POV SUNGHOON
Vederla piangere era straziante, ma c'era un motivo se l'avevo portata ai miei allenamenti, ero sicuro che lei avrebbe capito, ed era l'unico modo in cui avrebbe percepito il vero me.
Non ero bravo con le parole, non lo ero mai stato, il pattinaggio era il mio modo di parlare, di esprimermi, di raccontarmi.
Presi il primo paio di pattini che trovai e tornai indietro.
<< Ad occhio credo che ti stiano.>>
In effetti non sapendo il suo numero di scarpe trovare i pattini perfetti era pressocche impossibile.
<< Come fai a dirlo?>>
Era tornata se stessa, la sua vena esasperante si era rimessa in moto.
<< Perchè non le provi?>>
Possibile che non riuscissimo a dialogare come due persone civili per più di due minuti? Forse era proprio quello che mi piaceva di lei, il fatto che non si lasciava intimidire e che nel bene o nel male ti diceva sempre quello che pensava, Byeol era vera.
<< Ma tu non dovevi allenarti?>>
Sbuffai, ma perchè portarla tanto per le lunghe?
<< Ho finito, eri troppo concentrata a piangere per rendertene conto.>>
In effetti era così, da quando la canzone era iniziata le si erano aperti i rubinetti, l'avevo osservata, non aveva smesso un attimo di piangere.
<< Non stavo piangendo, era il freddo.>>
Girai gli occhi al cielo, dire l'esatto contrario di quello che io dicevo doveva essere il suo lavoro preferito.
<< Si, certo, come no, adesso ti vuoi mettere quei stramaledettissimi pattini?>>
La mia pazienza aveva un limite, basso, ma pur sempre limite era.
<< Si, ma con calma.>>
Provai a contare fino a diecimila, insomma dovevo pensarci bene prima di aprire la bocca e rovinare di conseguenza quella giornata.
La vidi trafficare con i lacci dei pattini, mi presi qualche minuto per contemplare la scena e ridere di lei tra me e me, perchè diciamocelo: era uno spasso.
<< Ti decidi ad aiutarmi o devi continuare a gongolare come un idiota ancora per molto?>>
Scoppiai a ridere, non ero stupito che se ne fosse accorta, lei non lo sapeva ma ritenevo che fosse una delle ragazze più intelligenti di tutta la scuola, forse poteva peccare un po' in letteratura europea, ma questo non faceva di lei una persona stupida.
Mi avvicinai a lei, mi chinai e spostai le sue mani dai lacci, stava combinando un casino, appena la sfiorai notai che si era irrigidita, allora non ero l'unico a provare quelle sensazioni, percepivo una sorta di elettricità tra i nostri corpi e si intensificava ogni qual volta eravamo più vicini, eravamo come due calamite, se eravamo insieme diventava difficile evitare di sfiorarci, più il tempo passava più diventava difficile gestirla per me.
Quando ebbi finito alzai lo sguardo e la beccai a fissarmi, questo le capitava spesso e ogni volta che succedeva dovevo far leva su tutto il mio autocontrollo per non sbatterla vicino al muro e baciarla.
<< Andiamo.>>
Distolsi lo sguardo e mi alzai, non dovevo pensarci troppo, altrimenti avrei seguito il mio istinto.
Per la prima volta in vita sua Byeol mi diede retta senza fiatare, cosa molto strana.
La vidi rimanere in piedi per meno di un secondo, prima di oscillare prima a destra e poi a sinistra e cadere di sedere sopra la panchina.
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Paralyzed|| Sunghoon
FanfictionPark Sunghoon è il ragazzo dal fisico perfetto e da un intelligenza straordinaria che incontri una sola volta nella vita solo se sei fortunato. Questo è il caso di Kang Byeol, una ragazza acqua e sapone, il suo modo di fare e di pensare è quello che...
