Al centro commerciale.

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La mattina dopo avevo la causa in tribunale di un mio cliente; il pomeriggio lo passai a riorganizzare il lavoro che non avevo fatto la mattina... risultato? Erano le 7.30 di sera, e io dovevo ancora tornare a casa.
Stavo chiudendo il computer del mio ufficio, quando mi squillò il telefono.
Lo presi senza guardare chi era, lo appoggiai alla spalla e risposi mentre mi infilavo il giubbotto.
<< Pronto? >>
<< Hope ma dove sei? Sono davanti casa tua da mezz'ora >> cavolo Justin!
<< Oddio Justin scusami ma ho fatto tardi in ufficio, non è che possiamo rimandare l'appuntamento? >>
<< Cosa? Perché? >> disse con tono deluso.
<< Sto tornando a casa ma devo ancora prepararmi, non ce la farò mai >> lo sentii sorridere dall'altro capo del telefono.
<< Non preoccuparti, tu sbrigati ad arrivare >> conoscevo quel tono di voce..
<< Che hai in mente? >>
<< Oh, lo vedrai presto >> attaccò.
Guidai più in fretta che potevo, imbattendomi anche in un traffico bestiale e rischiando anche di fare un incidente con un camion. Tutte a me!
Fortunatamente arrivai a casa sana e salva.
Justin era fuori casa mia, appoggiato allo sportello della sua macchina.
Parcheggiai la mia e mi avvicinai a lui scusandomi.
<< Tranquilla, ora vieni con me >> disse salendo in macchina.
<< Ma dove andiamo? Hai visto come sono conciata? >> dissi indicando il mio completo non molto adatto ad una cena..
<< Si che ho visto, andiamo a prepararti >> disse con un sorrisetto furbo.
<< Non ho capito ma so già che non mi piacerà >> dissi entrando nella sua macchina.
Poco dopo ci fermammo davanti il centro commerciale, che ovviamente stava chiudendo.
<< Cavolo sta chiudendo >> sbuffai.
<< Per questo siamo qui, dai muoviti e non farti vedere >>
<< Ma che...? >> non riuscii a finire la frase, perché mi trascinò dentro un negozio e, senza farci vedere dalla commessa che stava chiudendo, ci nascondemmo nei camerini.
<< Mi spieghi che cavolo ci facciamo qui? >> dissi una volta che anche l'ultima luce si spense.
<< Non volevi un vestito? Ecco! Qui ne hai quanti ne vuoi >> disse divertito.
<< Ma sei scemo? Siamo rimasti chiusi dentro! E poi questo si chiama rubare >> dissi facendo la saputella.
<< Hope sei paranoica >> disse scocciato << questo si chiama prendere in prestito >>
<< Certo certo, in ogni caso.. non serve più, siamo chiusi dentro, non possiamo più andare a cena >>
<< Ma possiamo sempre farla noi >> sorrise.
<< In che senso? >>
<< Poi lo vedrai, ora scegli un vestito, ti aspetto qui >> disse sedendosi davanti al camerino.
Iniziai a girare per il negozio e presi 3 vestiti... poi tornai ai camerini.
<< Sono indecisa tra questi >> dissi indicandoli.
<< Provali e fammi vedere come ti stanno >>
Entrai nel camerino senza replicare.
Provai il primo: era lungo fino alle caviglie, con un'apertura dietro la schiena, rosso, lucido.
Uscii, Justin mi squadrò dalla testa ai piedi, poi rise.
<< Sembri Jessica Rabbit! Non hai trovato niente di un po' meno... professionale? >>
<< Ma dai è carino, è perfetto per un a cena >> dissi guardandomi allo specchio.
J<< Si per una signora di 40 anni forse... dai hai 23 anni! Non tornano più, sfruttali >> disse continuando a guardarmi mentre giravo su me stessa.
<< E va bene, ti faccio vedere l'altro >>
Il secondo era un po' più corto, arrivava alle ginocchia, grigio perlato, con un disegno bianco sulla pancia >> uscii credendo che andasse bene, invece Justin scoppiò a ridere.
<< Ecco, adesso sembri Bax Banny >> alzai gli occhi al cielo e ne provai uno nero, l'ultimo. 
Storse il naso anche per questo.
<< Stai andando ad un funerale? Ti ci manca l'ombrello nero e sei a posto >>
<< Ma a te non piace niente! >>
<< Non è vero, è solo che per come ti vesti sembri molto più grande della tua età >>
<< Bene, quindi non ho il vestito e sono già le 9! >> dissi sedendomi sconsolata.
<< Lascia fare a me >> disse scomparendo dietro ai vestiti.
Tornò poco dopo con un vestitino viola..
<< Prova questo >> disse porgendomelo. Feci come mi disse.
Ok, non avrei mai messo un vestito del genere: era stretto fino alla vita, dove si apriva in tanti veli..
<< Ora sembro la figlia dei fiori >> dissi uscendo dal camerino.
<< No, sei perfetta >> sorrise.
<< Ma che dici! Sembro una bambina >> mi guardai bene allo specchio.
Lo sentii ridere dietro di me.
<< Ma sei una bambina Hope >>
<< Non è vero, ho 23 anni >>
<< Non sei una donna ancora, sei solo una ragazza cresciuta troppo in fretta >> mentre parlava si avvicinava da dietro, mentre i nostri occhi erano incatenati attraverso lo specchio.
Poggiò le mani sulla mia pancia e il mento sulla mia spalla sinistra. Lo lasciai fare.
<< Andiamo? Ho fame >>
<< E dove vuoi mangiare? >>
<< C'è il ristorante al piano di sopra >> mi prese per mano e mi portò nel ristorante.
<< Però c'è un piccolo problema, dobbiamo cucinare noi >> sorrisi.
<<< Non c'è problema, dai andiamo >> ci recammo in cucina e cominciammo a frugare nei vari scaffali.
<< Hey ho trovato la pasta! Che ne dici di un bel piatto all'italiana? >>
<< Bolognese? >> proposi.
<< è la mia preferita! >>
<< Lo so >> gli feci l'occhiolino.
Mentre lui preparava un tavolo, io ero intenta a cucinare e mi persi nei miei pensieri contorti.
Cavolo, chi l'avrebbe mai detto, io e Justin chiusi in un centro commerciale. Ho rubato un vestito, anche se secondo lui "lo abbiamo preso in prestito", e stiamo mangiando in un ristorante chiuso!
<< Hope? >> tornai sul pianeta Terra.
<< Ecco è pronto >> dissi portando la pentola sul tavolo.
Iniziammo a mangiare mentre Justin mi faceva molte domande sulle diverse cause che avevo portato a termine.
<< Dai vorresti dirmi che hai dato ragione a suo padre!? Quel ragazzo aveva il diritto di spendere i soldi >>
<< Non se vive con suo padre, c'è un articolo della costituzione che lo vieta >>
<< Sai tutti gli articoli a memoria? >> chiede impressionato.
<< Più o meno >> dissi bevendo un sorso d'acqua.
<< Come fai a ricordarli tutti? >>
<< Spesso li leggo, ma non è difficile, è come imparare un paragrafo di storia >>
<< Allora è più difficile di quanto pensassi >> scoppiai a ridere. Avevo dimenticato che a scuola era una capra.
<< E tu? Dai dai raccontami la cosa più tremenda che hai fatto >>
<< Mmm... vediamo... ah si! Ho rapito la figlia di un tizio che mi doveva dei soldi... >>
<< Poverina, poi l'hai riportata a casa vero? >> scosse il capo divertito.
<< Justin! >> dissi per rimproverarlo.
<< Aspetta lasciamo finire. Il padre è saltato in aria, e lei è rimasta con noi >>
<< C-come è saltato in aria!? >> chiesi spaventata.
<< Non ha pagato >> fece spallucce.
<< Di quanti crimini sei accusato? >> calò il silenzio.
<< Un po'.. >> rispose poco dopo.
Fortunatamente quel momento di silenzio fu interrotto dallo squillo del suo cellulare.
<< Scusa.. >>
<< Non ti preoccupare >>
<< Si? >> rispose al telefono.
<< Perfetto... siete andati a vedere? ... cosa?... stai scherzando...non può essere... non deve scappare assolutamente! Ti ha visto in faccia! Potrebbe farci arrestare tutti! >> il suo tono era molto preoccupato.
Quando attaccò, si alzò di corsa.
<< Che succede? >>
<< Ti prego scusami, ma dobbiamo andare.. >>
<< Mi spieghi  che succede? >>
<< Problemi sul lavoro >> disse mettendo tra virgolette la parola lavoro.
Preso dalla fretta però, non si ricordò che eravamo chiusi in un centro commerciale, così quando fece per aprire la porta scattò l'allarme.
<< Merda! >> mentre ci tappavamo le orecchie per il rumore assordante giurai di aver sentito i suoni delle sirene.
<< Justin sta arrivando la polizia! >>
<< Svelta esci da qui >> tirò una sedia contro la grande vetrata che dava all'uscita del centro commerciale, e rompendo il vetro corremmo fuori.
<< Hey voi! Fermi o sparo! >> sentimmo alle nostre spalle.
<< Non ti fermare Hope! >> iniziammo a correre... la mia mano non lasciava un momento la sua. Poco dopo però sentii le gambe cedermi e in questo modo stavo facendo rallentare anche lui.
<< No Hope dai resisti per un po', siamo quasi arrivati >>
<< Non ce la faccio più >> dissi fermandomi.
<< Presto per di qua! >> ci infilammo in nu vicolo cieco per riprendere fiato.
<< Scusami >> dissi con il fiatone.
<< Non fa niente >> rispose lui, semplicemente un po' affaticato.
Sentimmo le sirene della polizia sorpassarci e pochi muniti dopo Justin si affacciò a vedere.
<< Non c'è più nessuno, possiamo uscire ma stai attenta lo stesso >> annuii.
<< Hey ma per chi mi hai preso? Non sono mica Bolt! >> rise.
<< Esagerata, è stata una corsetta >>
<< Oh certo! Una corsetta di 40 chilometri, pensa che li faccio tutti i giorni >> dissi ironicamente.
<< Dai tutto sommato ci siamo divertiti >>
<< Forse tu, io ho solo avuto paura >> rise di nuovo.
<< Almeno hai capito come stanno le cose >>
<< Cioè? >>
<< Cioè che il mio lavoro è molto più pericoloso del tuo... e che per colpa vostra due ragazzi innamorati non possono cenare in un centro commerciale perché li arrestano >>
<< Cosa? >>
<< Si sempre per le stupidi leggi >> lo interruppi..
<< No, hai detto che due ragazzi innamorati non possono cenare.. >>
<< Non è vero >>
<< Si che è vero >>
<< No non ho detto innamorati >>
<< Si Justin lo hai detto >> risi.
<< Hai sentito male >>
<< Sento benissimo >>
<< In ogni caso.. come ti è sembrato questo appuntamento? >> rise sotto i baffi.
<< Mah... è stato.. particolare >>
<< Unico direi >> scoppiammo a ridere.
<< Però devo ammettere che mi sono divertita >>
<< Wo! Che onore! Sono il primo boss Mafioso della storia a far convertire un avvocato! Mi merito una medaglia d'oro >>
<< Scemo, non mi sono convertita come dici tu, è stata solo una serata diversa dalle altre >>
<< Sono felice che ti sia piaciuta >> sorridemmo.
<< Justin? Ma cosa era successo prima al telefono? >> sbiancò.
<< Cazzo! Mi ero dimenticato! Scusami Hope ti prego! Ci sentiamo domani! >> mi lasciò un bacio a stampo e.. aspetta. UN BACIO A STAMPO!?!?!?  Mi aveva dato un bacio a stampo!? A me!? forse si era sbagliato, andava di corsa... comunque, eravamo vicini a casa mia, quindi entrai, mi feci una doccia e mi misi a letto.
Ripensai alla serata trascorsa, ai spaghetti alla bolognese.. poi guardai il vestito che avevo messo sulla sedia e mi tornò in mente quando avevo provato i vestiti, la sua faccia disgustata... mi scappò una risatina.
Dovevo ammetterlo, era stato pericoloso, ma allo stesso tempo divertente.
Insomma, chi altro ti avrebbe portato in un posto simile ad un appuntamento?
Sapevo che fosse unico, e questo ne era stata la conferma.

Manette a forma di cuore. (Justin Bieber)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora