davvero, più passavano del tempo insieme più si rendevano conto di quanto fosse facile volerle bene. Il volto di Hermione si illuminava quando vedeva curiosità nei loro occhi, a modo loro ci provavano, cambiavano il loro mondo, per lei.

I cinque soggiornarono in un Hotel babbano per qualche giorno, presero una suite per poter stare tutti insieme e il momento più imbarazzante per Hermione fu quello della spartizione delle stanze, ma alla fine Pansy ebbe la singola, Theo e Blaise presero una delle matrimoniali e Draco ed Hermione l'altra. Draco e la strega non avevano chiarito molte cose, quella tra loro era una relazione che stava nascendo, si stava evolvendo ma non avevano mai esplicitamente parlato di quello che provavano l'uno per l'altra. Erano semplicemente loro, Draco ed Hermione che ripartivano da zero, senza che il passato si frapponesse tra loro.

Dopo alcuni giorni di gite, passeggiate in città e musei, Hermione si accorse che Draco era diventato taciturno, stavano per uscire dalla stanza per il pomeriggio e lui avvisò che non stava bene, si era lamentato di avere male alle gambe per tutte le camminate che avevano fatto, anche se in realtà era una scusa palese, sentiva di aver bisogno di pensare, da solo. Il mondo del mago era stravolto, aveva visto con i suoi occhi ciò che aveva sempre condannato, ma ciò che più lo destabilizzava era che oltre la sua piccola realtà fatta di purosangue, incantesimi, pozioni e leggi magiche c'era un universo di incredibile diversità. Tutto era nuovo per loro o forse lo era il modo in cui le percepivano tutto, dalle luci di Londra, le prese elettriche ... che tra parentesi, il gruppo di maghi aveva osservato attentamente, Hermione aveva mostrato loro il modo babbano con cui ci si asciugava i capelli. Tutti in quel piccolo bagno avevano assistito all'accensione di quello che Hermione chiamava Phon e che serviva per asciugare i capelli; Draco si sedette sul divano di quella suite e la sua mente iniziò a vagare, sorrise mentre sorseggiava quello che la grifondoro aveva chiamato "Vino" e  lui aveva sempre conosciuto come vino degli elfi, poi rise tra sé quando ricordò che Hermione aveva mostrato loro il funzionamento dell'elettricità; Blaise era rimasto di stucco quando lei aveva acceso la luce premendo su un interruttore senza l'utilizzo della bacchetta, era rimasto ad accendere e spengere la luce per un po', provocando l'ilarità generale.

Draco si alzò dal divano, si guardò attorno e sorrise, lui sarebbe sempre rimasto sé stesso, nato e cresciuto nel mondo dei maghi, avrebbe sempre amato pozioni e il quidditch ma con una piccola differenza; iniziava ad affezionarsi anche quel mondo che Hermione gli stava facendo scoprire, grazie a lei ogni dubbio si era finalmente dissolto. Il mago si diresse a passo svelto verso la loro stanza e si cambiò, indossò una camicia bianca e i suoi soliti pantaloni neri, afferrò una giacca e uscì. Il mago iniziò a camminare a passo svelto per la strada, sapeva dove i suoi amici si erano diretti quel giorno, c'era la fiera con tanto di giostre e tutto il resto e quando giunse nei pressi iniziò a sentire nell'aria un odore dolciastro, gli ricordò vagamente mielandia. Draco si addentrò nella calca di persone, non riusciva a vedere i suoi amici, si passò una mano tra quei capelli fini e biondi scompigliandoli; non poteva usare la magia tra i babbani, perciò, si sforzò di tenere la bacchetta nella tasca della sua giacca e capì. Capì quanto aveva atteso quel momento, bramava di vedere quella strega, di abbracciarla. Hermione, per nulla remissiva, curiosa e determinata, ambiziosa ma era esattamente quello che appariva: sincera, leale e coraggiosa, aveva combattuto fino a ridursi a brandelli di sé stessa, aveva difeso lui e aveva curato le sue ferite. Hermione Granger la strega che riusciva a tenergli testa ad ogni lezione e che aveva abbattuto ogni sua difesa e lui lo sapeva fin dal primo scontro che tra loro non sarebbe stato mai semplice. Erano entrambi testardi e appassionati, caparbi avrebbero lottato fino allo stremo, erano opposti, creati per completarsi. Era così fin dall'inizio, fin dal loro primo incontro.

Nella folla, nonostante il brusio della gente attorno a lui, nonostante il ronzio delle giostre e le urla, la sentì una voce e una risata che lui riconobbe, la seguì finché li vide: Pansy abbracciava  la sua grifondoro mentre Nott era in piedi ma piegato su se stesso, era verde, probabilmente appena sceso dalla "cosa rotante" alle sue spalle. La grifondoro si staccò dall'abbraccio dell'amica per aiutare Theo a sedersi su un gradino lì vicino e calmare la violenta nausea di cui sembrava preda.

Draco, si avvicinò lentamente, il primo ad accorgersi di lui fu proprio Blaise che gli sorrise, poi lo vide anche Pansy che tornò a sorridere a Blaise e fargli l'occhiolino; Draco si avvicinò e afferrò per la vita la strega e le sussurrò vicino all'orecchio: "Presa!" lei sorrise, aveva riconosciuto il suo profumo prima ancora che l'abbracciasse. Hermione sorrise e si voltò intrappolata tra quelle braccia, che sembravano estranee solo se lontane da lei, alzò il volto per guardarlo negli occhi e disse: "Mmh Draco Lucius Malfoy, finalmente ci ha degnati della sua regale persona..." lui ghigno ma stette al gioco, i loro occhi non si lasciarono, nemmeno quando le rispose: "Senza di me non riuscireste a divertirvi, guarda Theo come si è ridotto.... Piuttosto quale proviamo ora?" Draco sorrise, lasciò scivolare i suoi occhi via da lei per osservare i suoi amici.

Hermione sfidò Draco all'autoscontro, gli altri lasciarono a loro il divertimento, Pansy prese i popcorn e si sporse verso Blaise, sussurrando: "Secondo te chi vincerà?", Blaise sorrise poi disse: "Vincerà sempre lei Pansy".

Hermione si stava divertendo davvero, Draco la inseguiva, era quasi buffo in quella macchinina da corsa, era proprio al limite, troppo alto stava palesemente scomodo ma rideva e questo la distraeva, era qualcosa di infinitamente bello da guardare. Hermione riuscì a vincere alla fine, lui era stato bravo a batterla la prima volta ma le successive le vinse lei e alla fine dovettero uscire. Il giostraio invitò loro a lasciare i mezzi, e mentre lei uscì agilmente, lui sembrava in difficoltà; Hermione rise forte e gli si avvicinò afferrò le sue mani e lo tirò fuori da quella minuscola macchinina, quando fu in piedi barcollò appena fino a scontrarsi con quella strega riccia che appena poté lo circondò con le sue braccia e posò la testa sul suo petto, sorrise, felice che i suoi due mondi fossero finalmente in equilibrio. Grazie a lui.

Quella fu una giornata memorabile.


ANGOLO DELLA SCRITTRICE:

Cari lettori e lettrici, ecco a voi un altro capitoletto. Mi scuso per la poca costanza ma gli impegni del quotidiano portano via tante energie e tempo. Scrivere mi permette di tornare a sorridere, a respirare e staccare un pò la mente. Spero apprezzerete comunque il tentativo perché a volte ho la sensazione di perdermi un pò. Appena possibile c'è la possibilità che rimaneggi le parti che mi lasciano un pò in dubbio.

Spero vi stia piacendo la storia e vi invito a lasciare una stellina e un commento di incoraggiamento. Fatevi sentire, in questi giorni ho bisogno di voi come mai e del vostro sostegno. Vi ringrazio.

Vi mando un grande abbraccio.

Cassie

Due vite, un'anima solaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora